17-06-2019

Tribunale per il Riesame: Cosa fare quando si viene arrestati?

I provvedimenti che applicano, modificano o revocano le misure cautelari sono impugnabili nei casi e nei modi previsti dalla legge. Il codice di procedura penale prevede tre mezzi di impugnazione dei provvedimenti cautelari: il riesame, l’appello e il ricorso per cassazione.

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Tribunale per il Riesame: Cosa fare quando si viene arrestati?

Se c’è stato un arresto vuol dire che è stata (o lo sarà nel breve termine) emessa nei tuoi confronti un’ordinanza applicativa di misura cautelare (mandato di cattura). Avvocato per riesame in questo articolo ti spiega cosa fare in caso di arresto per l’annullamento del mandato di cattura.

Quando viene applicata una misura di custodia cautelare?

Un mandato di cattura viene emesso quando sussistono due presupposti fondamentali: Il primo afferisce ai gravi indizi di colpevolezza (art. 273 cod. proc. pen.) mentre il secondo alle esigenze cautelari (art. 274 cod. proc. pen.).

Cosa sono i gravi indizi di colpevolezza?

Sono elementi di conoscenza idonei a far ragionevolmente presumere, allo stato degli atti, la qualificata probabilità di condanna di una persona per un determinato fatto considerato reato dal codice penale o da leggi speciali.

Nella sostanza si viene arrestati poiché si presume – attraverso gli indizi fino a quel punto raccolti dalle forze dell’ordine – che la persona in questione sia stata l’autore del reato e che verosimilmente – al termine del processo – sarà condannata alla pena ritenuta di giustizia.

Ovviamente gli indizi devono essere di una consistenza tale da far ragionevolmente presupporre che ci sarà una condanna e non una assoluzione al termine del processo: in gergo tecnico, infatti, si parla di ‘qualificata prognosi di colpevolezza’ che deve esserci per adottare un mandato di cattura.

Le valutazioni compiute dal Giudice ai fini dell’adozione di una misura cautelare personale devono essere fondate, secondo le linee direttive della Costituzione, con il massimo di prudenza su un incisivo giudizio prognostico di “elevata probabilità di colpevolezza”, tanto lontano da una sommaria delibazione e tanto prossimo a un giudizio di colpevolezza, sia pure presuntivo, poiché di tipo “statico” e condotto, allo stato degli atti, sui soli elementi già acquisiti dal pubblico ministero, e non su prove, ma su indizi (Corte Cost., sent. n. 121 del 2009, ord. n. 314 del 1996, sent. n. 131 del 1996, sent. n. 71 del 1996, sent. n. 432 del 1995).

È necessario che l’indizio o la pluralità di indizi raccolti collochino la loro valenza significativa della futura probabile colpevolezza dell’accusato al succitato livello della gravità (Sez. 1 – , n. 43258 del 22/05/2018 Rv. 275805 – 01,Sez. 4, n. 118 del 28/10/2005 Rv. 232627 – 01; Sez. 5, n. 36079 del 05/06/2012 Rv. 253511 – 01; V; Sez. 2, n. 22968 del 08/03/2017, Rv. 270172 – 01;).

Dunque nel caso in cui gli indizi richiesti per l’adozione della misura cautelare non siano dotati del requisito della gravità, la persona arrestata deve essere scarcerata. Dopo l’arresto, tale valutazione, va fatta proprio dal Tribunale per il riesame nei termini che di seguito specificheremo.

Cosa sono le esigenze cautelari?

Rappresentano l’altro presupposto necessario affinché si possa adottare la misura cautelare. Infatti quando sussiste almeno uno tra i seguenti pericoli previsti dall’art. 274 cod. proc. pen.:

  • fuga;
  • inquinamento probatorio;
  • commissione di un altro reato.

unitamente ai gravi indizi di colpevolezza, il Giudice può ordinare il mandato di cattura affinché la persona arrestata attenda – priva della sua libertà personale – l’esito del procedimento penale.

Una volta chiariti quali sono i presupposti per adottare una misura cautelare, cosa si può fare per ottenere la scarcerazione?

Presentare una richiesta al Tribunale per il Riesame. Ma andiamo a trattare il tema più approfonditamente.

Quali sono i mezzi di impugnazione delle misure cautelari?

Il riesame (art. 309 cod. proc. pen.) è ammesso soltanto contro le ordinanze che applicano per la prima volta la misura coercitiva; l’istanza di riesame può essere proposta esclusivamente dall’imputato o dal suo difensore e non dal pubblico ministero.

L’appello al riesame (art. 310 cod. proc. pen.) è ammesso nei confronti di tutti gli altri provvedimenti in tema di misure cautelari personali; può essere proposto dall’imputato, dal suo difensore (avvocato per il riesame) e dal pubblico ministero.

Competente a decidere sul riesame e sull’appello è il tribunale del capoluogo del distretto di Corte di Appello  nel quale ha sede il giudice che ha disposto la misura, ossia il Tribunale della Libertà.

Il ricorso per cassazione (art. 311 cod. proc. pen.) è ammesso contro le decisioni emesse in sede di riesame e di appello. In via eccezionale è consentito, in alternativa al riesame, il ricorso per saltum contro l’ordinanza che applica una misura coercitiva per la prima volta.

Il riesame, l’appello e il ricorso per cassazione non sospendono il provvedimento che limita la libertà personale: quindi, la misura cautelare continua ad avere effetto anche in pendenza dell’atto di impugnazione.

In cosa consiste il riesame?

Il riesame è un’impugnazione che permette alla persona arrestata di ottenere il controllo giurisdizionale sulla legittimità e sul merito del provvedimento che applica una misura coercitiva (l’arresto in carcere a agli arresti domiciliari).

Pertanto, il tribunale per il riesame ha il potere di valutare la legittimità ed il merito dell’arresto ovvero se questo è intervenuto giustamente oppure no. Per ottenere dunque la scarcerazione della persona arrestata, bisogna proporre riesame e si consiglia di farlo con un Avvocato per Riesame del mandato di cattura.

Come si presenta l’istanza di riesame?

La richiesta di riesame deve essere presentata  dall’indagato o dal suo difensore (avvocato per il riesame) nel termine di 10 giorni dalla notifica dell’ordinanza che dispone la misura o dalla sua esecuzione. Quindi da quando si viene arrestati.

L’istanza di riesame può contenere i motivi per i quali l’indagato chiede l’annullamento o la modifica del provvedimento; ma può anche essere non motivato.

Trattandosi di un mezzo di impugnazione che la legge riserva esclusivamente all’imputato e al suo difensore, il Tribunale per il Riesame competente a decidere non potrà applicare una misura cautelare più afflittiva di quella che è stata irrogata, potendo solo confermare quanto già statuito dal giudice competente.

Quali sono i termini della procedura?

I termini del procedimento di riesame sono brevi (per la necessità di stabilire se è giusta oppure no la misura cautelare che comprimere diritti fondamentali della persona) oltre che perentori, ossia previsti a pena di perdita di efficacia della misura cautelare.

Se non si decide in fretta, infatti, la misura perde efficacia e la persona deve essere scarcerata.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 309 c.p.p infatti, l’ordinanza che dispone la misura cautelare perde efficacia e “salve eccezionali esigenze cautelari specificamente motivate, non può essere rinnovata”:

  1. Se la trasmissione degli atti al Tribunale del riesame non avviene nel termine di 5 giorni dalla richiesta;
  2. Se il dispositivo, ossia la decisione sulla richiesta di riesame non interviene nei 10 giorni successivi alla ricezione degli atti da parte del Tribunale;
  3. Se l’ordinanza del Tribunale, contenente la motivazione, non viene depositata nella cancelleria entro 30 giorni dalla decisione, prorogabili a 45 se la redazione della motivazione risulta complessa a causa della gravità dell’evento e il numero degli arrestati a cui è applicata la misura cautelare.

Quali possono essere le decisioni del Tribunale per il riesame?

Il Tribunale della libertà sull’istanza di riesame può pronunciare quattro tipi di decisioni:

  • può confermare la misura coercitiva;
  • può annullare il provvedimento impugnato per carenza di uno degli elementi essenziali (ad esempio “se la motivazione manca o non contiene l’autonoma valutazione delle esigenze cautelari, degli indizi e degli elementi forniti dalla difesa”) o per vizi di merito;
  • può riformare la  misura coercitiva, ma solo “in senso favorevole all’imputato anche per motivi diversi da quelli enunciati”;
  • può dichiarare l’inammissibilità della richiesta di riesame perché presentata oltre i termini o da soggetti non legittimati.

Perché rivolgersi al nostro studio legale?

Il codice di procedura penale detta specifiche e complesse regole in ordine alle misure cautelari e ai mezzi di impugnazioni delle stesse. Poiché per il riesame del provvedimento cautelare è prescritta una peculiare disciplina e sono previsti termini da rispettare a pena di decadenza, è consigliabile richiedere l’assistenza legale di un avvocato specializzato nella redazione dell’istanza di riesame.

Abbiamo già affrontato e risolto casi del genere ottenendo al riesame diverse scarcerazioni persone che erano state ingiustamente arrestate. Leggi qui parte dei casi risolti da Avvocato Per riesame.

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