Global Asset Litigation si presenta come uno studio legale specializzato nel recupero dei fondi perduti in truffe Forex, opzioni binarie, CFD, criptovalute e Bitcoin. Nella pagina acquisita il 27 ottobre 2026, raggiunta tramite un'inserzione a pagamento su Instagram Stories (come risulta dai parametri dell'indirizzo), non compare un solo avvocato identificabile, un numero di iscrizione all'albo, una partita IVA, una ragione sociale o un recapito verificabile. Per un soggetto che raccoglie dati personali e importi perduti da persone già truffate, non sono dimenticanze di impaginazione: è l'assenza dei requisiti minimi di credibilità. Il giudizio di questa recensione è netto: Global Asset Litigation presenta la struttura tipica del recovery scam, la truffa secondaria che colpisce chi è già stato truffato, e va evitata.
Scheda di valutazione di Global Asset Litigation
Piattaforma: Global Asset Litigation (dominio global-asset-litigation.com)
Servizio dichiarato: assistenza legale per il recupero di fondi persi in Forex, CFD, opzioni binarie, criptovalute e Bitcoin
Canale di acquisizione: inserzione a pagamento su Instagram Stories (parametri UTM con medium «paid»)
Avvocati identificabili: nessuno
Partita IVA, ragione sociale, REA: non indicati
Dati quantitativi o referenze verificabili: nessuno
Valutazione complessiva: 0/5, sconsigliato
Oggetto dell'analisi: pagina iniziale, codice sorgente e metadati, acquisiti il 27 ottobre 2026
Global Asset Litigation recensione: cosa promette e come intercetta le vittime
La pagina promette «assistenza legale contro le truffe online» e dichiara di lavorare «duramente per garantire che le vittime di truffe ricevano il risarcimento che meritano». Il perimetro di Global Asset Litigation è volutamente indistinto: Forex, opzioni binarie, CFD, criptovalute, Bitcoin, trading e perfino una sigla, «MML», priva di un significato giuridico o finanziario riconoscibile. Non è indicato alcun istituto processuale (querela, costituzione di parte civile, sequestro, ripetizione dell'indebito), alcuna autorità giudiziaria, alcun foro, alcuna strategia. Chi conosce la materia sa che il recupero di fondi sottratti con una frode online non è un servizio generico: dipende dalla qualificazione del fatto, dalla tracciabilità dei flussi e dalla giurisdizione.
L'unico elemento operativo è il modulo di contatto. Prima di qualsiasi valutazione giuridica chiede nome, telefono, e-mail e, con campo obbligatorio, «Quanto ha perso in euro (esclusi i profitti)», con fasce che salgono da meno di 5.000 euro a oltre 100.000 euro. È la segmentazione di un lead per capacità economica, non l'anamnesi di un caso. Il pulsante recita «Voglio recuperare il mio denaro»; il testo assicura che «abbiamo solo bisogno di conoscere i dettagli e inizieremo a lavorarci». Nessun mandato, nessuna lettera di incarico, nessun preventivo: la presa in carico di un caso genera un'obbligazione professionale, e questa non nasce da un modulo web.
Nessun avvocato iscritto all'albo: la prima anomalia di Global Asset Litigation
Global Asset Litigation parla di «avvocati, procuratori e consulenti», ma non ne identifica alcuno in modo verificabile. La sezione «team» di Global Asset Litigation espone quattro nominativi qualificati come «specialista senior». La parola «avvocato» non compare nell'etichetta visibile: compare soltanto nel testo alternativo delle fotografie («avvocato per criptovalute»), cioè nel codice destinato ai motori di ricerca. Mancano il Consiglio dell'Ordine di appartenenza, il numero di iscrizione, il foro. Il termine «procuratori» è un calco: nel diritto spagnolo il procurador è una professione autonoma, mentre nell'ordinamento italiano il termine non individua una qualifica distinta dall'avvocato ed evoca semmai il pubblico ministero.
La riserva di attività è definita dall'art. 2 della l. 31 dicembre 2012, n. 247: l'assistenza, la rappresentanza e la difesa in giudizio, e la consulenza e assistenza legale stragiudiziale se svolte in modo continuativo, sistematico e organizzato, spettano agli avvocati iscritti all'albo. L'art. 10, comma 2, della stessa legge impone che l'informazione sull'attività professionale sia trasparente, veritiera, corretta e non equivoca, ingannevole, denigratoria o suggestiva; l'art. 35 del codice deontologico forense richiede l'indicazione del titolo professionale, della denominazione dello studio e dell'Ordine di appartenenza. Nulla di tutto ciò è presente.
Sul versante penale rileva l'art. 348 c.p. Le Sezioni Unite (Cass. pen., Sez. un., 23 marzo 2012, n. 11545) hanno chiarito che il reato di abusivo esercizio di una professione sussiste anche quando sono compiuti, senza titolo, atti non riservati in via esclusiva ma univocamente caratteristici della professione, se con continuità, onerosità e organizzazione tali da creare «le oggettive apparenze di un'attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato». Il sito di Global Asset Litigation, che offre «assistenza legale» con un «team» di «specialisti senior» e una macchina di acquisizione pubblicitaria strutturata, descrive quel modello di apparenza; se vi sia anche reato, lo accerterà soltanto l'autorità giudiziaria. A ciò si aggiunge l'art. 494 c.p.: l'attribuzione di una falsa qualità cui la legge ricollega effetti giuridici, come quella di avvocato, è stata ricondotta alla sostituzione di persona (si veda Cass. pen., Sez. II, 17 maggio 2019, n. 21705, relativa a un falso avvocato che incassava somme di denaro), salva la clausola di sussidiarietà.
Nessuna partita IVA né ragione sociale: gli obblighi informativi che Global Asset Litigation non assolve
Il piè di pagina si limita a «Copyright © 2026 Global Asset Litigation». Nessuna forma giuridica, nessuna partita IVA, nessun codice fiscale, nessun numero di REA o di iscrizione al registro delle imprese, nessun capitale sociale, nessuna sede legale dichiarata come tale, nessuna PEC. Eppure l'art. 7 del d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70 impone a chi presta un servizio della società dell'informazione di rendere accessibili, in modo diretto e permanente, denominazione, sede legale, recapiti comprensivi di posta elettronica, numero di iscrizione al registro delle imprese o al REA, la partita IVA, i prezzi e le tariffe in modo chiaro e inequivocabile e, per le professioni regolamentate, l'Ordine di iscrizione, il numero, il titolo professionale e i riferimenti alle norme professionali. L'art. 21 sanziona la violazione, salvo che il fatto costituisca reato, con una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 10.000 euro, raddoppiata nei casi di particolare gravità o recidiva.
Anche sul piano dei prezzi Global Asset Litigation elude: promette «servizi di altissima qualità ai prezzi più competitivi», ma non indica un solo importo, un criterio di determinazione del compenso o la presenza di un preventivo scritto, che per gli avvocati è obbligo informativo (art. 13 l. 247/2012 e art. 9 d.l. 1/2012, come modificato dalla l. 124/2017).
I recapiti aggravano il quadro. L'indirizzo e-mail visualizzato nel piè di pagina termina in «.com», ma il collegamento sottostante apre un indirizzo con un altro dominio, «.info», e prefisso «supporto.it». Le due sedi dichiarate, Milano e Roma, sono scritte in due lingue diverse («Milan», «Roma») e puntano allo stesso collegamento e-mail, non a una mappa. L'unico canale diretto offerto da Global Asset Litigation è un numero di telefonia mobile raggiungibile via WhatsApp. Il domicilio digitale, invece, è obbligatorio per i professionisti iscritti ad albi e consultabile negli elenchi pubblici. Il lettore che voglia riscontrare anche l'informativa privacy collegata, non esaminata in questa analisi, dovrà accertare se vi sia indicato un titolare del trattamento e verificarne l'esistenza nel registro delle imprese: nella pagina ne figurano due versioni con indirizzi diversi.
Promesse di recupero senza un solo dato: l'irrealismo del risultato secondo Global Asset Litigation
Il linguaggio di Global Asset Litigation è quello del risultato garantito: «recuperare il tuo denaro», «il risarcimento che meriti», «risolviamo rapidamente il tuo problema», «siamo in grado di gestire situazioni di qualsiasi complessità». Il dato che manca è altrettanto eloquente: Global Asset Litigation non riporta un numero di casi trattati, un importo recuperato, una sentenza, un provvedimento di sequestro, una referenza, una testimonianza attribuibile a una persona identificabile. Chi, come Global Asset Litigation, promette risultati assoluti senza esporre un solo elemento misurabile si colloca fuori da ogni possibilità di verifica.
Il quadro giuridico smentisce l'impostazione. L'obbligazione dell'avvocato è di mezzi e non di risultato: il professionista risponde della diligenza richiesta dalla natura dell'attività (art. 1176, comma 2, c.c.), non dell'esito. Nelle frodi finanziarie e con criptoattività il recupero dipende da fattori che nessuno studio controlla: la tracciabilità dei flussi, la raggiungibilità e la solvibilità dei beneficiari, la giurisdizione, la collaborazione di exchange e istituti di credito e la tempestività di un sequestro disposto dall'autorità giudiziaria. Nessun soggetto privato può congelare fondi: la misura è sempre disposta da un giudice, su richiesta del pubblico ministero o della parte (artt. 316 e 321 c.p.p.; art. 671 c.p.c.). L'art. 35 del codice deontologico, d'altra parte, vieta informazioni suggestive, e la garanzia di un esito lo è per definizione.
È lo schema descritto dall'avviso IC3 dell'FBI dell'11 agosto 2023, intitolato «Increase in Companies Falsely Claiming an Ability to Recover Funds Lost in Cryptocurrency Investment Scams»: contatti sollecitati attraverso annunci e social, linguaggio vago e promesse di recupero garantito, presunti legami con studi legali o forze dell'ordine, richiesta di pagamenti anticipati, nessuna possibilità reale di emettere ordini di sequestro. Global Asset Litigation non chiede denaro nella pagina analizzata: è un dato di cui occorre dare atto. Ma la raccolta del contatto e dell'importo perduto è la fase che precede, nello schema tipico, la richiesta di anticipi.
Le altre incongruenze di Global Asset Litigation: i segni di un template tradotto dallo spagnolo
L'analisi del codice sorgente e dei metadati di Global Asset Litigation restituisce una serie di anomalie che, singolarmente, non provano nulla, ma che nel loro cumulo descrivono un sito composto da un modello multilingue e non dalla comunicazione di uno studio professionale italiano.
Indirizzi in spagnolo su un sito italiano. Il collegamento alla pagina «Frode del trading» ha come slug «estafas-de-trading»; l'informativa linkata nel modulo ha come slug «politica-de-privacidad», diverso dall'informativa «informativa-sulla-privacy» linkata nel piè di pagina; esiste una versione ES del sito.
Calchi lessicali. «Frase seme» traduce alla lettera il termine spagnolo frase semilla, mentre l'italiano usa «seed phrase» o «frase di recupero»; «Falsi omaggi» rende giveaway; il titolo del feed RSS recita «avvocatos specializzato in criptovalute», plurale spagnolo con aggettivo singolare italiano.
Contenuto fuori asse. Il title tag associa «Avvocato reati informatici» a «Cyber security» e una sezione dedicata all'«approccio globale» promette l'analisi dell'«infrastruttura», l'individuazione delle «vulnerabilità» e la protezione dei «tuoi strumenti»: è linguaggio di consulenza informatica, non di assistenza legale.
Metadati contraddittori. La meta description invoca «un avvocato specializzato in reati informatici e cyber security», ma nessun avvocato è nominato; il testo visibile parla soltanto di «specialisti senior».
Immagini non identificative. Nessuna fotografia ritrae una sede, uno studio reale o un professionista riconoscibile; compaiono scenari d'illustrazione (bilance dorate, monete Bitcoin, un gruppo di persone che si dà il cinque). I ritratti del «team» sono file denominati team-lawyer-1 … team-lawyer-4, caricati nel mese di ottobre 2026. La ricerca inversa delle immagini può rivelare se si tratti di fotografie di repertorio.
Verdetto su Global Asset Litigation: un sito da trattare come una truffa
La somma degli indici è l'elemento decisivo. Nessun avvocato identificabile e nessun numero di albo; nessuna partita IVA, ragione sociale o REA; recapiti incoerenti e un solo canale mobile; promesse di risultato prive di qualunque dato; un'impostazione di acquisizione lead per fasce di perdita; un impianto linguistico e tecnico che tradisce un modello multilingue importato. Il giudizio di questa recensione è che Global Asset Litigation presenti, per le ragioni esposte, tutti i connotati di una truffa di recupero fondi, e che nessun utente debba fornirle denaro, documenti d'identità, estratti conto o credenziali.

Come verificare uno studio legale come Global Asset Litigation prima di inviare denaro: la checklist
Albo. Cerca nome e cognome del professionista tra gli iscritti: il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli dell'Ordine territoriali consentono la consultazione pubblica degli albi. Un nome che non risulta, o un «team» senza cognomi verificabili come quello esposto da Global Asset Litigation, è già una risposta.
Dati societari. Richiedi ragione sociale, partita IVA e sede legale e verificali nel registro delle imprese; la partita IVA può essere riscontrata anche nel servizio VIES della Commissione europea.
Domicilio digitale. Il professionista iscritto all'albo ha una PEC consultabile nell'indice nazionale INI-PEC: la sola e-mail generica non basta.
Incarico e compenso. Pretendi lettera di incarico, preventivo scritto e gli estremi della polizza di responsabilità civile professionale. Chi lavora «subito» senza mandato non sta esercitando la professione forense.
Pagamenti. Non versare anticipi «per sbloccare» fondi o per «fatture di sblocco», e non pagare mai in criptovalute o con buoni prepagati.
Documenti. Non trasmettere carta d'identità, codice fiscale o estratti conto a un soggetto non verificato: la seconda truffa spesso serve a rubare l'identità.
Hai contattato Global Asset Litigation o inviato denaro? Cosa fare nelle prime ore
Interrompi qualunque pagamento verso Global Asset Litigation o soggetti analoghi e ogni scambio di documenti. Conserva le prove: schermate della pagina, indirizzo completo dell'inserzione, conversazioni, ricevute, bonifici. Se hai versato denaro con bonifico o carta, contatta subito la banca per richiedere il richiamo o la contestazione dell'operazione.
La truffa è punita dall'art. 640 c.p. con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro; se il fatto è commesso a distanza attraverso strumenti informatici o telematici idonei a ostacolare l'identificazione dell'autore (art. 640, comma 2, n. 2-ter), la pena sale a un periodo da uno a cinque anni di reclusione e da 309 a 1.549 euro di multa. Nelle ipotesi descritte il reato è perseguibile a querela di parte, e la querela va presentata entro tre mesi dalla notizia del fatto (art. 124 c.p.), alla Polizia Postale o alla procura della Repubblica. Sulla base della querela l'autorità giudiziaria potrà disporre gli accertamenti sul reato informatico (acquisizione dei log, tracciamento IP, ricostruzione dei flussi finanziari) e il sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.); la persona offesa che si costituisca parte civile potrà chiedere il sequestro conservativo (art. 316 c.p.p.). Nessun esito è garantito, e ogni misura cautelare presuppone un provvedimento dell'autorità giudiziaria.
Segnala l'inserzione a Meta attraverso i meccanismi di notifica e azione previsti dall'art. 16 del Digital Services Act (Reg. UE 2022/2065). Se la truffa originaria è avvenuta tramite una piattaforma di trading o di criptovalute, verifica anche gli ordini di oscuramento della Consob, adottati ai sensi dell'art. 36, comma 2-terdecies, del d.l. 34/2019, convertito dalla l. 58/2019: alla data del 23 ottobre 2026 la Consob riporta 1.853 siti oscurati dal luglio 2019, di cui 242 relativi a cripto-attività.
Una valutazione indipendente sul tuo caso
Se hai subito una frode online, o sei stato contattato da Global Asset Litigation o da un soggetto analogo che promette di recuperare i tuoi fondi, compila il modulo di contatto in fondo a questa pagina: AvvocatoPenalistaH24 esaminerà i documenti per valutare se sussistano gli estremi di una querela e di un'iniziativa cautelare. Nessun risultato può essere garantito, e nessun compenso è dovuto prima di una lettera di incarico scritta.
Nota metodologica e diritto di rettifica. L'analisi si fonda esclusivamente sul contenuto, sul codice sorgente e sui metadati della pagina iniziale del sito acquisita il 27 ottobre 2026. Le valutazioni espresse sono critica fondata su elementi oggettivi e verificabili e non anticipano alcun accertamento dell'autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza. Chiunque ritenga inesatte le informazioni riportate può chiederne la rettifica tramite il modulo di contatto.
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