Truffa sofisticata: L’allarme su concordiastudiolegale.com e il furto di Partita IVA

Truffa sofisticata: L’allarme su concordiastudiolegale.com e il furto di Partita IVA

Nel monitoraggio costante che il nostro dipartimento effettua sui “funnel” di acquisizione clienti nel settore legale, abbiamo individuato un’evoluzione pericolosa nelle truffe di finto recupero crediti (le cosiddette Recovery Room).

Oggi l’analisi tecnica e legale si concentra sul dominio concordiastudiolegale.com (https://concordiastudiolegale.com/about.html). A un occhio inesperto, il sito potrebbe apparire professionale. Tuttavia, analizzando i dati fiscali e incrociandoli con i registri legali ufficiali, emerge uno scenario criminale ben preciso: il sito è una truffa strutturata sul furto di identità aziendale.

Ecco le prove inconfutabili che dimostrano perché non dovete inserire i vostri dati su questo portale.

1. Furto di Partita IVA: L’inganno nel Footer

I truffatori si sono evoluti. Sanno che le vittime più attente cercano la Partita IVA nel footer del sito. Su concordiastudiolegale.com ne è presente una, ma c’è un problema gravissimo: non appartiene a loro. Incrociando il dato della P.IVA inserita con i registri della Camera di Commercio, risulta che questa è associata a un vero e distinto studio legale, i cui veri titolari sono completamente estranei a questa pagina web e hanno nomi totalmente diversi. Questa tattica serve per rassicurare l’utente che fa un controllo veloce, ma costituisce un reato grave: furto d’identità e sostituzione di persona.

2. Nessun Avvocato verificabile (L’effetto “Mario Rossi”)

Osservando la sezione “Il nostro Team” (come documentato nei nostri audit), il sito presenta due presunti avvocati: l'”Avv. Marco Rossi” e l'”Avv. Laura Bianchi”. Oltre a utilizzare le generalità più banali e stereotipate della lingua italiana (l’equivalente di “John Doe” americano), omettono l’unico dato che conta davvero: il numero di iscrizione all’Albo degli Avvocati. Nessuno studio legale legittimo opererebbe nascondendo le matricole professionali. Senza iscrizione all’Albo, queste figure semplicemente non esistono nel panorama legale italiano.

3. L’assenza di comunicazioni certificate

Ancora una volta, in un sito che promuove azioni legali e recupero di capitali, manca totalmente un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC). Viene richiesto esclusivamente di compilare un modulo standard per essere ricontattati. Questo è il tipico Lead Form progettato per rubare il vostro numero di cellulare senza lasciare tracce legali.

Qual è il reale obiettivo del sito?

concordiastudiolegale.com non recupererà un solo centesimo dei fondi che avete perso nel trading o in altre frodi. Il sito è una Landing Page Esca. Il loro KPI (Key Performance Indicator) è acquisire il vostro contatto sapendo che siete in una situazione di fragilità emotiva. Una volta ottenuto il vostro numero, sarete contattati da falsi consulenti (probabilmente da call center esteri) che vi chiederanno di versare un “anticipo per le spese processuali” o una “tassa di svincolo” su IBAN esteri o wallet di criptovalute.

Come difendersi

La prima regola del web è non fermarsi alle apparenze. Se trovate uno studio legale online:

  1. Pretendete nome e cognome dell’Avvocato.
  2. Cercate quel nome sull’Albo Nazionale ufficiale del CNF (Consiglio Nazionale Forense).
  3. Pretendete comunicazioni via PEC e appuntamenti in video-call dove il professionista mostra il proprio tesserino dell’ordine.

Se siete stati truffati online, affidatevi solo a studi legali reali, costituiti in Italia e rintracciabili alla luce del sole, come i professionisti di Avvocato Penalista H24.

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