17-06-2019

I provvedimenti che applicano, modificano o revocano le misure cautelari sono impugnabili nei casi e nei modi previsti dalla legge. Il codice di procedura penale prevede tre mezzi di impugnazione dei provvedimenti cautelari: il riesame, l’appello e il ricorso per cassazione.

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Le impugnazioni previste per la fase cautelare

Se nei tuoi confronti è stata emessa un’ordinanza applicativa di una misura cautelare, puoi richiedere qui assistenza o consulenza legale ad Avvocato Penalista H24 che vanta nel suo organico un esperto avvocato per riesame.

QUALI SONO I MEZZI DI IMPUGNAZIONE DELLE MISURE CAUTELARI?

Il riesame (art. 309 c.p.p.) è ammesso soltanto contro le ordinanze che applicano per la prima volta la misura coercitiva; l’istanza di riesame può essere proposta esclusivamente dall’imputato o dal suo difensore, non dal pubblico ministero.

L’appello al riesame (art. 310 c.p.p.) è ammesso nei confronti di tutti gli altri provvedimenti in tema di misure cautelari personali; può essere proposto dall’imputato, dal suo difensore (avvocato per il riesame) e dal pubblico ministero.

Competente a decidere sul riesame e sull’appello è il tribunale del capoluogo del distretto di Corte di Appello  nel quale ha sede il giudice che ha disposto la misura, ossia il Tribunale della Libertà.

Il ricorso per cassazione (art. 311 c.p.p.) è ammesso contro le decisioni emesse in sede di riesame e di appello. In via eccezionale è consentito, in alternativa al riesame, il ricorso per saltum contro l’ordinanza che applica una misura coercitiva per la prima volta.

Il riesame, l’appello e il ricorso per cassazione non sospendono il provvedimento che limita la libertà personale: quindi, la misura cautelare continua ad avere effetto anche in pendenza dell’atto di impugnazione.

IN COSA CONSISTE IL RIESAME?

Il riesame è un’impugnazione completamente devolutiva che permette all’imputato di ottenere il controllo giurisdizionale sulla legittimità e sul merito del provvedimento che applica una misura coercitiva ab initio. Pertanto, il tribunale ha il potere di valutare la legittimità ed il merito della misura coercitiva senza essere vincolato né dai motivi del ricorso dell’imputato, né dalla motivazione del provvedimento che ha applicato la misura.

COME PRESENTARE L’ISTANZA DI RIESAME DELLA MISURA CAUTELARE?

La richiesta di riesame deve essere presentata  dall’indagato o dal suo difensore (avvocato per il riesame)  nel termine di 10 giorni dalla notifica dell’ordinanza che dispone la misura o dalla sua esecuzione.

L’istanza di riesame può contenere i motivi per i quali l’indagato chiede l’annullamento o la modifica del provvedimento; ma può anche essere non motivato.

Trattandosi di un mezzo di impugnazione che la legge riserva esclusivamente all’imputato e al suo difensore, il Tribunale competente a decidere non potrà applicare una misura cautelare più afflittiva di quella che è stata irrogata, potendo solo confermare quanto già statuito dal giudice competente.

QUALI SONO I TERMINI DEL RIESAME?

I termini del procedimento di riesame sono brevi, per la necessità di definire quanto prima la misura cautelare che comprimere diritti fondamentali della persona, oltre che perentori, ossia previsti a pena di perdita di efficacia della misura cautelare.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 309 c.p.p infatti, l’ordinanza che dispone la misura cautelare perde efficacia e “salve eccezionali esigenze cautelari specificamente motivate, non può essere rinnovata”:

a) se la trasmissione degli atti al Tribunale del riesame non avviene nel termine di 5 giorni dalla richiesta;

b) se il dispositivo, ossia la decisione sulla richiesta di riesame non interviene nei 10 giorni successivi alla ricezione degli atti da parte del Tribunale;

c) se l’ordinanza del Tribunale, contenente la motivazione, non viene depositata nella cancelleria entro 30 giorni dalla decisione, prorogabili a 45 se la redazione della motivazione risulta complessa a causa della gravità dell’evento e il numero degli arrestati a cui è applicata la misura cautelare.

QUALI POSSONO ESSERE LE DECISIONI SUL RIESAME?

Il tribunale della libertà sull’istanza di riesame può pronunciare quattro tipi di decisioni:

– può confermare la misura coercitiva;

– può annullare il provvedimento impugnato per carenza di uno degli elementi essenziali (ad esempio “se la motivazione manca o non contiene l’autonoma valutazione delle esigenze cautelari, degli indizi e degli elementi forniti dalla difesa”) o per vizi di merito;

– può riformare la  misura coercitiva, ma solo “in senso favorevole all’imputato anche per motivi diversi da quelli enunciati”;

– può dichiarare l’inammissibilità della richiesta di riesame perché presentata oltre i termini o da soggetti non legittimati.

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN COMPETENTE AVVOCATO PER RIESAME?

Il codice di procedura penale detta specifiche e complesse regole in ordine alle misure cautelari e ai mezzi di impugnazioni delle stesse. Poiché per il riesame del provvedimento cautelare è prescritta una peculiare disciplina e sono previsti termini da rispettare a pena di decadenza, è consigliabile richiedere l’assistenza legale di un avvocato specializzato nella redazione dell’istanza di riesame.

Se nei tuoi confronti è stato emesso un provvedimento cautelare, puoi richiedere assistenza o consulenza legale ad Avvocato Penalista H24 scrivendo a info@avvocatopenalistah24.it, che vanta nel suo organico un esperto avvocato per riesame.

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