22-12-2020

Nel caso in cui il Mandato di Arresto europeo (MAE) sia stato emesso da un Paese ove vi è la possibilità che il soggetto consegnando possa essere sottoposto a pratiche di tortura o ad un trattamento disumano e degradante, i giudici nazionali che dovranno decidere se eseguire il Mae dovranno prima svolgere un test funzionale a stabilire la possibile violazione del divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti.

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Mandato di Arresto e Divieto Tortura

Avvocato Penalista H24 nel seguente articolo cercherà di spiegare in cosa consiste il test funzionale a stabilire la possibile violazione del divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti nel Paese richiedente il Mandato di arresto europeo e come l’esito negativo del test blocca l’esecuzione del Mandato di arresto europeo in quel Paese.

Vuoi sapere se è possibile la consegna di un estradando in un Paese dove viene praticata la tortura? Ti interessa sapere in cosa consiste il test sul divieto di tortura, come e quando può impedire l’esecuzione del Mandato di Arresto Europeo? O vuoi semplicemente saperne di più sul Mandato di Arresto Europeo? Se la tua risposta è positiva, allora leggi questo articolo.

Se è stato emesso un Mandato di arresto europeo nei tuoi confronti e vuoi sapere se nel tuo caso il Paese richiedente pratica la tortura e se è possibile bloccare l’esecuzione del Mandato di Arresto Europeo emesso nei tuoi confronti, puoi chiedere assistenza o consulenza legale ad Avvocato Penalista H24, che vanta nel suo organico un Avvocato esperto del mandato di arresto europeo.

Linea h24 per le urgenze cell. +39 338 85 15 424.

È possibile eseguire un mandato di arresto europeo quando il paese richiedente pratica la tortura?

La risposta è certamente negativa atteso che il divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti è affermato nella Carta dei diritti fondamentali. Ma con la sentenza Aranyosi e Căldăraru la Corte di Giustizia dell’ Unione Europea ha dato effettività in tema di esecuzione del Mandato di Arresto Europeo alla tutela dei diritti umani a causa delle condizioni di detenzione estremamente carenti in alcuni Stati Membri.

La Sentenza Aranyosi e Căldăraru, 5 aprile 2016, cause riunite C-404/15 e C-659/15

Esamineremo di seguito il percorso logico giuridico seguito dalla Corte di Giustizia dell’UE.

La Corte è partita dal presupposto che la tutela dei diritti umani e il valore della dignità umana hanno caratteri assoluti e non ammettono eccezioni e deroghe. 

Proprio su tale principio abbiamo ottenuto un grande risultato che puoi leggere qui.

La Corte di Giustizia ha affermato che “quando l’autorità giudiziaria dello Stato membro d’esecuzione dispone di elementi che attestano un rischio concreto di trattamento inumano o degradante dei detenuti nello Stato membro emittente è tenuta a svolgere il test”.

La valutazione del rischio di tortura

Pertanto, se l’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione ha a propria disposizione elementi relativi a un rischio concreto di trattamento inumano o degradante nello Stato emittente, essa sarà tenuta a svolgere una valutazione fondandola su fattori oggettivi, attendibili, precisi e opportunamente aggiornati (come, per esempio, sentenze della Corte di Strasburgo, decisioni delle autorità giudiziarie dello Stato di emissione, documenti predisposti da organi del Consiglio d’Europa o delle Nazioni Unite), comprovanti la presenza di carenze sistemiche o generalizzate che colpiscano determinati gruppi di individui o determinati centri di detenzione.

La richiesta di informazioni

Se ritiene provato il rischio in questione, l’autorità giudiziaria di esecuzione è tenuta a verificare “in modo concreto e preciso, se sussistono motivi gravi e comprovati di ritenere che l’interessato corra tale rischio a causa delle condizioni di detenzione previste nei suoi confronti nello Stato membro emittente”. A tal fine, bisognerà domandare informazioni all’autorità giudiziaria emittente.

Se le informazioni ottenute conducono a escludere la sussistenza del rischio concreto, il MAE dovrà essere eseguito.

Altrimenti, l’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione potrà decidere di porre fine alla procedura di consegna così come accaduto per un nostro assistito accusato di omicidio dove il Giudice non ha disposto la consegna nello Stato richiedente (guarda qui il video).

Valutazione in concreto e complessiva del rischio di tortura

L’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione deve provvedere ad un esame in concreto delle condizioni di detenzione a cui l’estradando sarà sottoposto e deve realizzare una valutazione complessiva delle condizioni materiali di detenzione.

Ovviamente la richiesta di informazioni e la valutazione che sarà operata dai giudici riguarderà solo l’istituto di pena ove il destinatario del MAE dovrà essere detenuto.

La giurisprudenza italiana si è conformata alla valutazione concreta e complessiva (Test Aranyosi e Căldăraru) sancita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea?

La risposta è Sì.

A seguito della pronuncia della Corte di Giustizia che dispone l’esecuzione di un test ossia di una valutazione effettiva e complessiva delle condizioni di detenzioni dello Paese di emissione del MAE al fine di verificare la possibile violazione del divieto di tortura, la Corte di Cassazione ha emesso diverse sentenze di annullamento con rinvio con le quali ha sollecitato le Corti di Appello a svolgere un accertamento concreto e preciso.

La Corte di Cassazione in tali pronunce ha affermato che deve svolgersi un accertamento concreto e preciso il quale deve riguardare in particolar modo l’istituto di destinazione, le caratteristiche del regime di detenzione, i servizi disponibili, i benefici, i tempi e le modalità delle attività da svolgersi all’esterno della cella e lo spazio individuale a disposizione (ex multis Corte Cassazione, sentenza 1° giugno 2016, n. 23227).

Richiesta di informazioni

In sintesi, le autorità giudiziarie italiane dovrebbero in primo luogo svolgere un’attività istruttoria, chiedendo al Paese che emette il Mae le informazioni necessarie riguardanti il nome della struttura penitenziaria, allo spazio minimo intramurario  riservato al detenuto, alle condizioni igieniche e di salubrità dell’alloggio e ai meccanismi nazionali o internazionali di controllo delle condizioni effettive di detenzione, in secondo luogo.

Valutazione in concreto e complessiva

Le autorità giudiziarie italiane sono poi tenute ad una valutazione in concreto e complessiva di tali informazioni all’esito della quale se le informazioni ottenute consentono di escludere il rischio allora il Mandato di Arresto Europei potrà essere eseguito, in caso contrario si pone fine alla procedura di consegna.

Tali informazioni, quindi, non possono essere generiche, limitate al regime di detenzione da applicare all’estradando, ma individualizzanti e tali da consentire alle autorità giuridiche italiane di individuare l’istituto in cui il consegnando avrebbe scontato la pena e/o il regime di detenzione che sarebbe stato applicato nei suoi confronti e/o lo spazio a disposizione nella cella.

Gli elementi oggettivi, attendibili, precisi e opportunamente aggiornati sui quali fondare la valutazione quanto alla presenza di carenze sistemiche o generalizzate relative alla tutela dei diritti fondamentali nello Stato membro di emissione del MAE sono stati invariabilmente individuati in sentenze della Corte EDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) e in rapporti del CPT (Comitato Prevenzione Tortura).

Perché rivolgersi ad un avvocato competente per il mandato di arresto europeo divieto di tortura?

La legittimità del mandato di arresto europeo è subordinata ad una serie di condizioni prescritte dalla legge numero 69/2005 riguardanti sia l’aspetto procedurale che sostanziale. 

È importante quando si è destinatari di un mandato di arresto europeo verificare la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla legge e pertanto è consigliabile in tali casi affidarsi ad un legale esperto nel mandato di arresto europeo e divieto di tortura.

Come sopra evidenziato, per bloccare la consegna in un Paese che pratica la tortura è necessario che le autorità giudiziarie del Paese di esecuzione compiano un accertamento specifico e concreto al fine di escludere tale rischio di tortura e trattamenti inumani e degradanti. 

Ebbene, spesso ci si trova di fronte a decisioni di consegna prive di tale test e per queste ragioni è necessaria l’assistenza di un legale che tuteli i diritti dell’estradando e che sia esperto nel mandato di arresto europeo divieto di tortura

Se è stato emesso un mandato di arresto europeo nei tuoi confronti, puoi rivolgerti al team Avvocato Penalista H24 che vanta avvocati esperti in materia di Mandato di Arresto Europeo e divieto di tortura, che sapranno fornirti l’assistenza più adeguata al tuo caso.

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