07-09-2018

Con l'ordinanza dei Giudici del Tribunale del Riesame di Milano, un soggetto extra-comunitario, arrestato per spaccio, era stato scarcerato perché la cessione di sostanze stupefacenti era la sua unica fonte di sostentamento.

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Pusher rimesso in libertà perché si mantiene con lo spaccio

Nei giorni scorsi, molte testate giornalistiche avevano riportato una notizia che ha destato particolare stupore: un soggetto immigrato, arrestato per spaccio a milano, era stato scarcerato perché – si era scritto – lo spaccio era la sua unica fonte di sostentamento.

Non ho mai creduto in questa notizia e, leggendo il provvedimento deliberato dai Giudice, posso sostenere che l’immigrato non è stato scarcerato perché la sua unica fonte di sostentamento fosse l’attività di spaccio.

Infatti, leggendo il provvedimento, il Giudici di Milano hanno ricondotto l’ipotesi delittuosa nel cd. ‘piccolo spaccio’ (art. 73 comma 5° Legge Stupefacenti), che non consente la custodia cautelare in carcere come previsto dal codice di procedura penale.

Inoltre, non potevano essere applicati gli arresti domiciliari perché l’immigrato non aveva un domicilio ed allora i Giudice, correttamente, hanno applicato il divieto di dimora in Milano, luogo in cui sono maturati i fatti delittuosi.

Leggi il provvedimento cliccando qui.

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