17-02-2021

Atti osceni in luogo pubblico, quando costituisce reato?

Con l’emanazione del Decreto Legislativo 16 gennaio 2016 n. 8 gli atti osceni in un luogo pubblico non sono più considerati come reato a meno che la condotta non venga realizzata in determinati luoghi, previsti dalla Legge. In questo articolo ti spiego quando gli atti osceni sono considerati reato e come difenderti nel caso in cui ti sia stata applicata una multa per atti osceni.

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Atti osceni in luogo pubblico, quando costituisce reato?

Il reato di atti osceni in luogo pubblico, in seguito all’emanazione del D.Lgs 16 gennaio 2016 n. 8, è stato depenalizzato, trattandosi quindi di una condotta alla quale non può essere più riconosciuto alcun tipo di rilievo dal punto di vista del diritto penale, potendo semmai essere punita esclusivamente, come illecito amministrativo, con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 ad euro 30.000.

Tale condotta, tuttavia, continua ad avere rilevanza penale, e pertanto continua ad essere punita come reato, nel caso in cui l’atto osceno sia “commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che vi assistano”.

Se la condotta di atti osceni, pertanto, viene commessa in luoghi abitualmente frequentati da minorenni verrà considerata, quindi, in ogni caso come reato e potrà essere punita, così come previsto dal comma 2 dell’articolo 527 del codice penale, con la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni.

Cosa si intende per atti osceni

Per “atti osceni” si intende ogni atto che abbia un contenuto specificamente riferibile alla sfera sessuale della persona, rientrando pertanto in questa categoria anche gli atti esibizionistici inerenti la sfera sessuale che possano determinare un offesa al comune sentimento di pudore.

Occorre in ogni caso precisare che, in seguito alla depenalizzazione del reato di atti osceni, l’offesa al pudore che costituisce reato 

è unicamente quella che si riferisce al sentimento comune dei minori, atteso che la depenalizzazione di cui all’art. 527, comma primo, codice penale, rende configurabile il reato di atti osceni solo in relazione al possibile coinvolgimento di questi ultimi” (Corte di Cassazione penale sentenza n. 49550/17)

Come abbiamo detto, infatti, la condotta di atti osceni costituirà reato soltanto nel caso in cui possa offendere il comune sentimento di pudore dei minori ed esclusivamente se viene posta in essere nelle vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minorenni e se da ciò derivi l’effettivo rischio che persone minorenni vi possano assistere; in tutti gli altri casi non si potrà parlare di reato e la condotta potrà essere punita esclusivamente con una multa da euro 5.000 ad euro 30.000. 

Cosa si intende per luogo abitualmente frequentato da minorenni?

Per riuscire a comprendere cosa si intende per luogo abitualmente frequentato da soggetti minorenni occorre analizzare le diverse sentenze della Corte di Cassazione in ragione delle quali:

 “ai fini della sussistenza del reato di atti osceni di cui al secondo comma dell’art. 527 c.p., per luogo abitualmente frequentato da minori si intende non un sito semplicemente aperto o esposto al pubblico, dove si possa trovare un minore, bensì un luogo nel quale, sulla base di una attendibile valutazione statistica, la presenza di più soggetti minori di età ha carattere elettivo e sistematico” (Cass. Sez. III sent. n. 56075/17).

Partendo da questa fondamentale definizione, data dalla Corte di Cassazione, è evidente come per luoghi abitualmente frequentati da minori, al cui interno, ovvero nelle cui vicinanze dovranno essere commessi gli atti osceni per avere rilevanza penale, si intendono quei luoghi riconoscibili come tali per “vocazione strutturale” (si pensi ad esempio al caso delle scuole, dei parchi pubblici, degli impianti sportivi, delle ludoteche ecc., luoghi questi normalmente frequentati da minorenni) ovvero dei luoghi normalmente utilizzati dai minori come abituale punto d’incontro o di socializzazione, luoghi questi in cui i minori si trattengono abitualmente e per periodi di tempo non brevi.

Come abbiamo detto, quindi, per ritenere sussistente il reato di atti osceni occorre che la condotta sia posta in essere nelle immediate vicinanze o all’interno di luoghi che abitualmente sono frequentati da minorenni o anche in luoghi che possano essere considerati tali per “vocazione strutturale”, dovendo essere gli stessi abitualmente (e non solo occasionalmente) destinati alla presenza di soggetti minorenni, non potendo essere considerato come reato il solo fatto che un soggetto minorenne abbia assistito agli atti osceni.

Se un minorenne assiste agli atti osceni costituisce sempre reato?

La risposta è sicuramente NO, dal momento che, come ti ho detto, per poter essere considerata come reato è necessario che la condotta di atti osceni sia realizzata in luoghi frequentati abitualmente da minori o comunque in luoghi destinati per vocazione alla frequentazione da parte di soggetti minorenni.

Nel caso in cui, invece, la condotta sia realizzata in luoghi in cui il passaggio di soggetti minorenni sia solo sporadico, o comunque sia occasionale, anche nel caso in cui un soggetto minorenne abbia assistito agli atti osceni, il fatto non potrà essere considerato come reato e sarà punibile soltanto come violazione amministrativa con la sanzione prevista dal comma 1 dell’articolo 527 del codice penale.

Da questo punto di vista, infatti, è particolarmente significativa la sentenza della Corte di Cassazione, Sez. III n. 29239/17, con la quale è stata annullata la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Bari nei confronti di un  automobilista, condannato in primo grado ed in appello per il reato di atti osceni in luogo pubblico, di cui al comma 2 dell’art. 527 del codice penale, perché lo stesso si masturbava all’interno del proprio autoveicolo, sulla pubblica via, atto questo al quale assisteva una minorenne, ritenendo la Corte di Cassazione che si trattasse di un luogo soltanto occasionalmente frequentato dal soggetto minorenne che avrebbe assistito alla scena.

E’ evidente, quindi, che l’occasionale presenza di un minore, anche nel caso in cui lo stesso possa avere realmente assistito agli atti osceni, non possa comunque far ritenere la condotta di atti osceni come reato, prevedendo tassativamente la Legge che la condotta, per essere considerata come reato, debba essere realizzata “all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori”.

Cosa fare in caso di multa per atti osceni?

Come ti ho detto, nel caso in cui gli atti osceni non vengano commessi all’interno o in prossimità di luoghi abitualmente frequentati da minorenni, sebbene la condotta non costituisca più reato, sarai comunque sottoposto al rischio che ti venga applicata una multa dagli euro 5.000 agli euro 30.000.

Si tratta in questo caso di una violazione amministrativa, il che significa che, al pari di una qualsiasi altra multa, dovrà esserti notificato un verbale di contestazione entro un preciso termine ed avrai la possibilità di fare ricorso ad un Giudice contro il verbale di accertamento che ti verrà notificato.

Come ti ho detto, infatti, trattandosi di una mera violazione amministrativa, la stessa è soggetta a tutte le formalità previste dalla Legge 689/81, in relazione alla quale: 

La violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.

Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all’estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall’accertamento”.

In questo caso, quindi, al pari di qualsiasi altra multa, dovrà esserti notificato il verbale che accerta la violazione entro il termine tassativo di 90 giorni dal momento dell’infrazione, con la possibilità di fare ricorso contro la stessa al Giudice competente.

Visti gli importi molto elevati della multa per chi commette atti osceni è sempre consigliabile procedere al ricorso o comunque richiedere l’assistenza di un avvocato per atti osceni, con specifica competenza nella materia.

In caso di condanna per il delitto di atti osceni posso essere licenziato dal datore di lavoro?

Un’eventuale condanna per il delitto di atti osceni molto difficilmente può costituire un presupposto valido per procedere al licenziamento di un dipendente, finanche nel caso in cui si tratti di un dipendente pubblico.

In questo caso si evidenzia come nel pubblico impiego non sussista alcun meccanismo sospensivo automatico connesso ad una eventuale sentenza di condanna, applicabile in via del tutto generalizzata a tutti i dipendenti pubblici, non potendo la Pubblica Amministrazione procedere alla sospensione o al licenziamento di un proprio dipendente, in maniera del tutto automatica, per la sola sottoposizione dello stesso ad un procedimento penale, ovvero per il fatto che nei confronti dello stesso sia stata applicata una sentenza di condanna, dovendo procedere in ogni caso prima ad un eventuale procedimento disciplinare contro il dipendente.

Sta di fatto che il delitto di atti osceni neppure rientri tra quelli previsti dall’art. 32 quinquies del Codice Penale, per i quali alla condanna consegue automaticamente l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego, operando tale articolo di Legge esclusivamente per i reati di: peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione o per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari ed induzione indebita. 

Differente sarebbe sicuramente l’ipotesi in cui, a causa della sentenza definitiva di condanna, il dipendente sarebbe impossibilitato a proseguire normalmente il proprio rapporto lavorativo con la Pubblica Amministrazione (ad esempio nel caso in cui non possa recarsi al lavoro poiché detenuto, ovvero sottoposto a misura che non permetta allo stesso di uscire di casa) potendo, in detta ipotesi, la sentenza di condanna o la misura cautelare costituire una valida causa di licenziamento del dipendente.

Perché rivolgersi ad un avvocato per atti osceni?

Nel caso in cui ti venga contestato una condotta di atti osceni in luogo pubblico è molto importante richiedere sin dal primo momento l’assistenza di un avvocato per atti osceni, con specifica competenza in questa materia al fine di tutelare al meglio i propri interessi e le proprie ragioni.

Ricorda sempre che, sia nel caso in cui ti venga contestato il reato di atti osceni, sia nel caso in cui ti venga contestata la sola violazione amministrativa prevista dal comma 1 dell’articolo 527 del codice penale, le sanzioni previste dalla Legge sono molto gravi, ragione questa per la quale si ritiene assolutamente necessaria l’assistenza di un avvocato per atti osceni, con comprovata esperienza in questa specifica materia.

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