26-05-2019

Riabilitazione Penale: come e quando richiederla ?

La riabilitazione non è atto di clemenza ma di giustizia: il condannato che si trovi nelle condizioni previste dalla legge (artt. 178 e ss. cp.) ha un vero e proprio diritto alla riabilitazione.

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Riabilitazione Penale: come e quando richiederla ?

Se hai ricevuto una condanna penale e  vuoi ripulire il tuo casellario giudiziale, puoi rivolgerti ad Avvocato Penalista H24, scrivendo a [email protected], che  vanta nel suo studio legale un competente avvocato riabilitazione condanna penale.

In cosa consiste la riabilitazione della condanna penale?

La riabilitazione, disciplinata all’art. 178 codice penale, è un istituto attraverso il quale il condannato riacquista la capacità di esercitare quei diritti e quei doveri ai quali aveva dovuto rinunciare a causa della sentenza di condanna.

La riabilitazione è un vero e proprio diritto del condannato che deve, quindi, essere riabilitato in presenza dei presupposti previsti dalla legge.

La funzione della riabilitazione è allo stesso tempo premiale e social-preventiva e può trovare applicazione con riguardo a tutte le condanne, comprese quelle a pena condizionalmente sospesa.

Quali sono le condizioni per la riabilitazione?

L’art. 179 c.p. detta i presupposti di legge affinché un soggetto possa essere riabilitato.

Le condizioni della riabilitazione sono:

  • IL PASSAGGIO DEL TEMPO. Devono essere decorsi almeno tre anni dall’esecuzione o dall’estinzione della pena principale; tale termine è di almeno otto anni nel caso in cui il colpevole sia recidivo, dieci se delinquente abituale, professionale o per tendenza;
  • LA BUONA CONDOTTA. Il condannato deve aver tenuto una buona condotta per tutto il periodo indicato. L’esito di questo periodo legale di prova deve far emergere il ravvedimento del condannato, sia processualmente che storicamente, e si manifesta non soltanto tramite l’astensione da azioni criminose, ma anche attraverso il mancato compimento di condotte antisociali e sintomatiche di pericolosità;
  • LA NON SOTTOPOSIZIONE A MISURE DI SICUREZZA. Il condannatonon deve essere stato sottoposto o devono essere state revocate le misure di sicurezza, ad eccezione della confisca e dell’espulsione dello straniero dallo Stato;
  • L’ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI CIVILI. Il condannato deve aver eseguito le obbligazioni civili nascenti dal reato, a meno che dimostri di essersi trovato nell’impossibilità materiale di adempiere. La prova dell’incapacità di poter rispettare gli oneri impartiti è posta a carico dell’interessato e deve essere valutata discrezionalmente dall’autorità giudiziaria caso per caso.

Il passaggio del Tempo. Cosa va considerato ?

La riabilitazione è conceduta quando siano decorsi almeno tre anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o siasi in altro modo estinta, e il condannato  abbia  dato  prove  effettive e costanti di buona condotta. 

Il termine e’ di almeno otto anni se si  tratta  di  recidivi,  nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99 del codice penale. 

Il termine è di dieci anni se si tratta di  delinquenti  abituali, professionali o per tendenza e decorre dal giorno in  cui  sia  stato revocato l’ordine di assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro.

Poiché ai fini della decorrenza del termine per ottenere la riabilitazione, si fa riferimento, oltre all’avvenuta esecuzione della pena, anche alla sua eventuale estinzione per altra causa, quale può essere quella prodotta dalla sospensione condizionale della pena, anche la condanna con pena sospesa consente di beneficiare della riabilitazione.

Come faccio a dimostrare la buona condotta ?

È possibile dimostrare la buona condotta allegando per esempio:

  • attestazioni comprovanti la spontanea partecipazione ad attività socialmente utili o realizzazione di iniziative benefiche;
  • attestazioni comprovanti un particolare impegno posto nelle attività personali (lavoro, studio, famiglia);
  • quant’altro ritenuto idoneo.

Giova rappresentare che la prova costante ed effettiva di buona condotta, necessaria per la concessione della riabilitazione, implica una valutazione della personalità sulla base non già della mera astensione dal compimento di fatti criminosi, ma di fatti e comportamenti sintomatici di un effettivo e costante rispetto delle regole della convivenza sociale, quale espressione del recupero dell’interessato ad un corretto modello di vita (Sez. 6, n. 5164 del 16/01/2014, Marigliano, Rv. 258572).

Inoltre, mette conto sottolineare che ai fini della valutazione della buona condotta, necessaria per la concessione della riabilitazione, non rilevano in negativo meri incontri sporadici ed occasionali con persone gravate da precedenti o pregiudizi penali, ma soltanto frequentazioni che, per la non sporadicità e significatività, escludano la rescissione del condannato da logiche e modelli illegali” (cfr. Cass. Sez. V n. 39499_2018 art. 178, 179 CP).

Quali sono le obbligazioni civili ?

Secondo la Suprema Corte di cassazione (cfr., fra le altre, Sez. 1, n. 1844 del 09/12/2008, dep. 2009, Cucurachi, Rv. 242724), così come desumibile dal disposto dell’art. 179 cod. pen., tra le obbligazioni civili derivanti da reato, che il condannato deve soddisfare per ottenere la riabilitazione, va compresa anche quella del pagamento delle spese processuali e non solo il risarcimento del danno alle parti civili.

Inoltre, l’adempimento dell’obbligazione risarcitoria o comunque l’attivarsi del condannato al fine di eliminare tutte le conseguenze di ordine civile derivanti dal reato integra condizione imprescindibile per la riabilitazione, anche quando sia mancata nel processo la costituzione di parte civile e non vi sia stata alcuna pronuncia in ordine alle obbligazioni civili conseguenti al reato (v. anche Sez. 1, n. 49446 del 07/11/2014, Zurita Martinez, Rv. 261276).

Come dimostro di aver risarcito la persona offesa ?

È possibile dimostrare l’avvenuto risarcimento del danno allegando una dichiarazione autentica della persona offesa o degli eredi di aver ricevuto il risarcimento e di ritenersi soddisfatta, accompagnata da copia di un loro documento di identità.

Come mi comporto se non si trovano le persone offese ?

Nel caso non esistano o non si trovino le parti offese, allegare la documentazione dei tentativi effettuati per rintracciarle e, con un’integrazione dell’istanza, proporre al magistrato di sorveglianza un’attività riparatoria, per esempio versamenti a associazioni che curano gli interessi di vittime di reati analoghi a quello commesso, e chiedere l’autorizzazione a compierla, allegando poi la relativa documentazione.

Se non posso adempiere al risarcimento, cosa faccio ?

Se non si versa nelle condizioni di poter risarcire le persone offese o gli eredi, si può allegare documentazione comprovante le condizioni personali ed economiche disagevoli che impediscono, anche parzialmente, il risarcimento o l’attività riparatoria (modello “Cud” di dichiarazione dei redditi, certificato di disoccupazione o di mobilità, libretto del lavoro, certificati sanitari, ecc ).

Quali effetti produce la riabilitazione sul casellario giudiziale?

Per quanto concerne il casellario giudiziale rilasciato all’interessato o richiesto da una pubblica amministrazione o da un gestore di pubblico servizio, la condanna a seguito della riabilitazione non sarà più iscritta ed il casellario risulterà ‘NULLO’.

Invece, nel certificato richiesto dagli uffici che esercitano la giurisdizione penale e dagli uffici del pubblico ministero, i provvedimenti giudiziali concernenti la riabilitazione (ossia i provvedimenti che la concedono e quelli che, eventualmente, la revochino) sono annotati nel certificato del casellario giudiziale, accanto alla sentenza di condanna cui si riferiscono.

Quindi, la riabilitazione non fa tornare del tutto nullo il casellario giudiziale penale, ma alla annotazione della condanna aggiunge la specificazione che è intervenuta riabilitazione.

Il certificato risulterà nullo solo a richiesta del privato.

Come e a chi va proposta l’istanza di riabilitazione?

Il procedimento di riabilitazione assume i caratteri del procedimento di esecuzione e si conclude sempre con ordinanza, salvi i casi di inammissibilità pronunciata con decreto.

Per dare impulso alla riabilitazione occorre presentare un’istanza, nella quale sono indicati gli elementi dai quali può desumersi la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 179 cod. pen..

All’istanza  per la riabilitazione occorre allegare tutta la documentazione dalla quale risulta la sussistenza delle condizioni richieste dalla legge (casellario penale o visura).

Pertanto, occorre dar prova di aver pagato le obbligazioni civili, intese sia le spese processuali (spese di giustizia) sia le spese dovute al risarcimento delle vittime e dei danneggiati.

A quale Giudice va presentata ?

L’istanza di riabilitazione va presentata dinanzi al Tribunale di Sorveglianza del luogo in cui l’interessato ha la residenza o il domicilio.

Se non trova applicazione tale criterio, sarà competente il Tribunale del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna (se più di una, quella diventata irrevocabile per ultima).

Per la redazione dell’istanza è opportuno affidarsi ad un esperto avvocato riabilitazione condanna penale per le ragioni che di seguito saranno indicate.

Quando la riabilitazione non può essere concessa ?

La riabilitazione NON può essere conceduta quando il condannato: 

sia stato sottoposto a misura di sicurezza, tranne che si tratti di espulsione dello straniero dallo Stato ovvero di  confisca,  e  il provvedimento non sia stato revocato; 

non abbia adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal  reato, salvo che dimostri di trovarsi nella impossibilita’ di adempierle.

La riabilitazione penale può essere revocata?

Sì.

La riabilitazione penale è revocata di diritto se il riabilitato commette entro cinque anni un delitto non colposo per il quale sia inflitta la pena della reclusione per un tempo non inferiore a tre anni o un’altra pena più grave.

Perché rivolgersi ad un esperto avvocato riabilitazione condanna penale?

Poiché la redazione dell’istanza di riabilitazione è alquanto complessa, attesa anche la necessità di verificare la sussistenza di tutti i presupposti richiesti dalla legge e di allegare tutta la documentazione relativa, occorre farsi assistere da un esperto avvocato riabilitazione condanna penale che sappia come ripulire la fedina penale.

Se vuoi cancellare una condanna penale dal casellario giudiziale ed estinguere tutti i suoi effetti accessori puoi chiedere la riabilitazione penale rivolgendoti al team Avvocato Penalista H24 che vanta nel suo studio legale un esperto avvocato riabilitazione condanna penale che saprà fornirti l’assistenza legale che fa al tuo caso.

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