25-02-2019

La lottizzazione abusiva è la trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle previsioni urbanistiche realizzata mediante opere (c.d. lottizzazione materiale) o iniziative giuridiche (c.d. lottizzazione cartolare); l’applicabilità della confisca è prevista anche nel caso in cui la lottizzazione abusiva sia estinta per intervenuta prescrizione ma solo in determinati casi.

Argomenti: # # #

Avvocato per lottizzazione abusiva: quando la prescrizione evita la confisca del lotto.

Se cerchi un Avvocato competente per la lottizzazione abusiva scrivici qui, il team Avvocato Penalista H24 potrà fornirti l’assistenza o la consulenza legale che fa al tuo caso.

Andiamo di seguito ad esaminare quali condotte integrano il reato di lottizzazione abusiva e quali elementi indicano il verificarsi della lottizzazione abusiva.

Il fenomeno della lottizzazione abusiva, avendo ripercussioni sia sul piano penale che amministrativo, ha determinato interventi sia da parte della giurisprudenza amministrativa che di quella penale. Attraverso l’esame di tali pronunce si cercherà di chiarire i dubbi e le incertezze relative al reato di lottizzazione abusiva.

 

IN COSA CONSISTE LA CONDOTTA DI LOTTIZZAZIONE ABUSIVA?

La lottizzazione abusiva è disciplinata dall’art. 30 del D.P.R. n. 380/2001, tale disposizione prevede due diverse ipotesi di lottizzazione abusiva:

La lottizzazione abusiva materiale: ovvero l’inizio della realizzazione di opere che tendono alla trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni, in violazione delle previsioni degli strumenti urbanistici, approvati o adottati, ovvero di quelle stabilite direttamente in leggi statali o regionali, o in assenza dei necessari titoli abilitativi.

La lottizzazione abusiva materiale è quell’insieme di opere fisiche comportanti la sostituzione funzionale del territorio assieme all’aumento del carico urbanistico; essa non richiede la realizzazione di vere e proprie costruzioni abusive, essendo sufficiente la sussistenza di opere che, sebbene nella fase iniziale, denotino che è stato iniziato o è in corso un procedimento di trasformazione urbanistica ed edilizia del terreno, in contrasto con le norme vigenti (Tar Lazio, Latina, Sez. I, 12 ottobre 2011, n. 798).

La lottizzazione abusiva formale (o cartolare): si ha quando, pur non essendo ancora avvenuta una trasformazione lottizzatoria di carattere materiale, se ne sono già realizzati i presupposti.

La lottizzazione abusiva cartolare si verifica per effetto di frazionamenti non autorizzati e vendite di terreni in lotti; essa si configura quando si hanno frazionamenti preordinati in modo non equivoco all’edificazione, anche se lo scopo edificatorio abusivo si realizza mediante successivi atti negoziali traslativi (Cass. Pen., sez. III n. 24985/2015). 

 

QUALE È IL MOMENTO INIZIALE DELLA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA E QUANDO TALE CONDOTTA PUÒ RITENERSI CONSUMATA?

La lottizzazione abusiva si iscrive nei reati progressivi nell’evento ragion per cui il momento di cessazione dell’illecito non coincide con l’ultimazione dell’opera abusiva.

Infatti, la lottizzazione abusiva, presupponendo un’ illegittima trasformazione urbanistica del territorio, il suo iter criminoso non termina con la realizzazione degli atti di frazionamento o con l’esecuzione delle opere, perché anche la condotta successiva a tali atti può dar luogo ad una situazione antigiuridica.

L’utilizzazione posteriore del suolo può consentire il compimento di ulteriori azioni, causalmente e finalisticamente collegate alle precedenti, che aggravano il pregiudizio causato dalla lottizzazione abusiva.

Dunque, se la consumazione della lottizzazione abusiva ha inizio allorquando sono state poste in essere le condotte necessarie e sufficienti ad integrare la fattispecie incriminatrice, il momento consumativo perdura, invece, sino a quando l’offesa tipica raggiunge, attraverso un passaggio da uno stadio ad un altro ad esso successivo, una sempre maggiore gravità, determinando uno spostamento in avanti della sua stessa consumazione ove gli interventi posteriori vadano ad incidere sull’assetto urbanistico, così compromettendo ulteriormente le scelte di destinazione e di uso del territorio riservate all’autorità amministrativa competente (Cass. pen. Sez. 3, n. 42361 del 18/09/2013).

 

QUALE È  IL BENE GIURIDICO TUTELATO DALLA DISCIPLINA SULLA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA?

Il bene giuridico protetto dalla normativa sulla lottizzazione abusiva è rappresentato dall’ordinata pianificazione urbanistica, dal corretto uso del territorio e soprattutto dall’effettivo controllo del territorio da parte del soggetto titolare della funzione di pianificazione (ossia il Comune), a cui spetta di vigilare sul rispetto delle vigenti previsioni urbanistiche e di intervenire per la repressione di qualsiasi attività di tipo lottizzatorio, non previamente assentita.

 

COME VIENE ACCERTATA LA  LOTTIZZAZIONE ABUSIVA?

Per verificare se ci si trovi in una delle due ipotesi di lottizzazione abusiva, occorre effettuare una valutazione complessiva: l’intento lottizzatorio, quale volontà di realizzare un frazionamento dei suoli non consentito, o comunque di alterare surrettiziamente la destinazione urbanistica dei suoli in contrasto con gli strumenti vigenti, può essere desunto da una pluralità di elementi indiziari, anche di per sé non univocamente significativi, ma che nel loro complesso manifestano inequivocabilmente la strumentalità degli abusi al perseguimento delle finalità di lottizzazione.

In sintesi, secondo il Consiglio di Stato,  la verifica circa la conformità della trasformazione realizzata e la sua rispondenza o meno alle previsioni delle norme urbanistiche vigenti deve essere effettuata con riferimento non già alle singole opere in cui si è compendiata la lottizzazione, eventualmente anche regolarmente assentite, bensì alla complessiva trasformazione edilizia che di quelle opere costituisce il frutto, sicché la conformità ben può mancare anche nei casi in cui per le singole opere facenti parte della lottizzazione sia stato rilasciato il permesso di costruire (cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 6 giugno 2018, n. 3416).

 

QUALI PENE SONO APPLICABILI PER LA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA?

L’art. 44 comma 1 lett. c) del DPR 380/01 sanziona la lottizzazione abusiva con l’arresto fino a due anni e con l’ammenda da 15.493 a 51.645 euro, disponendo, al comma 2, la confisca dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite, nel caso di pronuncia di una sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva.

Tra le sanzioni previste per la lottizzazione abusiva quella maggiormente onerosa è rappresentata dalla confisca che comporta l’acquisizione gratuita e di diritto dei terreni e delle opere realizzate al patrimonio del Comune.

Sotto tale profilo sanzionatorio, si è registrato nel tempo un’evoluzione giurisprudenziale e legislativa che verrà di seguito evidenziata attraverso l’analisi della sentenza n. 5936/2019 pronunciata dalla Sezione III della Corte di Cassazione.

La Suprema Corte si è trovata a valutare la legittimità di una sentenza  pronunciata dalla Corte di Appello di Catania nella quale veniva dichiarato non doversi procedere nei confronti dei ricorrenti per essere il reato di lottizzazione abusiva estinto per intervenuta  prescrizione e veniva disposta la confisca dei terreni lottizzati e delle opere abusive realizzate.

Tra i diversi motivi di ricorso, quello principale – ed assorbente rispetto agli altri – censurava la suddetta pronuncia in quanto difettava un accertamento sulla responsabilità dei ricorrenti necessario per disporre la confisca.

I giudici della Cassazione, innanzitutto, rammentavano di aver già chiarito che il proscioglimento per intervenuta prescrizione maturato nel corso del processo non osta alla confisca del bene oggetto di lottizzazione abusiva, a condizione che il suddetto reato venga accertato, con adeguata motivazione, nei suoi elementi oggettivo e soggettivo, posto che l’obbligo di accertamento imposto al giudice per l’adozione del provvedimento ablativo prevale su quello generale della immediata declaratoria della causa di non punibilità, ex art. 129 cod. proc. pen. (Cass. pen., Sez. 3, n. 53692 del 13/7/2017).

Il Legislatore ha poi codificato tale principio giurisprudenziale mediante l’introduzione dell’art. 578 bis c.p.p. (inserito col d.lgs. n. 21 del 2018), in base al quale “quando è stata ordinata la confisca in casi particolari prevista dal primo comma dell’articolo 240-bis del codice penale e da altre disposizioni di legge, il giudice di appello o la corte di cassazione, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione o per amnistia, decidono sull’impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell’imputato”.

Anche la Grande Camera della Corte EDU si è espressa a più riprese sul punto – in ultimo nella causa G.I.E.M. S.r.l. e altri c. Italia – chiarendo che i principi di legalità e  colpevolezza, contemplati dall’art. 7 CEDU, nonché la presunzione di non colpevolezza di cui all’art. 6 co. 2, non consentono che la confisca venga disposta in assenza di un sostanziale dichiarazione di responsabilità, pur se adottata in mancanza della pronuncia di una formale sentenza di condanna.

La Corte EDU ha affermato che qualora i giudici ritengono sussistere tutti gli elementi del reato di lottizzazione abusiva pur pervenendo a un non luogo a procedere, a causa della prescrizione, tali constatazioni, in sostanza, costituiscono una condanna nel senso dell’articolo 7 e tale articolo non è violato con la disposizione della confisca – che rappresenta una sanzione penale – avvenuta a seguito dell’accertamento dell’esistenza del reato e della colpevolezza dell’imputato.

Secondo la Corte di Cassazione, quindi, nell’ipotesi di prescrizione del reato di lottizzazione abusiva, il giudice del dibattimento non ha l’obbligo di dichiararla immediatamente ex art. 129 c.p.p., ma deve procedere al necessario accertamento del reato nelle sue componenti, oggettive e soggettive, assicurando alla difesa il più ampio diritto alla prova e al contraddittorio, e a tal fine, pur in presenza della sopravvenuta prescrizione, deve proseguire l’istruttoria dibattimentale al fine esclusivo dell’accertamento della legittimità della confisca, posto che deve essere accertata la configurabilità del reato di lottizzazione abusiva al momento dell’esercizio dell’azione penale.

Nel caso portato all’attenzione della Corte, i giudici di appello avevano dichiarato con sentenza predibattimentale l’estinzione del reato di lottizzazione abusiva e avevano confermato la confisca omettendo qualsiasi accertamento sugli elementi costitutivi del reato.

Pertanto, la Corte annullava la sentenza impugnata senza rinvio, trasmettendo gli atti alla Corte di Appello di Catania per il giudizio.

Il team Avvocato Penalista H24 vanta consolidata esperienza in materia di lottizzazione abusiva e di reati edilizi, se hai bisogno assistenza o consulenza legale, contattaci qui.

Chatta subito con noi
WhatsApp Facebook Messenger
oppure compila il form qui di seguito:

RICHIEDI UNA CONSULENZA

Nome Completo*
Email*
Telefono
Messaggio