25-02-2019

Creare un profilo falso su Facebook (il cosiddetto “profilo fake”), rubando l’immagine di un’altra persona, dà luogo ad un vero e proprio “furto di identità” ed integra il reato di sostituzione di persona previsto e punito dall’art. 494 c.p..

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Avvocato per furto d’identità Facebook: come tutelare la propria immagine

Puoi chiedere consulenza o assistenza legale ad Avvocato Penalista H24 esperto in furto d’identità su Facebook, se sei stato vittima del furto della tua immagine e/o delle tue generalità utilizzati per creare un falso profilo su Facebook o su qualsiasi social network.

Con la diffusione di Internet si è registrato un aumento dei crimini informatici e, al contempo, l’avvento dei social networks ha favorito i cosiddetti furti di identità che spesso si verificano sulla piattaforma sociale più conosciuta, Facebook. Per tutelare la propria immagine è opportuno rivolgersi ad un avvocato competente in furto d’identità su Facebook.

Di seguito si cercherà di fare chiarezza sul fenomeno dei furti di identità che avvengono mediante Facebook o altri social networks e di fornire strumenti utili consigliati da un avvocato competente per furto d’identità su Facebook.

 

QUANDO SI È IN PRESENZA DI UN FURTO DI IDENTITÀ E QUALI CONDOTTE INTEGRANO IL REATO DI SOSTITUZIONE DI PERSONA?

Il cosiddetto furto di identità si verifica quando viene utilizzata l’immagine di altri per creare un profilo falso su Facebook e configura l’illecito penale di cui all’art. 494 c.p.

L’art. 494 c.p. infatti sanziona con la reclusione fino ad un anno “chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici”.

La Corte di Cassazione in tema di furto d’identità ha infatti chiarito che “integra il delitto di sostituzione di persona (art. 494 cod. pen.) la condotta di colui che crea ed utilizza un “profilo” su social network, utilizzando abusivamente l’immagine di una persona del tutto inconsapevole, associata ad un “nickname” di fantasia ed a caratteristiche personali negative” (Cass. pen. Sez. 5, Sentenza n. 25774 del 23/04/2014).

Il reato di sostituzione di persona ricorre non solo quando si sostituisce illegittimamente la propria all’altrui persona, ma anche quando si attribuisce ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, dovendosi intendere per “nome” non solo il nome di battesimo ma anche tutti i contrassegni di identità (cfr. Cass. pen., Sez. II, 21 dicembre 2011, n. 4250).

Difatti, anche l’inserimento del recapito telefonico di una persona ignara in una chat di incontri personali, sebbene associato ad un nickname di fantasia, configura il delitto di sostituzione di persona qualora l’autore abbia agito al fine di arrecare danno all’inconsapevole persona offesa, giacché in tal modo gli utilizzatori del servizio vengono tratti in inganno in ordine alla disponibilità della persona associata allo pseudonimo a ricevere comunicazioni a sfondo sessuale (Cass. pen., sez. V, 29 aprile 2013, n. 18826).

Ma sia ben chiaro che aprire un profilo falso su Facebook non è reato salvo che non si assumano i connotati di una persona realmente esistente, dopo averglieli rubati.

Quindi, non è illegale dotarsi di un nickname o di un nome o un’immagine di fantasia e utilizzarlo come proprio profilo personale col quale poi ci si interfaccia con altri utenti che in tal caso sono ben consapevoli di avere dinanzi una sorta di maschera.

Ciò che è vietato è il furto dell’identità di una persona realmente esistente e, quindi, simulare di essere un’altra persona prendendo a prestito le sue generalità e le foto scaricate dal suo profilo.

 

QUALE È L’INTERESSE CHE SI INTENDE TUTELARE RICONDUCENDO IL FURTO DI IDENTITÀ AL REATO DI SOSTITUZIONE DI PERSONA?

Il reato di sostituzione di persona tutela non solo l’interesse riguardante la pubblica fede, che viene leso dagli inganni relativi alla vera identità di una persona o ai suoi attributi sociali; ma si tratta di inganni che possono nuocere anche al soggetto nei cui confronti incide la condotta delittuosa, tanto è vero che tale soggetto è legittimato a proporre opposizione contro la richiesta di archiviazione grazie all’ausilio di un avvocato competente in tema di furto d’identità su Facebook.

 

QUALI SONO GLI STRUMENTI UTILI PER TUTELARSI IN CASO DI FURTO DI IDENTITÀ?

Denuncia/querela. Sebbene il delitto di sostituzione di persona sia procedibile d’ufficio e quindi non necessita della proposizione della querela da parte del soggetto la cui identità è stata rubata, quando si verifica il furto di identità su Facebook o su altro social network è comunque opportuno proporre quantomeno una denuncia per porre a conoscenza l’autorità giudiziaria – nello specifico la Polizia Postale – competente ad effettuare gli accertamenti e le indagini necessarie. In questo caso è opportuno rivolgersi ad un avvocato competente per furto d’identità su Facebook.

Gli strumenti di Facebook. Ancor prima della tutela predisposta dalla legge, qualora una persona abbia subito un furto di identità su Facebook, può servirsi degli strumenti offerti proprio dal social network.

Infatti, in caso di furto di identità, Facebook consente di segnalare i profili fake che utilizzano l’identità di un’altra persona.

La procedura che Facebook offre per segnalare il furto di identità è la seguente:

  • Cliccare sui tre puntini in alto a destra sul profilo fake e selezionare “Segnala”;
  • Dopodichè, spuntare “Finge di essere me o qualcuno che conosco”.

Successivamente è consigliabile mettere al corrente i propri contatti sul profilo personale, chiedendogli di segnalare il profilo fake che ha rubato l’identità mediante il furto ed il contestuale utilizzo delle immagini, delle generalità e di ogni altra informazione. Anche in questo caso, un avvocato competente in furto d’identità su Facebook potrà aiutarti.

Garante della Privacy. Di fronte al dilagare dei profili fake e dei furti di identità, è intervenuto il Garante della Privacy col provvedimento n. 56/2016 che ha imposto a Facebook non solo di bloccare i profili fake – in vista di un possibile intervento da parte della magistratura – ma anche di  comunicare al danneggiato tutte le informazioni che lo riguardano, incluse quelle informazioni condivise dal profilo falso.

Se hai subito un furto di identità su Facebook, puoi rivolgerti qui ad Avvocato Penalista H24, competente in materia di sostituzione di persona e che potrà fornirti l’assistenza legale che fa al tuo caso.

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