31-08-2019

Il consenso all’estradizione nelle Filippine reso dall’estradando, a causa di un’interpretazione qualitativamente insufficiente circa la procedura estradizionale, determina un vizio del consenso che può essere revocato, ai sensi dell’art. 205 bis disp. att. c.p.p., per ignoranza delle circostanze di fatto rilevanti per la determinazione del consenso.

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Estradizione nelle Filippine per omicidio: Accolta l’istanza dei difensori del nostro Studio Legale Avvocati

La Corte d’Appello di Roma, quarta sezione penale, in accoglimento dell’istanza presentata da avvocato per estradizione Filippine dello Studio Legale Avvocato Penalista H24, revocava la dichiarazione di consenso all’estradizione nelle Filippine resa da C. R. e disponeva la riapertura del procedimento giurisdizionale di estradizione (leggi la decisione qui).

Successivamente, grazie alla nostra assistenza difensiva, l’uomo veniva scarcerato ed emessa una sentenza sfavorevole all’estradizione nonostante l’uomo fosse stato accusato di omicidio volontario (leggi qui la decisione favorevole ottenuta dal nostro studio legale).

Il caso del nostro assistito

C. R. difeso dal nostro Studio Legale era colpito da mandato di arresto internazionale ai fini estradizionali emesso dalla Corte Regionale di L., B. (Filippine), perché accusato del  reato di omicidio commesso in data 21.7.2018 in B. P. (Filippine) di un noto uomo di affari, O. M., col quale si era indebitato per l’apertura di una stazione di benzina (vedi il video qui o leggi la notizia qui).

L’estradando era stato arrestato in data 27.4.2019 dalla Polizia di Stato Italiana e all’udienza di convalida dell’arresto, in data 2.5.2019, il C. esprimeva il consenso all’esecuzione dell’estradizione nelle Filippine, concludendo così la procedura estradizionale senza passare per il vaglio giurisdizionale della Corte di Appello.

Successivamente all’udienza di convalida dell’arresto, il team di Avvocato Penalista H24 (avvocato per estradizione filippine) ricevevano l’incarico difensivo.

Con l’assistenza legale offerta da un avvocato per estradizione Filippine, il C. comprendeva per la prima volta le conseguenze del consenso prestato all’udienza di convalida dell’arresto.

In tale udienza, come ampiamente argomentato nell’istanza di revoca del consenso,  al C. veniva offerta l’assistenza di un interprete di lingua inglese – lingua che l’estradando aveva dichiarato di non conoscere – invece che quella di un interprete madrelingue filippina.

Tale scelta per l’interprete di lingua inglese, sebbene formalmente corretta, nella sostanza aveva pregiudicato la comprensione della procedura estradizionale ed aveva falsato la rappresentazione della realtà.

Come è stato risolto il caso ?

L’assistenza legale prestata dagli avvocati del team AvvocatoPenalistaH24.it ha permesso di mettere in luce quanto realmente era stato compreso dal C. ossia che indipendentemente dal consenso prestato, entro 45 gg sarebbe stata comunque disposta l’estradizione dello stesso nelle Filippine; per tale ragione il C.  aveva valutato inutile prestare il rifiuto all’estradizione dal momento che la stessa si sarebbe verificata in ogni caso.

Pertanto, nell’istanza gli avvocati dello Studio Avvocato Penalista H24 (avvocato per estradizione Filippine), eccepivano il vizio di volontà relativo al consenso prestato poiché lo stesso era fondato su una falsa rappresentazione della realtà da cui scaturiva la violazione del principio di equità.

Infatti, come evidenziato nell’istanza difensiva, ai sensi dell’art. 2 comma 5 della Direttiva 2010/64/UE sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali “Gli Stati membri assicurano che, secondo le procedure della legislazione nazionale, gli indagati o gli imputati abbiano il diritto ad impugnare una decisione che dichiara superflua l’interpretazione e, nel caso in cui l’interpretazione sia stata fornita, abbiano la possibilità di contestare la qualità dell’interpretazione in quanto insufficiente a tutelare l’equità del procedimento”.

La violazione del principio di equità non deriva tanto dalla nomina di un interprete di lingua inglese, avendo il C. dichiarato di comprendere la lingua inglese, ma dalla nomina di un interprete di lingua inglese benché vi fossero, all’interno degli elenchi degli interpreti del Tribunale di Roma, diversi interpreti di madrelingua filippina.

Perché il caso è stato riaperto ?

Nel caso di C. R., sebbene costui abbia compreso le accuse prospettategli dall’autorità Giudiziaria Filippina, non aveva parimente compreso le reali dinamiche della procedura estradizionale Italiana e le garanzie riconosciute dall’Ordinamento Italiano.

Proprio sulla base di una falsa rappresentazione della realtà il C. aveva accettato l’estradizione nelle Filippine, rinunciando così alle garanzie offerte dallo Stato Italiano, sottoponendo la scelta estradizionale esclusivamente al vaglio del Ministro della Giustizia e rinunciando, altresì, al suo diritto a non essere estradato in uno Stato, quale quello delle Filippine, che ancora oggi viola i diritti umani.

La possible violazione dei diritti umani in caso di estradizione

Gli avvocati del team Avvocato Penalista H24 (avvocato per estradizione Filippine), notiziavano C. R.  in merito al quadro critico ed allarmante delle condizioni di prigionia dei detenuti nelle Filippine, del quale l’estradando, incensurato e privo di carichi pendenti, non era a conoscenza.

Nella istanza analiticamente redatta dai difensori del C. venivano, quindi, riportati anche documenti e studi elaborati da organizzazioni non governative  a tutela dei diritti umani (ONU, Amnestay Internetional) che denunciano la violazione dei diritti umani da parte degli istituti detentivi delle Filippine.

Gli avvocati del C. (Avv. Vincenzo Ezio Esposito, Avv. Ismaele Brancaccio e Avv. Mario Capuano), alla luce anche di tali criticità, presentavano anche istanza di rigetto della domanda estradizionale presentata dallo Stato delle Filippine, atteso che nel predetto Stato il C. potrebbe essere sottoposto ad una detenzione che viola i diritti umani.

La domanda veniva accolta ed il nostro assistito veniva scarcerato !

La Corte d’Appello di Roma, sulla base dell’istanza articolata  dagli esperti avvocati estradizione Filippine, ha accolto le doglianze avanzate: in primis, ha revocato il consenso prestato dall’estradando ritenuto viziato; in secundis, ha sollecitato il Ministero della Giustizia a richiedere alle autorità amministrative filippine tutte le informazioni sull’eventuale stato di detenzione di C. R., necessarie a scongiurare il pericolo di sottoposizione a trattamenti inumani e degradanti.

Lo Studio Legale Avvocato Penalista H24, grazie alla esperienza di specializzato avvocato per estradizione Filippine, è riuscito ad ottenere la revoca del consenso all’estradizione già prestato dall’estradando, a scongiurare la violazione del principio di equità del procedimento e a salvaguardare le garanzie offerte dall’ordinamento Italiano all’estradando.

Perché contattare un esperto avvocato per estradizione ?

Come emerge dal caso di C. R., l’estradizione attiva o passiva è scandita da una procedura molto complessa che coinvolge più di uno Stato e che tocca diverse discipline dalla procedura penale alla salvaguardia dei diritti umani; in ragione di ciò è necessario richiedere l’assistenza di un esperto avvocato per l’estradizione nelle Filippine che intervenga perché siano assicurate tutte le garanzie previste e prescritte dalla legge.

Se vuoi ricevere consulenza o assistenza legale in materia di estradizione, puoi rivolgerti ad Avvocato Penalista H24, scrivendo a info@avvocatopenalistah24.it  che vanta nel suo team un competente avvocato per estradizione Filippine.

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