03-11-2019

La fase delle investigazioni difensive, visto l’elevato tecnicismo che la caratterizza, riveste una particolare complessità all’interno del procedimento penale e non necessariamente permette di ottenere i risultati sperati. Quando è consigliabile pertanto richiedere al proprio legale di procedere con le investigazioni difensive?

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Investigazioni difensive, quando è consigliabile richiederle ?

Se sei indagato o imputato nell’ambito di un procedimento penale ed è tua intenzione quella di richiedere di effettuare delle investigazioni difensive puoi chiedere assistenza o consulenza legale di AvvocatoPenalistaH24.it che potrà sempre garantirti l’assistenza immediata di un esperto avvocato per investigazioni difensive.

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La investigazioni difensive trovano la propria disciplina giuridica nel procedimento penale nell’ambito degli articoli dal 391 bis al 391 decies del Codice di procedura penale.

Si tratta di una disciplina particolarmente articolata e complessa durante la quale, l’eventuale presenza di errori procedurali, potrebbe finanche compromettere il buon esito del procedimento penale, ragione per la quale è sempre consigliabile l’assistenza di un esperto avvocato per investigazioni difensive.

COSA SI INTENDE PER INVESTIGAZIONI DIFENSIVE?

Per investigazioni difensive si intende l’attività di investigazione che un avvocato può svolgere, nell’ambito di un procedimento penale, nell’interesse del proprio assistito, al fine di individuare elementi di prova che possano risultare utili nell’ambito di detto procedimento.

La facoltà riconosciuta agli avvocati di effettuare investigazioni difensive è stata introdotta e  disciplinata dal legislatore con l’art. 11 della Legge 7 dicembre 2000, n. 397, con lo scopo di garantire, fin dalla fase delle indagini preliminari, una sostanziale parità di armi tra la Pubblica accusa,  cui è attribuito il compito di effettuare le indagini e sostenere l’accusa in giudizio, e la difesa, alla quale è riconosciuto il ruolo, costituzionalmente garantito dall’art. 24, di procedere alla difesa della persona indagata o imputata nell’ambito di un procedimento penale.

Il ruolo principale di un avvocato per investigazioni difensive nell’ambito di un procedimento penale è pertanto quello di individuare elementi o fonti di prova il cui utilizzo sarà sempre possibile, così come meglio si vedrà in seguito, nell’ambito dell’intero procedimento penale.

QUALI SONO I PRINCIPALI STRUMENTI CHE PUO’ UTILIZZARE UN AVVOCATO PER INVESTIGAZIONI DIFENSIVE ?

Diverse sono le possibilità riconosciute dal legislatore all’avvocato per effettuare in maniera compiuta le investigazioni difensive nell’ambito di un procedimento penale.

Uno degli strumenti più utilizzati dagli avvocati nell’ambito delle investigazioni difensive è quello della richiesta di colloqui, documentati o non documentati, con le persone in grado di riferire in merito a circostanze utili per le investigazioni.

In questo caso, un corretto utilizzo delle investigazioni difensive fornirà al difensore, sin da subito, uno strumento di fondamentale importanza per riuscire ad individuare gli elementi di maggiore criticità del procedimento al fine di orientare in maniera chiara la linea difensiva da seguire.

Oltre a tale modalità, al difensore è riconosciuta altresì la possibilità di richiedere informazioni alle persone informate sui fatti in merito alle indagini che lo stesso intende svolgere, ovvero di richiedere alle medesime di rendere dichiarazioni scritte in merito a tali fatti; si tratta in questo caso di un’attività di raccolta della prova che dovrà essere sempre documentata, così come disposto dall’art. 391 ter del codice di procedura penale.

In questo caso il difensore, l’investigatore privato o i consulenti tecnici, prima di sentire le persone informate sui fatti, sono sempre obbligati ad avvertire le stesse circa:

1) la propria qualifica e la ragione per la quale richiedono il colloquio;

2) la  modalità attraverso la quale intendono reperire le informazioni; essendo onorati altresì a:

3) richiedere alla parte se è sottoposta ad indagine per il medesimo procedimento ovvero per procedimento allo stesso collegato;

4) avvertire la parte che ha la facoltà di non rispondere e delle responsabilità conseguenti alle false dichiarazioni eventualmente rilasciate;

5) ammonire la parte di non rivelare alcuna domanda gli sia stata eventualmente già formulata dalla Polizia giudiziaria o dal pubblico ministero nell’ambito del medesimo procedimento ovvero di non fare riferimento alle risposte fornite in relazione a dette domande.

Si tratta di elementi di fondamentale importanza dal momento che, tutte le dichiarazioni ricevute e le informazioni assunte in assenza degli opportuni avvisi, ovvero in violazione della procedura prevista dal codice, saranno inutilizzabili, oltre che elemento sul quale fondare un eventuale procedimento disciplinare nei confronti dell’avvocato.

Ulteriore strumento riconosciuto all’ avvocato per investigazioni difensive è quello di formulare, ai sensi dell’art. 391 quater c.p.p., richiesta di consegna di documentazione direttamente alla Pubblica Amministrazione, riconoscendo pertanto finanche la possibilità di richiedere copia di detta documentazione a proprie spese.

In questo caso il difensore potrà procedere direttamente nel richiedere la documentazione all’amministrazione che ha prodotto il documento riconoscendo quindi, in caso di rifiuto della stessa a consegnare la documentazione, la possibilità di richiedere la medesima a mezzo di memoria scritta al Pubblico Ministero il quale, qualora non intenda procedere al sequestro della documentazione, invierà la richiesta con il relativo parere al Giudice per le indagini preliminari affinché si determini sul punto.

Viene altresì riconosciuta all’ avvocato per investigazioni difensive la possibilità di richiedere l’accesso in luoghi privati o non aperti al pubblico, richiesta questa che chiaramente dovrà essere sempre relazionata alla propria attività di investigazione, con la possibilità, in caso di rifiuto da parte del soggetto che ha la disponibilità del luogo, di richiedere l’autorizzazione all’accesso al Giudice per le indagini preliminari, il quale dovrà sempre procedere con decreto motivato con il quale indica le modalità di accesso ai luoghi.

Nel caso in cui si tratti di un luogo di privata abitazione o una pertinenza della stessa, l’accesso sarà consentito esclusivamente nel caso in cui lo stesso sia necessario per reperire “le tracce e gli altri effetti materiali del reato”.

Ben si comprende come un sistema tanto articolato per le investigazioni difensive, nonché la moltitudine di strumenti riconosciuti al difensore durante detta fase per reperire informazioni, richiedano sempre l’ausilio di un esperto avvocato per investigazioni difensive che possa formulare tutte le richieste senza incorrere in alcuno dei vizi procedurali previsti dalla legge a pena di inutilizzabilità della prova raccolta.

COME POSSONO ESSERE UTILIZZATE LE PROVE RACCOLTE DURANTE LE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE NEL PROCESSO PENALE?

Tutti gli elementi raccolti dal difensore nel corso delle indagini difensive confluiranno in quello che viene definito “fascicolo del difensore”.

Le stesse, oltre a poter essere utilizzate, a pari delle prove raccolte nel fascicolo del Pubblico Ministero, durante le fasi delle indagini preliminari, ovvero nel corso dell’udienza preliminare per tutte le eventuali determinazioni che potranno essere prese in dette fasi procedimentali dal Giudice, potranno del pari essere utilizzate come elementi sulla base dei quali procedere alle contestazioni durante l’esame testimoniale, ai sensi dell’art. 500 del codice di procedura penale, ovvero al fine di procedere alla lettura in dibattimento, nel caso di dichiarazioni rilasciate da persona residente all’estero, ovvero, sempre a richiesta di parte, per la lettura in dibattimento delle dichiarazioni rilasciate dall’imputato assente o che si rifiuta di sottoporsi all’esame dibattimentale.

Il fatto che le prove raccolte durante le investigazioni difensive possano essere utilizzate, oltre che nella fase delle indagini preliminari e dell’udienza preliminare, anche nel dibattimento, fa si che le stesse possano essere sempre considerate uno strumento di fondamentale importanza nel corso dell’intero procedimento il cui utilizzo andrà tuttavia messo in pratica sempre con la massima prudenza dal momento che, eventuali violazioni procedimentali, potranno sempre determinare la inutilizzabilità della prova raccolta.

Vista la particolare complessità dello strumento, pertanto, sarà sempre consigliabile l’ausilio di un esperto avvocato per investigazioni difensive.

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN AVVOCATO ESPERTO NELL’AMBITO DELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE?

Nell’ambito di un procedimento penale, l’attività di raccolta della prova (riconosciuta al difensore sin dalla fase delle indagini preliminari) riveste un’importanza fondamentale dal momento che, attraverso la stessa, si riconosce al medesimo la possibilità di indirizzare le indagini verso profili che potrebbero restare inesplorati da parte dell’Ufficio di Procura durante la fase delle indagini preliminari ovvero finanche in dibattimento.

Un esperto avvocato per investigazioni difensive, quindi, mediante un buon utilizzo delle medesime, potrebbe riuscire ad ottenere risultati molto importanti, riuscendo in questo modo ad anticipare elementi di prova che potrebbero rivestire un’importanza fondamentale nell’ambito delle strategie difensive, ovvero nella prosecuzione delle indagini dell’Ufficio di Procura.

Se hai bisogno di aiuto o ha la necessità di confrontarti con un esperto avvocato per investigazioni difensive, puoi richiedere assistenza o consulenza legale rivolgendoti ad AvvocatoPenalistaH24, vantando il nostro studio legale, nel suo team, avvocati di comprovata esperienza in materia di investigazioni difensive.

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