14-04-2019

Il reato di autoriciclaggio, previsto e punito dall’art. 648 ter1 cod. pen., sanziona l’impiego, la sostituzione, il trasferimento in attività economiche finanziarie, imprenditoriali o speculative di denaro, beni e ed altre utilità, proventi di un delitto, che ostacolino concretamente l’identificazione della provenienza illecita del provento stesso.

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Avvocato per Autoriciclaggio: art. 648ter1 cod. pen.

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Art. 648-ter1 c.p., rubricato “Autoriciclaggio”, recita: Si applica la pena della reclusione da due a otto anni e della multa da euro 5.000 a euro 25.000 a chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

Si applica la pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 2.500 a euro 12.500 se il denaro, i beni o le altre utilità provengono dalla commissione di un delitto non colposo punito con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.

QUALI SONO LE PENE PREVISTE PER IL REATO DI AUTORICICLAGGIO?

La norma prevede due diverse ipotesi di autoriciclaggio che si differenziano per il delitto presupposto e per la sua pena edittale: l’autoriciclaggio che presuppone un delitto punito con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni è punito con la reclusione da uno a quattro anni (II comma); invece, qualora per il delitto presupposto  sia prevista una pena superiore, la reclusione sarà da due ad otto anni (I comma).

CHI È IL SOGGETTO ATTIVO DELL’AUTORICICLAGGIO?

L’autore dell’autoriciclaggio deve essere colui che ha commesso o ha concorso nel commettere il delitto presupposto non colposo dal quale provengono il denaro o le utilità su cui cade la condotta. Trattasi, quindi, di reato proprio, che può essere commesso solamente dall’autore del reato presupposto o dal concorrente nel medesimo.

Il quinto comma della norma sull’autoriciclaggio prevede una circostanza aggravante qualora i fatti “sono commessi nell’esercizio di un’attività bancaria o finanziaria o di altra attività professionale”, aggravando la pena in relazione al contesto professionale dell’autore dell’autoriciclaggio.

QUAL È LA CONDOTTA INCRIMINATA DALLA NORMA SULL’AUTORICICLAGGIO?

L’autoriciclaggio punisce ogni forma di uso (impiego, sostituzione, trasferimento in attività economiche finanziarie, imprenditoriali o speculative) del provento di un delitto che ostacoli concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa del provento stesso.

La condotta tipica dell’autoriciclaggio deve avere la caratteristica di “ostacolare concretamente l’identificazione” e quindi deve essere oggettivamente idonea ad impedire l’identificazione della provenienza illecita dei beni stessi.

L’autoriciclaggio si consuma nel momento in cui viene compiuta la condotta tipica di impiego, sostituzione, trasferimento; senza che rilevi, a tal fine, il momento successivo, in cui venga concretamente ostacolata qualsivoglia attività volta ad identificare la provenienza di quanto impiegato.

Si tratta, quindi, di un reato di pericolo concreto per il quale occorre valutare l’idoneità specifica della condotta posta in essere dall’agente ad impedire l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni.

L’interesse tutelato dalla norma sull’autoriciclaggio consiste nel monitoraggio e nella tracciabilità da parte dello Stato dei beni e dei mezzi finanziari utilizzati e impiegati dai consociati e della loro provenienza, al fine di impedire che un delitto possa produrre attività utili agli investimenti produttivi e speculativi.

LA CIRCOSTANZA ATTENUANTE E LA CLAUSOLA DI NON PUNIBILITÀ DELL’AUTORICICLAGGIO.

Il sesto comma prevede una circostanza attenuante ad effetto speciale (con diminuzione della pena fino alla metà) per i casi di ravvedimento, ossia quando l’agente si sia adoperato per evitare che le condotte delittuose siano portate a conseguenze ulteriori, o quando l’agente si sia adoperato per assicurare le prove del reato e l’individuazione delle attività provenienti dal delitto.

Il quarto comma della disposizione sull’autoriciclaggio prevede una clausola di non punibilità del fatto qualora i beni, oggetto materiale della condotta, siano destinati alla mera utilizzazione o al godimento personale.

In pratica la non punibilità riguarda le condotte tipiche dell’autoriciclaggio che però hanno una destinazione di carattere personale; in sintesi, non deve trattarsi di un impiego a fini di investimento speculativo.

Qualora l’autoriciclaggio sia commesso in concorso con altre persone e l’uso personale riguardi solo uno o taluno dei concorrenti, la clausola di non punibilità non si estenderà agli altri concorrenti.

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN AVVOCATO COMPETENTE PER IL REATO DI AUTORICICLAGGIO?

Nel caso in cui si è sottoposti ad un procedimento penale per il reato di autoriciclaggio è opportuno affidarsi ad un esperto avvocato per autoriciclaggio per predisporre la giusta ed adeguata difesa.

Se sei indagato o imputato per il reato di autoriciclaggio, puoi rivolgerti al team Avvocato Penalista H24, scrivendo qui, o contattandoci a info@avvocatopenalistah24.it, che vanta nello studio legale esperto avvocato per autoriciclaggio.

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