31-12-2019

Con la decisione del 19 dicembre 2019, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che la coltivazione domestica di cannabis non è reato quando ricorrono determinati presupposti. Quali sono questi presupposti ?

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Coltivazione Domestica di Cannabis: Quando non è reato ?

Con la nota decisione in tema di Coltivazione Domestica di Cannabis, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (quindi il massimo Giudice in Italia dopo la Corte Costituzionale), con una sentenza storica, ha definito i confini del reato di coltivazione domestica di Cannabis. Avvocato Coltivazione Domestica Cannabis ti spiega quando sussiste oppure no il reato previsto dal Testo Unico Sugli Stupefacenti (DPR 309 del 1990).

Coltivazione Domestica Cannabis

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IL CASO TRATTATO DALLA CORTE DI CASSAZIONE

Il Sig. C. G. era stato condannato, oltre che per aver ceduto uno spinello ad un minorenne, anche per aver coltivato due piante di marijuana.

La Corte di appello aveva ritenuto offensiva la condotta di coltivazione delle due piante di marijuana (l’una alta un metro e con diciotto rami, l’altra, alta 1,15 mt., con venti rami) in considerazione della loro avanzata fase di crescita.

I Giudici del merito condannavano l’imputato anche per la coltivazione domestica di cannabis.

A tal fine la sentenza di condanna citava il principio di diritto secondo il quale 

«ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, l’offensività della condotta non è esclusa dal mancato compimento del processo di maturazione dei vegetali, neppure quando risulti l’assenza di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, se gli arbusti sono prevedibilmente in grado di rendere, all’esito di un fisiologico sviluppo, quantità significative di prodotto dotato di effetti droganti, in quanto il “coltivare” è attività che si riferisce all’intero ciclo evolutivo dell’organismo biologico»

(Sez. 6, n. 10931 del 01/02/2017, Rv. 270495). 

Quindi Secondo i Giudici della Corte di Appello, la pianta avrebbe comunque prodotto capace di generare l’effetto stupefacente e, dunque, l’imputato andava condannato.

QUALI ERANO I PRECEDENTI DELLA CORTE DI CASSAZIONE ?

Su tale aspetto i Giudice della Corte di Cassazione avevano precedentemente intrapreso due strade diverse.

In sintesi, secondo un primo indirizzo, ai fini della configurabilità del reato di coltivazione di piante stupefacenti, non è sufficiente la mera coltivazione di una pianta conforme al tipo botanico vietato che, per maturazione, abbia raggiunto la soglia minima di capacità drogante, ma è altresì necessario verificare se tale attività sia concretamente idonea a ledere la salute pubblica ed a favorire la circolazione della droga alimentandone il mercato (Sez. 3, n. 36037 del 22/02/2017, Compagnini, Rv. 271805; Sez. 6, n. 8058 del 17/02/2016, Pasta, Rv. 266168; Sez. 6, n. 5254 del 10/11/2015, Pezzato, Rv. 265641; Sez. 6, n. 33835 del 08/04/2014, Piredda, Rv. 260170). 

Secondo un diverso orientamento, ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, l’offensività della condotta consiste nella sua idoneità a produrre la sostanza per il consumo, sicché non rileva la quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, ma la conformità della pianta al tipo botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre la sostanza stupefacente, nell’obiettivo di scongiurare il rischio di diffusione futura della sostanza stupefacente (Sez. 6, n. 35654 del 28/04/2017, Nerini, Rv. 270544; Sez. 53337 del 23/11/2016, Trabanelli, Rv. 268695; Sez. 6, n. 52547 del 22/11/2016, Losi, Rv. 268938; Sez. 6, n. 25057 del 10/05/2016, Iaffaldano, Rv. 266974; Sez. 3, n. 23881 del 23/02/2016, Damioli, Rv. 267382). 

L’ORDINANZA DI RIMESSIONE

Nel caso del Sig. C. G. la Corte di Cassazione Sezione Terza Sezione Penale, con l’ordinanza n. 35436 del 2019 del giorno 11.06.2019 ha ritenuto di dover investire le Sezioni Unite per la rilevanza della questione in gioco e per il contrasto che si era generato in difformi decisioni intervenute in precedenza.

Il quesito di diritto chiesto alle Sezioni Unite era il seguente:

«se, ai fini della configurabilità del reato di coltivazione di piante stupefacenti, è sufficiente che la pianta sia idonea, per grado di maturazione, a produrre sostanza per il consumo, non rilevando la quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, ovvero se è necessario verificare anche che l’attività sia concretamente idonea a ledere la salute pubblica ed a favorire la circolazione della droga alimentandone il mercato». 

COSA HA DECISO LA CORTE DI CASSAZIONE A SEZIONI UNITE ?

Rispondendo al quesito di diritto formulato dalla Corte di Cassazione Sezione Terza Penale, le Sezioni Unite hanno stabilito che: 

<<Il reato di coltivazione di stupefacenti è configurabile indipendentemente dalla quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, essendo sufficienti la conformità della pianta al tipo botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente. 

Devono però ritenersi escluse, in quanto non riconducibili all’ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore>>

LA COLTIVAZIONE DOMESTICA DI CANNABIS E’ REATO ?

Secondo la Corte di Cassazione a Sezioni Unite sì, rappresenta un reato, ogni qual volta la pianta, in qualsiasi stato si trovi, abbia l’attitudine a produrre sostanza stupefacente.

Diversamente, non configurano il reato di coltivazione di cannabis quando questa sia svolta 

  • in forma domestica;
  • con tecniche rudimentali;
  • siano utilizzate scarso numero di piante;
  • il quantitativo di sostanza ricavabile sia modesto;
  • e la sostanza sia destinata esclusivamente all’uso personale e non vada ad incrementare il mercato illecito del traffico di sostanze stupefacenti.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE A CUI VADO INCONTRO SE COLTIVO CANNABIS ?

Fai Attenzione !!!

Con questa sentenza la coltivazione domestica di cannabis non diventa legale. 

Ma, se ricorrono le circostanze che ti ho indicato, non si va sotto processo penale e non potrai essere condannato.

Infatti, la sentenza della Corte di Cassazione esclude solo la rilevanza penale della condotta di coltivazione domestica di Cannabis.

Andrai incontro, molto probabilmente, alle sanzioni amministrative destinate ai soggetti assuntori di sostanze stupefacenti e previste dall’articolo 75 del Testo Unico sugli Stupefacenti il quale prevede, tra l’altro, che:

1. ((Chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope e’ sottoposto, per un periodo da due mesi a un anno, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I e III previste dall’articolo 14, e per un periodo da uno a tre mesi, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle II e IV previste dallo stesso articolo, a una o piu’ delle seguenti sanzioni amministrative:)) 

a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneita’ alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni ;

b) sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla; 

c) sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli; 

d) sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario.

L’interessato, inoltre, ricorrendone i presupposti, e’ invitato a seguire il programma terapeutico e socio-riabilitativo.

SEI SOTTO PROCESSO PER COLTIVAZIONE DI CANNABIS, COSA DEVI FARE ? 

Se la tua coltivazione è domestica, rudimentale, produrrà poca sostanza stupefacente ed è comunque destinata al consumo personale, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 19.12.2019, dovrai essere assolto dall’accusa di coltivazione di cannabis.

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