29-11-2019

Uno dei delitti che si verificano con maggiore frequenza nell’ambito dei rapporti commerciali è il delitto di ricettazione, il quale, in maniera molto sintetica, si verifica allorquando si acquista, riceve od occulta del denaro ovvero beni di illecita provenienza.

Ricettazione: quali sono i presupposti affinché si configuri il reato?

Se sei indagato o imputato nell’ambito di un procedimento penale per il delitto di ricettazione puoi richiedere assistenza o consulenza legale ad AvvocatoPenalistaH24.it, studio di diritto penale che potrà sempre garantirti l’assistenza immediata di un esperto avvocato per ricettazione.

Linea h24 per le urgenze cell. 338 85 15 424 

oppure compila la richiesta di contatto che trovi qui sotto per ricevere assistenza o consulenza legale, sarai subito contattato da un nostro Avvocato per Ricettazione.

Hai Domande? RICHIEDI SUBITO UNA CONSULENZA

Differenza Tra Ricettazione e Riciclaggio

In tale tipo di procedimento, qualora si voglia rappresentare immediatamente la propria estraneità ai fatti, sarà opportuno sin da subito evidenziare all’autorità Giudiziaria gli elementi che hanno indotto all’acquisto, così da escludere in principio la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato costituito dalla consapevolezza della illecita provenienza del bene. Come fare quindi in questo caso?

Il delitto di ricettazione, di cui all’articolo 648 del codice penale, rientra nel novero dei delitti contro la patrimonio, disciplinati dal libro secondo, titolo tredicesimo del codice penale. Presupposto per la verificazione del delitto di ricettazione è la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni di illecita provenienza, trattandosi quindi di una fattispecie di reato ideata al fine di garantire il patrimonio dei soggetti, vittima di reati, nonché di ostacolare la creazione mercati paralleli, fondati sulla vendita di beni di illecita provenienza, garantendo e tutelando quindi finanche l’economia lecita.

Si tratta di fattispecie sussidiaria rispetto al delitto presupposto, non essendo possibile contestare il delitto di ricettazione a colui il quale abbia commesso il delitto posto alla base della contestazione.

QUANDO SI CONFIGURA IL DELITTO DI RICETTAZIONE ?

Con il delitto di ricettazione, il cui bene giuridico protetto è la tutela del patrimonio della persona offesa dal reato, viene punito con la pena da due ad otto anni di reclusione e con la multa da 516 a 10.329 euro chiunque, al fine di trarre profitto, acquista, riceve od occulta denaro o altri beni provenienti da un qualsiasi delitto ovvero, in qualsiasi altro modo, si intromette nel far acquistare, ricevere od occultare detti beni.

Come precedentemente anticipato il delitto di ricettazione è un tipo di reato comune, ovvero un reato che può essere commesso da chiunque, essendo esclusa la punibilità esclusivamente della persona che ha materialmente partecipato al delitto presupposto, trattandosi di ipotesi sussidiaria rispetto al delitto principale.

L’oggetto materiale del reato è costituito, così come previsto dalla norma, dal denaro o dalle cose provenienti da qualsiasi delitto, essendo quindi necessario per il verificarsi della ricettazione che il reato presupposto si sia già perfezionato nel momento in cui venga posta in essere una delle condotte previste dall’art. 648 c.p.

La condotta contestabile per tale fattispecie di reato, infatti, è tipica, potendosi realizzare la fattispecie di ricettazione esclusivamente attraverso l’acquisto, la ricezione ovvero l’occultamento di denaro o di beni di illecita provenienza.

Essendo quindi punita la condotta tipica di ricezione, acquisto, occultamento di beni di illecita provenienza in relazione ad un reato verificatosi in precedenza, occorre precisare come la rilevanza penale del delitto di ricettazione dovrà essere sempre valutata con riferimento al momento in cui è intervenuta la condotta tipica contestata, non avendo alcun rilievo, pertanto, dal punto di vista penale sulla eventuale esclusione della punibilità del delitto di ricettazione, il fatto che il delitto presupposto possa in seguito, ad esempio, essere depenalizzato.

In questo caso, quindi, seppure il delitto presupposto venisse depenalizzato in seguito alla condotta di ricettazione si tratterebbe comunque di una circostanza del tutto irrilevante per la contestazione di tale delitto dal momento che andrà sempre valutata la condotta al momento della verificazione dell’evento storico.

Per quanto riguarda l’elemento soggettivo del reato si ritiene che lo stesso possa essere rappresentato dal dolo specifico costituito, nel caso di specie, dal fine di procurare a se stesso o ad altri un profitto attraverso l’acquisizione, la ricezione o l’occultamento di un bene di illecita provenienza.

Risulta in ogni caso essere compatibile detto delitto finanche con il dolo eventuale caratterizzato dal ragionevole convincimento che ha l’autore della ricettazione circa l’illecita provenienza del bene acquistato, consapevolezza i cui indici potranno individuarsi nelle modalità di acquisto del bene, potendo in ogni caso essere presi in considerazione finanche semplici sospetti sulla illegittima provenienza dello stesso da parte dell’acquirente qualora gli indizi siano  tanto gravi da ingenerare, in una qualsiasi persona di medio intelletto, sulla base della comune esperienza, la certezza che si tratti di beni di illegittima provenienza.

L’elemento soggettivo del reato nel delitto di ricettazione rende particolarmente rilevante, nell’ambito dei procedimenti penali per tale tipo di reato, l’esame dell’imputato dal momento che, attraverso il medesimo, sarà possibile per lo stesso rappresentare all’Autorità Giudiziaria tutti gli elementi che lo hanno indotto all’acquisizione di un bene, rilevatosi poi essere di illecita provenienza.

Si ritiene infatti che, in tale tipo di procedimento, sia sempre opportuno per l’imputato fornire un’attendibile spiegazione in merito all’origine del possesso del bene risultato essere di illecita provenienza, potendo quindi il medesimo finanche rappresentare in maniera chiara tutti gli elementi che lo hanno indotto all’acquisto i quali, chiaramente, potranno essere sempre valutati dal Giudice secondo il libero convincimento dello stesso.

Proprio in relazione alla sussistenza o meno dell’elemento soggettivo del delitto di ricettazione sarà sempre possibile articolare una difesa tecnica che tenga conto, ancor prima dell’illecita provenienza del bene (che nella maggior parte dei casi rappresenta un dato oggettivo del procedimento), della consapevolezza da parte dell’imputato in merito alla lecita o illecita provenienza dello stesso.

Vista la particolare complessità della materia, sarà sempre opportuno, quindi, richiedere l’assistenza tecnica di un esperto avvocato per ricettazione il quale dovrà sempre procedere preliminarmente alla valutazione oggettiva e soggettiva della condotta, al fine di delineare l’assenza di penale responsabilità, sin dalle prime fasi del procedimento, del soggetto che abbia realmente acquistato un bene nella totale inconsapevolezza della illecita provenienza dello stesso. 

QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA IL REATO DI RICETTAZIONE E QUELLO DI ACQUISTO DI COSE DI SOSPETTA PROVENIENZA ?

Come precedentemente accennato l’elemento soggettivo del reato riveste, nel caso del delitto di ricettazione, un valore determinante proprio in considerazione del fatto che, l’assenza di consapevolezza circa l’illecita provenienza del bene fa del tutto venire meno qualsiasi rilevanza penale alla condotta.

Per la sussistenza della ricettazione, quindi, così come precedentemente anticipato, il soggetto agente non ha la necessità di avere una piena e completa conoscenza del fatto storico di reato in ogni suo singolo elemento concreto, oltre che della qualificazione giuridica dello stesso, essendo sufficiente che lo stesso agente abbia una conoscenza del fatto tale da fargli riconoscere il carattere antigiuridico del medesimo nei suoi aspetti essenziali.

Da questo punto di vista la Corte di Cassazione è stata dirimente nel ritenere che la prova circa la configurabilità o meno del reato di ricettazione potrà essere rinvenuta in ogni singolo elemento della condotta del soggetto agente, la quale andrà analiticamente valutata facendo leva finanche sulla eventuale incapacità dello stesso di fornire una spiegazione logica in merito alla lecita provenienza della cosa rinvenuta in suo possesso.

Del tutto differente sarà la consapevolezza del soggetto agente in merito all’illecito di natura contravvenzionale di cui all’articolo 712 del codice penale, rubricato sotto il titolo di “acquisto di cose di sospetta provenienza”, ove l’elemento soggettivo del reato che dovrà essere valutato è la colpa, consistente nella sola omissione dei doverosi accertamenti circa la legittima provenienza del bene acquistato.

Anche in questo caso, presupposto fondamentale affinché si configuri il reato è l’acquisto o la ricezione di beni che risultino essere di sospetta provenienza essendo tuttavia del tutto differente dal punto di  vista dell’elemento soggettivo del reato la condotta rispetto alla ricettazione dal momento che, si ribadisce, per l’integrazione del reato di cui all’articolo 712 c.p., sarà sempre necessario che la persona che acquista o riceve la merce abbia effettivamente nutrito dubbi circa la provenienza illecita della stessa, sulla base della valutazione dell’uomo medio, configurandosi il reato tutte le volte in cui l’acquisto venga effettuato in presenza di condizioni che obiettivamente avrebbero dovuto indurre il medesimo, per le qualità della cosa acquistata o ricevuta, per la condizione di chi la offre o per il prezzo, al sospetto circa la provenienza illecita dello stesso.

Quanto all’aspetto sanzionatorio si tratta di una differenza di non poco conto dal momento che, a differenza del delitto di ricettazione, l’acquisto di cose di sospetta provenienza, illecito si ribadisce di natura contravvenzionale, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore ad euro 10.

Vista la cornice sanzionatoria del tutto differente è chiaro che, nell’ambito di un procedimento penale, andrà sempre valutato con la massima attenzione l’elemento soggettivo del reato, costituito nel caso dell’acquisto di cose di sospetta provenienza dalla colpa del soggetto agente, rivestendo quindi detta distinzione un rilievo fondamentale nelle dinamiche del processo, ragione per cui, al fine di difendersi al meglio in un procedimento penale sarà sempre consigliabile farsi assistere da un esperto avvocato per ricettazione.

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN AVVOCATO PER RICETTAZIONE ?

Il delitto di ricettazione è uno di quei reati che statisticamente viene trattato con maggior frequenza nelle aule di Tribunale in Italia e che, paradossalmente, potrebbe vedere coinvolte finanche persone del tutto inconsapevoli circa l’illecita provenienza del bene acquistato.

E’ chiaro che in questo caso, qualora dovesse essere contestata l’illecita provenienza di un bene ovvero si dovesse avere il sospetto in merito alla illecita provenienza di un bene acquistato soltanto in seguito all’acquisto, sarà sempre opportuno rivolgersi sin da subito ad un avvocato per ricettazione il quale saprà consigliarti al meglio sul da farsi e sulla condotta da tenere con l’Autorità Giudiziaria.

Se sei imputato in un procedimento penale per il delitto di ricettazione e reputi di aver bisogno di aiuto o di confrontarti con un esperto avvocato per ricettazione, puoi richiedere assistenza o consulenza legale rivolgendoti ad AvvocatoPenalistaH24.it, vantando il nostro studio legale, nel suo team, avvocati di comprovata esperienza in materia di ricettazione.


Inviaci un messaggio WhastApp qui
 

Linea h24 per le urgenze cell. 338 85 15 424 

oppure compila la richiesta di contatto che trovi qui sotto per ricevere assistenza o consulenza legale, sarai subito contattato da un nostro Avvocato per Ricettazione.

Hai Domande? RICHIEDI SUBITO UNA CONSULENZA

Chatta subito con noi
WhatsApp Facebook Messenger
oppure compila il form qui di seguito:

RICHIEDI UNA CONSULENZA

Nome Completo*
Email*
Telefono
Messaggio