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Non conosci la lingua del paese che ha emesso il mandato di arresto europeo e vuoi sapere come fare per far valere i tuoi diritti ?

Se  sono queste le domande che ti sei fatto non preoccuparti, abbiamo già gestito casi come questo in materia di  estradizione e mandato di arresto Europeo e sappiamo precisamente come fare per aiutarti aiutarti !!! 
Se nei confronti tuoi, di un tuo familiare o di un tuo conoscente è stato emesso un mandato di arresto europeo e vuoi ricevere assistenza o consulenza legale, puoi rivolgerti al team di Avvocato Penalista H24 che vanta nel proprio organico un esperto avvocato in materia di mandato di arresto europeo (MAE) ed in generale nella cooperazione giudiziaria tra Stati.

Guarda il Video Esplicativo.

Avv. Vincenzo Ezio Esposito

Essere destinatari di un mandato di arresto Europeo è un qualcosa che genera sempre molta ansia, trattandosi di una richiesta fatta da uno stato estero che va ad incidere in maniera drastica sul bene principale della nostra vita, ovvero la nostra libertà personale.

Devi sapere innanzitutto che, in caso di notifica di un mandato di arresto, ci sono tre aspetti fondamentali che devi assolutamente tenere sempre in considerazione dal momento che potranno esserti molto utili per poter affrontare nel migliore dei modi la difesa nel procedimento che si verrà ad instaurare.

Ebbene, essere destinatari di un mandato di cattura internazionale non significa che necessariamente dovrai essere condannato, né tantomeno che l’Italia dovrà provvedere necessariamente alla consegna, essendoci alcune ipotesi, tassativamente previste dalla legge, in relazione alle quali l’ ordine di arresto emesso a livello Europeo da uno Stato estero potrà essere disatteso dalle Autorità Giudiziarie Italiane, le quali non potranno quindi procedere alla consegna.

1 – LA PRIMA COSA CHE DEVI SAPERE SUL MAE.

Trattandosi di una procedura molto complessa, fa riferimento proprio agli aspetti basilari del mandato cattura Europeo, e quindi: 

1.1. In cosa consiste il mandato di arresto Europeo e

1.2. Quando può essere richiesto un mandato di arresto Europeo.  

1.1 – IN COSA CONSISTE IL MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE ?

Il Mandato di Arresto Europeo è stato introdotto dalla Decisione Quadro 2002/584/GAI che ha ricevuto attuazione in Italia attraverso la legge n. 69 del 2005.

Detta legge, nel delineare tutti gli aspetti fondamentali del mandato Europeo, all’articolo 1 comma 2 definisce il mandato di arresto Europeo come: 

“una decisione giudiziaria emessa da uno Stato membro dell’Unione Europea in vista dell’arresto  e della consegna da parte di un altro Stato membro di una persona, al fine dell’esercizio di azioni giudiziarie in materia penale o dell’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale”.

Articolo 1 comma 2 legge numero 69 del 2005.

In questo caso la legge, parlando di “una decisione giudiziaria emessa da uno Stato membro dell’Unione Europea” prende in considerazione sia l’ipotesi del mandato di arresto Italiano, ovvero l’ipotesi in cui l’Autorità Giudiziaria Italiana richiede l’arresto all’estero di una persona, sia l’ipotesi del mandato di arresto internazionale, circostanza questa nella quale è l’Autorità Giudiziaria straniera a chiedere la consegna di una persona al Giudice Italiano.

1.2 – QUANDO PUÒ ESSERE RICHIESTO IL MANDATO MAE ?

Devi sapere che quando viene richiesto un mandato di cattura Europeo, alla base deve esserci sempre una decisione di un’autorità giudiziaria estera che consiste, alternativamente: 

–> in una sentenza irrevocabile di condanna; situazione in cui il processo è stato già svolto nel paese ove sarebbe stato commesso il reato; 

–> in un provvedimento cautelare, per l’esecuzione del quale il Paese emittente formula una richiesta che dovrà essere valutata dalla Corte di Appello italiana competente. In questo caso il processo da cui deriva la richiesta di mandato di cattura internazionale dovrà ancora essere celebrato nel paese in cui sarebbe stato commesso il reato.

I presupposti sulla base dei quali può essere emesso un mandato di cattura Italiano sono sicuramente molto simili a quelli sopra elencati dal momento che, per poter procedere ad una procedura di arresto Europeo, si dovrà sempre procedere sulla base di  una sentenza irrevocabile di condanna o di una misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria Italiana.

Dopo aver analizzato i principali aspetti del mandato di arresto Europeo, possiamo  alla:

2ª COSA CHE DEVI SAPERE SUL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO.

Una volta che viene effettuata da parte di uno Stato membro UE una richiesta di applicazione di mandato di arresto Europeo all’Autorità Giudiziaria Italiana, si apre in Italia una procedura che trova la propria disciplina nel titolo II capo I della Legge 69 del 2005 (Mandato di arresto Europeo procedura passiva di consegna).

I principali aspetti che devi conoscere al riguardo sono quelli relativi:

2.1 – Qual è l’Autorità Giudiziaria competente a decidere sul mandato di arresto Europeo?

2.2 – Cosa deve contenere la richiesta di applicazione del mandato di arresto Europeo ?

2.3 – Qual è la procedura che dovrà essere seguita in Italia in caso di richiesta di mandato arresto Europeo?

2.1 – QUAL È L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COMPETENTE A DECIDERE SUL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO ? 

La procedura di esecuzione passiva (ovvero quando il Mandato di Arresto Europeo è emesso da uno Stato membro e la richiesta è rivolta all’Italia) può aver luogo o sulla base di una richiesta ricevuta dal Presidente della Corte di Appello competente, oppure in seguito ad un arresto effettuato direttamente dalla polizia giudiziaria, sulla base di una segnalazione inserita nel sistema informativo Schengen (SIS).

In tale ultima ipotesi sarà il presidente della Corte di Appello competente a convalidare l’arresto effettuato dalla Polizia Giudiziaria ed eventualmente applicare una misura cautelare (si aprirà quindi una procedura di mandato arresto europeo convalida dell’arresto). 

Devi sapere che, in caso di richiesta di applicazione di un mandato di arresto Europeo, il giudice competente a dare esecuzione al mandato, sulla base dell’articolo 5 comma 2 della Legge 69 del 2005, è rispettivamente:

-) La Corte di Appello nel cui distretto l’imputato o il condannato ha la residenza;

-) La Corte di Appello nel cui distretto l’imputato o il condannato ha la dimora o il domicilio eletto nel momento in cui il provvedimento giunge all’autorità giudiziaria. 

Se la competenza non può essere determinata in questo modo, e quindi nel caso in cui l’imputato o il condannato non ha né domicilio, né residenza, né dimora in Italia, la competenza spetterà alla Corte di Appello di Roma.

Nel caso in cui, invece, l’arresto sia stato effettuato dalla Polizia Giudiziaria sulla base di una segnalazione nel sistema SIS, la competenza a decidere sulla consegna appartiene alla Corte di Appello del distretto in cui è avvenuto l’arresto.

2.2 – COSA DEVE CONTENERE LA RICHIESTA DI APPLICAZIONE DEL MANDATO ARRESTO EUROPEO ? 

Il primo aspetto che va necessariamente valutato nel momento in cui viene formulata una richiesta di applicazione di mandato di arresto Europeo è quello relativo le informazioni che lo stesso deve contenere; da questo punto di vista, infatti, l’articolo 6 della legge 69 del 2005 precisa che:

 Il mandato d’arresto europeo deve contenere le seguenti informazioni:

a) identità e cittadinanza del ricercato;

b) nome, indirizzo, numero di telefono e di fax, indirizzo di posta elettronica dell’autorità giudiziaria emittente;

c) indicazione dell’esistenza di una sentenza esecutiva, di un provvedimento cautelare o di qualsiasi altra decisione giudiziaria esecutiva che abbia la stessa forza e che rientri nel campo di applicazione degli articoli 7 e 8 della presente legge;

d) natura e qualificazione giuridica del reato;

e) descrizione delle circostanze della commissione del reato, compresi il momento, il luogo e il grado di partecipazione del ricercato;

f) pena inflitta, se vi è una sentenza definitiva, ovvero, negli altri casi, pena minima e massima stabilita dalla legge dello Stato di emissione;

g) per quanto possibile, le altre conseguenze del reato.

Si tratta di un aspetto molto importante del mandato arresto europeo dal momento che, in caso di assenza di queste informazioni, l’Autorità Giudiziaria Italiana sarà obbligata a richiederle direttamente, o anche tramite Ministero della Giustizia, allo Stato estero che ha richiesto l’applicazione del mandato di cattura internazionale, obbligando quindi detto Stato ad integrare la richiesta con queste informazioni, trattandosi di documentazione fondamentale prevista per legge, concedendo pertanto un termine massimo allo Stato estero per l’integrazione.

Nel caso in cui dette informazioni non siano integrate nei termini stabiliti, ai sensi del comma 6 dell’articolo 6 della legge 69 del 2005

“Se l’autorità’ giudiziaria dello Stato membro di emissione non dà corso alla richiesta del Ministro della giustizia, di cui al comma 5, la corte di appello respinge la richiesta”.

Articolo 6 comma 6 della legge 69 del 2005

2.3 – QUAL È LA PROCEDURA CHE DOVRÀ ESSERE SEGUITA IN ITALIA IN CASO DI RICHIESTA DI MANDATO ARRESTO EUROPEO ? 

Una volta valutati gli aspetti del tutto preliminari, inerenti i requisiti del mandato di arresto Europeo e la competenza a decidere in Italia sullo stesso, occorre necessariamente procedere a valutare la procedura che dovrà essere seguita dai Giudici Italiani in caso di mandato di arresto internazionale.

Innanzitutto, una volta iniziata la procedura, il presidente della Corte di Appello competente procede all’audizione della persona ricercata: tale audizione ha un carattere meramente informativo e serve per avvisare la persona del contenuto del mandato di arresto europeo, della procedura di esecuzione e della possibilità di acconsentire alla consegna. 

Durante l’audizione è sempre necessaria la presenza di un avvocato, il quale deve essere avvisato almeno 24 ore prima della data fissata per lo svolgimento dell’audizione. 

Si tratta di una fase molto delicata del mandato di arresto, ragione per cui è sempre opportuno farsi assistere già in detta fase da un esperto avvocato mandato arresto europeo.

Sta di fatto che, qualora la persona indagata o imputata presta il consenso, il presidente della Corte di Appello emetterà un’ordinanza che contiene l’ordine di esecuzione del mandato di arresto Europeo; nel caso in cui, invece, non venga prestato il consenso, il Presidente fisserà un’udienza all’esito della quale la Corte di Appello pronuncerà una sentenza con la quale si deciderà sull’esecuzione del mandato di arresto europeo.

3 – LA TERZA COSA CHE DEVI NECESSARIAMENTE SAPERE SUL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO (MAE).

Anche nel caso in cui l’Autorità Giudiziaria straniera abbia inviato regolarmente tutta la documentazione richiesta, così come prescritto dalla Legge, non sempre l’Autorità Giudiziaria Italiana sarà obbligata a dare esecuzione al mandato, prevedendo la Legge Italiana diverse ragioni per le quali l’Italia può rifiutare di dare esecuzione ad un mandato di cattura internazionale.

Occorre quindi necessariamente sapere:

3.1. Quali sono i casi in cui l’Italia può rifiutare di dare esecuzione al mandato arresto Europeo?

3.2. Cosa si può fare contro i provvedimenti emessi dalla Corte di Appello?

3.1 – QUALI SONO I CASI IN CUI L’ITALIA PUÒ RIFIUTARE DI DARE ESECUZIONE AL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO ?

Come abbiamo detto, non sempre i Giudici Italiani saranno obbligati a dare esecuzione al MAE dal momento che, oltre che nel caso di possibile violazione dei diritti umani, ci sono dei casi tassativamente previsti dalla Legge in cui è obbligatorio il rifiuto alla consegna da parte dell’Autorità Giudiziaria Italiana.

La legge Italiana (articolo 18 della legge n. 69 del 2005) elenca ben sedici motivi di <<RIFIUTO OBBLIGATORIO DELLA CONSEGNA>> in caso di richiesta di mandato arresto europeo.

Ecco quali sono: 

a) se vi sono motivi oggettivi per ritenere che il mandato d’arresto europeo è stato emesso al fine di perseguire penalmente o di punire una persona a causa del suo sesso, della sua razza, della sua religione, della sua origine etnica, della sua nazionalita’, della sua lingua, delle sue opinioni politiche o delle sue tendenze sessuali oppure che la posizione di tale persona possa risultare pregiudicata per uno di tali motivi; 

b) se il diritto e’ stato leso con il consenso di chi, secondo la legge italiana, può validamente disporne; 

c) se per la legge italiana il fatto costituisce esercizio di un diritto, adempimento di un dovere ovvero e’ stato determinato da caso fortuito o forza maggiore; 

d) se il fatto e’ manifestazione della libertà di associazione, della libertà di stampa o di altri mezzi di comunicazione; 

e) se la legislazione dello Stato membro di emissione non prevede i limiti massimi della carcerazione preventiva; 

f) se il mandato d’arresto europeo ha per oggetto un reato politico, fatte salve le esclusioni previste dall’articolo 11 della Convenzione internazionale per la repressione degli attentati terroristici mediante utilizzo di esplosivo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 15 dicembre 1997, resa esecutiva dalla legge 14 febbraio 2003, n. 34; dall’articolo 1 della Convenzione europea per la repressione del terrorismo, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1977, resa esecutiva dalla legge 26 novembre 1985, n. 719; dall’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1; 

g) se dagli atti risulta che la sentenza irrevocabile, oggetto del mandato d’arresto europeo, non sia la conseguenza di un processo equo condotto nel rispetto dei diritti minimi dell’accusato previsti dall’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà’ fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848, e dall’articolo 2 del protocollo n. 7 a detta Convenzione, adottato a Strasburgo il 22 novembre 1984, reso esecutivo dalla legge 9 aprile 1990, n. 98, statuente il diritto ad un doppio grado di giurisdizione in materia penale; 

h) se sussiste un serio pericolo che la persona ricercata venga sottoposta alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti; 

i) se la persona oggetto del mandato d’arresto europeo era minore di anni 14 al momento della commissione del reato, ovvero se la persona oggetto del mandato d’arresto europeo era minore di anni 18 quando il reato per cui si procede è punito con una pena inferiore nel massimo a nove anni, o quando la restrizione della libertà personale risulta incompatibile con i processi educativi in atto, o quando l’ordinamento dello Stato membro di emissione non prevede differenze di trattamento carcerario tra il minore di anni 18 e il soggetto maggiorenne o quando, effettuati i necessari accertamenti, il soggetto risulti comunque non imputabile o, infine, quando nell’ordinamento dello Stato membro di emissione non e’ previsto l’accertamento della effettiva capacità di intendere e di volere; 

l) se il reato contestato nel mandato d’arresto europeo e’ estinto per amnistia ai sensi della legge italiana, ove vi sia la giurisdizione dello Stato italiano sul fatto; 

m) se risulta che la persona ricercata e’ stata giudicata con sentenza irrevocabile per gli stessi fatti da uno degli Stati membri dell’Unione europea purché, in caso di condanna, la pena sia stata gia’ eseguita ovvero sia in corso di esecuzione, ovvero non possa più essere eseguita in forza delle leggi dello Stato membro che ha emesso la condanna; 

n) se i fatti per i quali il mandato d’arresto europeo è stato emesso potevano essere giudicati in Italia e si sia già verificata la prescrizione del reato o della pena; 

o) se e’ stata pronunciata, in Italia, sentenza di non luogo a procedere, salvo che sussistano i presupposti di cui all’articolo 434 del codice di procedura penale per la revoca della sentenza; 

p) se la persona richiesta in consegna e’ una donna incinta o madre di prole di età inferiore a tre anni con lei convivente, salvo che, trattandosi di mandato d’arresto europeo emesso nel corso di un procedimento, le esigenze cautelari poste a base del provvedimento restrittivo dell’autorità giudiziaria emittente risultino di eccezionale gravità; 

q) se il provvedimento cautelare in base al quale il mandato d’arresto europeo è stato emesso risulta mancante di motivazione; 

r) se la persona richiesta in consegna beneficia per la legge italiana di immunità che limitano l’esercizio o il proseguimento dell’azione penale; 

s) se la sentenza per la cui esecuzione è stata domandata la consegna contiene disposizioni contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano. 

Oltre a questi sedici casi, in cui è obbligatorio il rifiuto della consegna da parte dell’Autorità Giudiziaria, ci sono ulteriori tre casi, tassativamente previsti dall’articolo 18 bis della legge 69 del 2005, in cui è disposto un <<RIFIUTO FACOLTATIVO DELLA CONSEGNA>>; vediamo quali sono:

1. La corte di appello può’ rifiutare la consegna nei seguenti casi: 

a) se, per lo stesso fatto che è alla base del mandato d’arresto europeo, nei confronti della persona ricercata, e’ in corso un procedimento penale in Italia, esclusa l’ipotesi in cui il mandato d’arresto europeo concerne l’esecuzione di una sentenza definitiva di condanna emessa in uno Stato membro dell’Unione europea; 

b) se il mandato d’arresto europeo riguarda reati che dalla legge italiana sono considerati reati commessi in tutto o in parte nel suo territorio, o in luogo assimilato al suo territorio; ovvero reati che sono stati commessi al di fuori del territorio dello Stato membro di emissione, se la legge italiana non consente l’azione penale per gli stessi reati commessi al di fuori del suo territorio; 

c) se il mandato d’arresto europeo è stato emesso ai fini della esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale, qualora la persona ricercata sia cittadino italiano o cittadino di altro Stato membro dell’Unione europea, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano, sempre che la corte di appello disponga che tale pena o misura di sicurezza sia eseguita in Italia conformemente al suo diritto interno.

In questo caso è attribuita alla Corte di Appello la facoltà di rifiutare la consegna sulla base del mandato di cattura internazionale, dovendo tuttavia la valutazione della Corte essere effettuata in ragione delle esigenze del singolo caso specifico.Devi sapere in ogni caso che, anche nel caso in cui la Corte di Appello dovesse decidere di dare esecuzione al mandato arresto europeo c’è comunque la possibilità di appellare il provvedimento.

3.2 – COSA SI PUÒ FARE CONTRO I PROVVEDIMENTI EMESSI DALLA CORTE DI APPELLO ?

Contro i provvedimenti che decidono sull’esecuzione del mandato di arresto è possibile proporre ricorso per Cassazione, con effetto sospensivo della sentenza di consegna ma non della misura cautelare che resta in atto. 

Devi sapere che nel caso del mandato di arresto Europeo, così come nei casi di estradizione, il ricorso può essere fondato anche su motivi di merito; in tal caso la Corte di Cassazione potrà anche verificare l’esistenza dei presupposti che legittimano la decisione favorevole all’esecuzione. 

In questo caso, proprio in materia di mandato di arresto europeo giurisprudenza prevalente ritiene che lo stesso possa essere addirittura rifiutato anche in caso di stabile radicamento dello straniero in Italia, essendo quindi onere della parte quello di produrre in giudizio le necessarie prove documentali (mandato arresto europeo 2018 Cassazione n. 49992).

Per l’impugnazione, vista la particolare complessità della materia, è sicuramente sempre consigliabile l’assistenza di un esperto avvocato mandato arresto europeo.

Nel caso in cui anche la decisione della Corte di Cassazione dovesse essere favorevole all’esecuzione del mandato di arresto, la persona ricercata dovrà essere trasferita nello Stato di emissione entro dieci giorni da quando la decisione è divenuta irrevocabile.

Ultima valutazione dovrà infine essere fatta in merito alla procedura di esecuzione attiva del mandato di arresto europeo, ovvero in merito alla procedura che deve essere seguita in caso di mandato di cattura Italiano, quindi nel caso in cui è l’autorità giudiziaria italiana che chiede ad uno Stato membro dell’Unione Europea la consegna di una persona ricercata.

CHI PUÒ EMETTERE IN ITALIA IL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO ?

In Italia il mandato di arresto europeo può essere emesso:

--> dal giudice che procede, se si tratta di esecuzione di una  misura cautelare custodiale;

--> dal pubblico ministero presso il giudice dell’esecuzione che ha emesso l’ordine di esecuzione della pena detentiva o della misura di sicurezza.

Il Ministro della Giustizia italiano, in tale fase, svolge compiti amministrativi quale quello di tradurre il mandato di arresto europeo nella lingua dello Stato membro di esecuzione e di provvedere al relativo invio.

Poiché il mandato di arresto europeo non è autonomo, ma dipende dal provvedimento nazionale,  esso perde efficacia allorché la misura limitativa della libertà personale viene revocata o diventa inefficace, in base alle regole processuali italiane.

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Come avrai potuto comprendere, quella del mandato arresto europeo, al pari dell’estradizione, è una materia particolarmente complessa, delicata, che richiede particolari e specifiche competenze professionali che non tutti gli avvocati posseggono.

In caso di mandato di arresto europeo è pertanto sempre consigliabile affidarsi ad un competente Avvocato mandato arresto europeo, specializzato in materia, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.

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Avv. Bernardo Brancaccio

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