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Perché affidare la denuncia a un avvocato esperto in truffe online

26 ottobre 2026 · Avvocato Penalista H24

Hai subito una truffa su internet e non sai a chi rivolgerti? Un avvocato per truffe online scrive la denuncia-querela, sceglie i documenti da allegare, individua i reati e indica al Pubblico Ministero le indagini da svolgere per identificare i responsabili e rintracciare il denaro.

Perché serve un avvocato per truffe online? 


Un avvocato per truffe online scrive la denuncia-querela, sceglie i documenti da allegare, individua i reati e indica al Pubblico Ministero le indagini da svolgere per identificare i responsabili e rintracciare il denaro.


  • Analisi del caso con un avvocato, anche online

  • Preventivo scritto prima di iniziare, senza costi a sorpresa

  • Assistenza in tutta Italia e nei casi con conti o piattaforme all'estero

La denuncia si può presentare anche da soli, ed è gratuita. Nelle truffe online, però, il Pubblico Ministero parte quasi sempre da ciò che trova scritto e allegato nell'atto: nomi di fantasia, numeri esteri, siti che cambiano indirizzo, denaro trasferito in pochi giorni su più conti o wallet. Una denuncia generica, senza dati utilizzabili, porta spesso a un fascicolo contro ignoti che si chiude con l'archiviazione.

L'avvocato lavora su quattro aspetti che incidono sul seguito del procedimento.

Scrive la denuncia-querela in modo che sia utilizzabile

Ricostruisce i fatti in ordine cronologico, con date, importi, canali di contatto e nomi usati dai truffatori. Presenta la querela entro il termine di tre mesi da quando hai scoperto la truffa (art. 124 c.p.), dichiara che vuoi essere avvisato di un'eventuale richiesta di archiviazione (art. 408 c.p.p.) ed elegge domicilio presso lo studio. Senza quella dichiarazione il PM può chiedere l'archiviazione senza che tu lo sappia, e perdi la possibilità di opporti.

Sceglie e ordina i documenti da allegare

Allegare tutto senza criterio rallenta le indagini, allegare poco le blocca. L'avvocato individua i documenti che permettono di risalire ai beneficiari del denaro e spiega nell'atto perché sono rilevanti. Tra questi:

  • contabili dei bonifici con codice CRO o TRN, IBAN e intestatari dei conti beneficiari

  • estratti conto e movimenti delle carte usate per i pagamenti

  • per le criptovalute: indirizzi dei wallet, hash delle transazioni (TXID) e nome dell'exchange usato

  • chat WhatsApp, Telegram ed e-mail esportate per intero, con numeri di telefono e date

  • indirizzi web della piattaforma, schermate del conto e documenti contrattuali ricevuti

  • registrazioni delle telefonate e nomi dei sedicenti consulenti con cui hai parlato

Le prove digitali vanno conservate in originale: non cancellare chat, app o e-mail, anche se qualcuno ti chiede di farlo.

Individua i reati da contestare

La qualificazione giuridica non è un dettaglio formale. Da essa dipendono la procedibilità (d'ufficio o a querela), gli strumenti di indagine a disposizione del PM e la possibilità di chiedere il sequestro del denaro. A seconda del caso possono rilevare:

  • truffa, anche aggravata, ad esempio per la minorata difesa nelle truffe a distanza (art. 640 c.p.)

  • frode informatica, quando c'è un intervento sul tuo home banking o sui tuoi dispositivi (art. 640-ter c.p.)

  • abusivismo finanziario, quando una piattaforma offre servizi di investimento senza autorizzazione (art. 166 TUF)

  • sostituzione di persona, nei falsi profili e nelle false identità di funzionari o consulenti (art. 494 c.p.)

  • riciclaggio e autoriciclaggio, per chi riceve e sposta il denaro (artt. 648-bis e 648-ter.1 c.p.)

  • associazione per delinquere, anche transnazionale, quando opera una struttura organizzata (art. 416 c.p.)

Indica al Pubblico Ministero le indagini da svolgere

Nella denuncia e con memorie successive (art. 90 c.p.p.), l'avvocato chiede al PM gli accertamenti che possono portare ai responsabili e al denaro:

  • acquisizione presso banche e intermediari dei dati degli intestatari dei conti beneficiari e dei trasferimenti successivi

  • sequestro preventivo delle somme ancora presenti su conti o wallet (art. 321 c.p.p.)

  • richiesta agli exchange di criptovalute dei dati identificativi dei titolari dei wallet e del blocco dei fondi

  • acquisizione dei dati di traffico telefonico e telematico e degli indirizzi IP, nei limiti di legge

  • identificazione degli intestatari di domini, servizi di hosting e utenze telefoniche usate per i contatti

  • cooperazione con autorità estere, con ordine europeo di indagine o rogatoria, quando conti e società sono fuori dall'Italia

Quando serve, lo studio svolge anche investigazioni difensive (artt. 391-bis e seguenti c.p.p.) prima del deposito, per consegnare al PM elementi già verificati.

Perché è importante muoversi presto

Nelle truffe online il denaro passa in poco tempo da un conto o da un wallet all'altro. Prima la denuncia arriva con i dati corretti, maggiori sono le possibilità che il PM trovi somme ancora sequestrabili. C'è poi un limite di legge: per i reati procedibili a querela il termine è di tre mesi dal giorno in cui hai avuto conoscenza del fatto.

Come lavoriamo

  1. Analisi del caso. Esaminiamo con te fatti e documenti, ti diciamo quali strade sono percorribili e quali no, e ti diamo un preventivo scritto.

  2. Redazione e deposito. Scriviamo la denuncia-querela, ordiniamo gli allegati, la depositiamo presso la Procura della Repubblica competente e chiediamo le indagini utili.

  3. Seguito del procedimento. Seguiamo le indagini, presentiamo memorie e richieste, ti aggiorniamo sugli sviluppi e ti assistiamo in caso di richiesta di archiviazione o di processo, anche con la costituzione di parte civile.

Alcuni casi seguiti dallo studio

Ogni caso è diverso. Questi esempi riguardano procedimenti reali seguiti dallo studio e non garantiscono un risultato analogo nel tuo caso: gli esiti possono variare (Vedi la sezione del Blog Casi Risolti).

  • Truffa online: il giudice ordina la restituzione di 11.500 euro all'assistito

  • Truffa da 45.000 euro: il presunto autore va a processo

  • Truffa in criptovalute: recuperati 54.000 dollari con decreto del giudice

  • Truffa online: il giudice riconosce all'assistito un rimborso di 140.000 euro

Cosa dicono gli assistiti

Le opinioni riportano l'esperienza personale dei singoli assistiti. I risultati variano da caso a caso (Vedi le nostre testimonianze).

Cosa puoi aspettarti da noi

  • Uno studio privato. Siamo uno studio legale, non un ufficio pubblico né un servizio delle forze dell'ordine. La denuncia si può presentare gratuitamente anche senza avvocato.

  • Aggiornamenti costanti. Ti spieghiamo ogni passaggio in un linguaggio comprensibile e ti informiamo degli sviluppi del procedimento.

  • Attenzione ai falsi recuperi. Chi ti contatta promettendo di recuperare i tuoi soldi in cambio di un anticipo, magari presentandosi come avvocato o ente pubblico, può far parte della stessa truffa. Verifica sempre l'iscrizione all'Albo del professionista.

Domande frequenti

Truffa su internet: a chi rivolgersi?

Per prima cosa contatta subito la tua banca o l'exchange per bloccare i pagamenti ancora in corso e conserva tutte le prove. Poi presenta denuncia-querela alle forze dell'ordine o alla Procura della Repubblica. Se hai trasferito somme importanti, verso l'estero o in criptovalute, rivolgiti a un avvocato per truffe online: imposta la denuncia in modo utile alle indagini e segue il procedimento per tuo conto.

Serve un avvocato per denunciare una truffa online?

No, la denuncia si può presentare anche da soli. Nei casi con bonifici verso l'estero, criptovalute o più persone coinvolte, un avvocato con esperienza nella materia imposta l'atto in modo che il PM abbia elementi concreti da cui partire.

Entro quanto tempo devo presentare la querela?

Entro tre mesi dal giorno in cui hai scoperto la truffa (art. 124 c.p.). Alcune ipotesi aggravate e alcuni reati, come l'abusivismo finanziario, sono procedibili d'ufficio, ma conviene comunque muoversi subito.

Dove si presenta la denuncia?

Presso le forze dell'ordine, ad esempio Polizia Postale o Carabinieri, oppure direttamente alla Procura della Repubblica. L'avvocato può depositarla per tuo conto e ricevere le comunicazioni del procedimento.

Posso riavere i soldi?

Dipende dal caso. Il recupero è possibile quando le indagini individuano i responsabili o i conti dove il denaro è ancora presente, ad esempio con un sequestro, oppure quando ci sono i presupposti per altre azioni, anche verso intermediari. Nessuno può garantirlo in anticipo.

Cosa succede dopo la denuncia?

Il PM avvia le indagini preliminari e potresti essere convocato per chiarimenti. Se il PM chiede l'archiviazione e hai chiesto di essere avvisato, puoi presentare opposizione entro 20 giorni dalla notifica. Se si arriva al processo, puoi costituirti parte civile per chiedere il risarcimento.

Quanto costa?

Il costo della consulenza ti viene indicato prima dell'appuntamento. Per la denuncia e il seguito del procedimento ricevi un preventivo scritto, in base alla complessità del caso. [Se si decide di pubblicarlo, indicare qui il prezzo della consulenza.]

Seguite casi in tutta Italia?

Sì. La consulenza si svolge anche online e la denuncia viene depositata presso la Procura competente. Lo studio segue anche casi con conti, società o piattaforme all'estero.

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