In questo video rispondo alla signora Lucia, che ha espresso un dubbio condiviso da molti: un avvocato che pubblica contenuti sui social può essere considerato davvero professionale?
Comprendo perfettamente lo scetticismo. Per anni la figura dell’avvocato è stata associata esclusivamente allo studio, all’aula di tribunale, a un contesto formale e riservato. Oggi però la comunicazione è cambiata: i social network sono diventati uno strumento attraverso cui informare, divulgare e creare consapevolezza su temi giuridici complessi.
Il punto centrale è questo: la credibilità di un avvocato non si misura dalla sua presenza o assenza sui social, ma da elementi oggettivi come l’iscrizione all’Albo, la competenza, l’esperienza maturata e i risultati ottenuti. Utilizzare i social non significa svilire la professione, ma adattarsi ai tempi per offrire un servizio informativo più accessibile.
La divulgazione giuridica online può aiutare le persone a riconoscere una truffa, comprendere un procedimento penale o sapere quando è il momento di rivolgersi a un professionista. Questo non sostituisce il lavoro in studio, ma lo affianca.
Spero che chi mi segue possa valutare con i fatti la serietà e l’impegno che metto ogni giorno nel mio lavoro, dentro e fuori dai social.
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