15-12-2018

Gli Avvocati dello Studio Legale Internazionale Brancaccio&Esposito sono professionisti specializzati nell'assistenza legale dinanzi alla Suprema Corte di cassazione. Rivolgiti al nostro team di legali per ottenere giustizia avverso un provvedimento illegittimamente adottato da parte dello Stato Italiano. Affida a noi il ricorso per cassazione.

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Avvocato Cassazionista a Roma. Ricorso per Cassazione. Affidati a Studio legale Specializzato

Affidati ad uno studio legale che vanta nel suo organico un esperto avvocato cassazionista a Roma per la redazione del ricorso per cassazione.

CHE COS’È IL RICORSO PER CASSAZIONE?

Il ricorso per Cassazione è uno strumento di impugnazione ordinario che si caratterizza per la sua indefettibilità, determinata dall’essere costituzionalmente previsto contro tutte quelle sentenza e quei provvedimenti che incidono sulla libertà personale (art. 111 Cost.). Per la redazione del ricorso per cassazione è opportuno affidarsi ad un avvocato cassazionista a Roma.

Il ricorso per cassazione è ammesso solo per vizi di legittimità tassativamente indicati dalla legge ed è precluso alla Corte la cognizione sul fatto. Anche per questo motivo sarebbe opportuno affidarsi ad un avvocato cassazionista a Roma.

In linea di principio, quindi, non è consentito alla Corte di Cassazione di conoscere dei fatti di una causa salvo quando essi risultino dagli atti già acquisiti nel procedimento nelle fasi che precedono il processo e soltanto nella misura in cui sia necessario conoscerli per valutare i rimedi che la legge permette di utilizzare per motivare un ricorso presso la Corte stessa.

QUALI SONO LE FUNZIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE?

La Corte Suprema di Cassazione è l’organo al vertice della giurisdizione ordinaria e, in tale veste, ha il compito di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni”.

La Corte di Cassazione svolge, inoltre, una funzione di controllo sul giudice di merito affinchè egli rispetti il principio di legalità penale e processuale ed assicura il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni e regola i conflitti di competenza e attribuzione.

IN MATERIA PENALE QUALI SONO I CASI IN CUI È POSSIBILE ESPERIRE IL RICORSO PER CASSAZIONE?

Ai sensi dell’art. 606 c.p.p. il ricorso per Cassazione è ammesso solo per i motivi tassativamente previsti riportati di seguito:

1) ESERCIZIO DA PARTE DEL GIUDICE DI UNA POTESTA’ RISERVATA DALLA LEGGE A ORGANI LEGISLATIVI O AMMINISTRATIVI O NON CONSENTITA A PUBBLICI POTERI: vizio di eccesso di potere, o anche straripamento di potere, che si verifica quando il giudice ha usurpato un potere amministrativo o ha esercitato un potere non consentito agli organi dello stato;

2) INOSSERVANZA O ERRONEA APPLICAZIONE DELLA LEGGE PENALE O ALTRA NORMA GIURIDICA DELLA QUALE SI DEVE TENERE CONTO NELL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE PENALE: errori in iudicando, che si verificano quando il giudice ha qualificato erroneamente il fatto;

3) INOSSERVANZA DELLE NORME PROCESSUALI PENALI STABILITE A PENA DI NULLITA’, INAMMISSIBILITA’, INUTILIZZABILITA’, DI DECADENZA: errori in procedendo. Col ricorso per Cassazione non si può rilevare l’inosservanza di norme processuali che diano luogo a mera irregolarità dell’atto;

4) MANCATA ASSUNZIONE DI UNA PROVA DECISIVA, QUANDO LA PARTE NE HA FATTO RICHIESTA NEL CORSO DELL’ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE LIMITATAMENTE ALLE IPOTESI EX ART.495: deve trattarsi di una prova contraria a quella che sia stata ammessa e deve essere una prova decisiva di cui la parte impugnante deve documentare l’idoneità a determinare la modifica della decisione sottoposta a gravame. Occorre che l’assunzione della prova sia stata chiesta al momento delle richieste di prova all’inizio del dibattimento o anche nel corso dell’istruzione dibattimentale. Ove vi sia stato appello e la mancata assunzione sia avvenuta in primo grado, si impone che il vizio sia stato prospettato precedentemente nei motivi di appello con indicazione degli elementi fondanti;

5) MANCANZA/CONTRADDITTORIETA’ O MANIFESTA ILLOGICITA’ DELLA MOTIVAZIONE: tale vizio deve, però, risultare dal testo del provvedimento impugnato ovvero, per il principio di autosufficienza del ricorso in forza del quale gli atti del processo devono essere indicati specificamente nei motivi di impugnazione, da altri atti del processo indicati nel motivo di gravame.

Il principio di tassatività provoca l’inammissibilità dei ricorsi per Cassazione avente ad oggetto motivi diversi o sostanzialmente apparenti e manifestamente infondati. L’inammissibilità è decretata anche per violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello, a meno che non si tratti di questioni rilevabili di ufficio in ogni stato e grado del processo o che non sarebbe stato possibile dedurre in grado di appello o non sia stato proposto ricorso per saltum.

COSA SONO IL RICORSO PER SALTUM ED IL RICORSO STRAORDINARIO PER ERORE MATERIALE O DI FATTO?

Il ricorso per saltum o “ricorso immediato in cassazione” consente alla parte che ha diritto di appellare la sentenza di primo grado di proporre direttamente ricorso per cassazione.

Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto consente alla Corte su ricorso del Procuratore Generale o del condannato proposto entro 180 giorni dal deposito del provvedimento di correggere errori materiali o di fatto contenuti nello stesso provvedimento.

CHI PUÒ PROPORRE RICORSO PER CASSAZIONE?

Possono proporre ricorso per cassazione:

-) l’imputato ed il suo difensore, che possono impugnare qualsiasi tipo ti sentenza finanche quella di proscioglimento, potendo avere interesse ad ottenere una formula più favorevole (in questo caso sarebbe meglio rivolgersi ad un avvocato cassazionista a Roma);

-) il procuratore generale presso la Corte di Appello che può impugnare sia le sentenze i proscioglimento sia quelle di condanna, potendo avere interesse ad esempio alla modifica dell’entità della pena o ad una diversa qualificazione del reato.

PER PROPORRE RICORSO PER CASSAZIONE È NECESSARIA L’ASSISTENZA LEGALE?

«Il ricorso per cassazione avverso qualsiasi tipo di provvedimento non può essere personalmente proposto dalla parte, ma deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della Corte di cassazione», questo è quanto è stato di recente stabilito dalle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione (sentenza 23 febbraio 2018, n. 8914)

Secondo l’originaria formulazione dell’art. 613 c.p.p. il ricorso per cassazione poteva essere presentato dalla parte personalmente ovvero da un difensore iscritto nell’albo speciale della Corte di cassazione.

La legge 23 giugno 2017, n. 103 (cd. “riforma Orlando”) ha eliminato la possibilità per la parte di presentare il ricorso personalmente stabilendo che «l’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della Corte di Cassazione»

Dunque, per la redazione del ricorso per cassazione, bisogna rivolgersi ad un avvocato cassazionista a Roma.

COME SI SVOLGE IL PROCEDIMENTO IN CASSAZIONE?

GLI ATTI PRELIMINARI. Una volta ricevuto il ricorso, il presidente della corte verifica se sussiste una causa di inammissibilità del ricorso:

-) se ritiene che ci sia una causa di inammissibilità, assegna il ricorso alla sezione settima che è competente a dichiarare l’inammissibilità;

-) se ritiene che il ricorso per Cassazione sia ammissibile, assegna il ricorso ad una singola sezione o alle sezioni unite nelle ipotesi in cui le questioni proposte sono di particolare importanza o se è necessario dirimere dei contrasti insorti tra decisioni delle singole sezioni.

A questo punto, viene fissata la data per la trattazione del ricorso in udienza pubblica o in camera di consiglio e viene designato il relatore. Alla udienza partecipa il difensore e per tale ragione sarebbe meglio affidarsi ad un avvocato cassazionista a Roma.

Infine, almeno trenta giorni prima della data dell’udienza, la cancelleria dà avviso di tale data al procuratore generale ed ai difensori, specificando se la decisione avverrà a seguito di udienza pubblica o di udienza svoltasi in camera di consiglio.

IL DIBATTIMENTO. Durante l’udienza, alla quale le parti private possono comparire solo per mezzo dei loro difensori (per tale ragione è meglio rivolgersi ad un avvocato cassazionista a Roma), il presidente provvede a controllare la regolarità del contraddittorio e degli avvisi e, successivamente, fa la relazione della causa anche per mezzo di un consigliere da lui delegato.

Conclusa la requisitoria del pubblico ministero, i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e dell’imputato, nell’ordine indicato, espongono le rispettive difese. Non sono consentite repliche.

LA DECISIONE. Terminata l’udienza pubblica, la Corte provvede alla deliberazione della sentenza in camera di consiglio, salvo differimenti dovuti alla molteplicità o alla complessità delle questioni da decidere.

Alla deliberazione segue immediatamente la pubblicazione della sentenza in udienza mediante lettura del dispositivo.

Conclusasi la deliberazione, si redige la motivazione delle sentenza che, sottoscritta dal presidente e dall’estensore, viene depositata in cancelleria non oltre il trentesimo giorno dalla deliberazione stessa.

QUALI DECISIONI PUÒ ADOTTARE LA CORTE DI CASSAZIONE?

La Corte di Cassazione può emettere diversi tipi di sentenze:

Sentenza di inammissibilità: emanata dalla Corte quando accerta una causa di inammissibilità che non è stata preliminarmente dichiarata in camera di consiglio, ovverosia quando vi è stata la violazione delle norme procedurali, quando mancano i presupposti soggettivi per promuovere il ricorso, quando questo è proposto per ragioni diverse da quelle consentite dalla legge o manifestamente infondate, quando i motivi sono manifestamente infondati e per violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello. La parte privata che ha proposto il ricorso è condannata alle spese del procedimento ed al pagamento di una somma da favore della cassa delle ammende, salvo che la causa si sia verificata senza sua colpa.

Sentenza di rigetto: la Corte ritiene che il ricorso per Cassazione proposto è infondato poiché nessuno dei motivi proposti può essere accolto. La parte è condannata al pagamento delle spese del procedimento.

Sentenza di rettifica: la Corte rileva errori di diritto nella motivazione o erronee indicazioni di testi di legge che non hanno avuto influenza decisiva sul dispositivo della decisione impugnata; in questa sentenza la Corte di Cassazione specifica le censure e le rettificazioni occorrenti.

Sentenza di annullamento: viene pronunciata quando la Corte accoglie uno o più dei motivi di ricorso o quando deve emettere tale pronuncia d’ufficio. L’annullamento può essere con o senza rinvio al giudice di merito.

la sentenza di annullamento senza rinvio viene adottata dalla Corte nei casi in cui l’accoglimento del ricorso non impone di procedere ad un nuovo giudizio di merito, ovverosia:

1) se il fatto non è previsto dalla legge come reato, il reato è estinto o mancano le condizioni di procedibilità o perseguibilità;

2) se il reato non rientra nella giurisdizione del giudice ordinario;

3) se il provvedimento impugnato contiene disposizioni che superano i poteri della giurisdizione;

4) se la decisione impugnata è data da un provvedimento non consentito dalla legge;

5) se la sentenza è nulla in relazione a un reato concorrente o è nulla in relazione a un fatto nuovo;

6) se la condanna è stata pronunciata a seguito di errore di persona;

7) se vi è contraddizione fra la sentenza o l’ordinanza impugnata e un’altra precedente riguardante la stessa persona e il medesimo oggetto, pronunciata dallo stesso o da un altro giudice penale;

8) se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su una materia per la quale non è consentito l’appello;

9) se la corte ritiene di poter decidere, in quanto non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito o di adottare i provvedimenti necessari e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il rinvio.

la sentenza di annullamento con rinvio, invece, viene adottata dalla Corte nei casi in cui l’accoglimento del ricorso impone un nuovo giudizio di merito, precluso al giudice di legittimità, ovverosia:

– a) è annullata un’ordinanza: la Corte dispone che gli atti siano trasmessi al giudice che l’ha pronunciata, il quale provvede uniformandosi alla sentenza di annullamento;

– b) è annullata una sentenza di condanna per le questioni di nullità: la Corte dispone che gli atti siano trasmessi al giudice di primo grado;

– c) è annullata la sentenza di una Corte di Assise di appello o di una Corte di appello ovvero di una corte di Assise o di un Tribunale in composizione collegiale: il giudizio è rinviato rispettivamente a un’altra sezione della stessa Corte o dello stesso Tribunale o, in mancanza, alla Corte o al Tribunale più vicini;

– d) è annullata la sentenza di un Tribunale monocratico o di un Giudice per le indagini preliminari: la Corte di Cassazione dispone che gli atti siano trasmessi al medesimo Tribunale ma il giudice deve essere diverso da quello che ha pronunciato la sentenza annullata.

COS’È IL PRINCIPIO DI DIRITTO?

Quando la Corte di Cassazione pronuncia una sentenza di annullamento con rinvio fissa un principio di diritto e demanda la decisione al giudice di merito il quale dovrà conformarsi al suddetto principio quando procederà al riesame dei fatti relativi alla causa.

I principi stabiliti dalla Corte di Cassazione, in generale, non sono vincolanti per i giudici quando questi devono decidere cause diverse rispetto alle quali, però, la decisione della Corte Suprema può comunque considerarsi un “precedente” influente. In realtà, nella prassi, i giudici delle giurisdizioni inferiori si conformano alle decisioni della Corte di Cassazione.

 

Se vuoi assistenza per la redazione del ricorso alla Corte di cassazione, rivolgiti ad avvocato cassazionista a Roma e contattaci qui.

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