Pensi di aver subito un torto dallo Stato Italiano e non sai come fare per difenderti ? Fai Ricorso Corte Europea diritti Uomo.

Sei stato ingiustamente condannato in un processo in Italia e vuoi sapere come fare per ottenere finalmente giustizia?

Credi di essere vittima della giustizia italiana ? Non preoccuparti. Nel caso in cui tu abbia subito una violazione dei tuoi diritti fondamentali in Italia puoi fare ricorso alla Corte Europea dei diritti dellUomo per ottenere la giustizia che meriti.

Se pensi di aver subito una grave violazione dei tuoi diritti e vuoi ricevere assistenza o consulenza legale per capire se è possibile fare ricorso alla Corte Europea, puoi rivolgerti ad Avvocato Penalista H24. Ti affiancheremo un esperto avvocato specializzato per ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo e con specifica competenza nell’ambito del diritto Europeo ed internazionale.

Subire una grave violazione dei propri diritti o delle libertà fondamentali è un atto gravissimo ed è spesso causa di ansie, senso di impotenza e frustrazione di fronte alla decisione ingiusta di un Tribunale. Una decisione che in alcun modo rispecchia la realtà, e che lede profondamente i tuoi diritti, l’immagine ed il decoro di una persona.

In questo articolo cercherò di spiegarti quanto più dettagliatamente e semplice possibile cosa fare in caso di violazione dei tuoi diritti o libertà fondamentali in un processo, e come ci si può rivolgere alla Corte Europea dei diritti umani per ottenere giustizia. 

Avvocato Vincenzo Ezio Esposito specializzato nei Ricorsi Alla Corte Europea

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Prima di cominciare, nel caso tu stia valutando un ricorso alla CEDU, devi sapere che ci sono tre aspetti fondamentali che devi assolutamente tenere sempre in considerazione, perché potranno esserti molto utili per poter affrontare nel migliore dei modi la tua difesa.

1] Gli aspetti basilari del ricorso CEDU

Il ricorso CEDU è una procedura complessa, per cui ti sarà molto utile apprendere le informazioni di base, che ti elenco di seguito:

1.1. Quando può essere fatto ricorso alla Corte Europea ?

1.2. Cos’è la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e cosa prevede ?

1.3. Chi può fare ricorso alla Corte Europea ?  

1.4. Cosa si intende per violazione dei diritti e delle libertà fondamentali ? 

1.1. QUANDO PUÒ ESSERE FATTO RICORSO ALLA CORTE EUROPEA? 

Come abbiamo precedentemente anticipato, la CEDU è un tribunale internazionale con sede a Strasburgo, con specifica competenza in materia di violazioni dei diritti o delle libertà fondamentali dell’Uomo.

I diritti fondamentali ed il regolamento del funzionamento della Corte Europea, comprese le modalità di ricorso Corte Europea diritti uomo, sono stabiliti all’interno della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, trattato internazionale di fondamentale importanza, attraverso il quale si è inteso tutelare a livello Europeo i diritti e le libertà fondamentali della persona. 

Questo trattato ha un enorme valore, e ad oggi, tutti i 47 paesi che formano il Consiglio d’Europa hanno ratificato la convenzione Europea, essendo anche 28 degli Stati firmatari membri dell’Unione Europea (UE), mostrando quindi detto aspetto una totale adesione UE alla CEDU ed ai valori della Convenzione.

L’aspetto principale da considerare è la tempistica. Per presentare il ricorso, è necessario che siano stati esauriti tutti i gradi di giudizio in Italia e che, come indicato nell’articolo 35 CEDU, il ricorso non possa essere presentato oltre il termine di sei mesi dalla data della decisione interna definitiva.

CEDU TESTO ARTICOLO 35 

“La Corte non può essere adita se non dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne, come inteso secondo i principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti ed entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva”.

Articolo 35 CEDU – Ricorso CEDU termini

Quindi riassumendo, sulla base delle norme CEDU, la violazione del diritto e delle libertà fondamentali potrà essere sottoposta al Tribunale per i diritti umani soltanto quando:

1) siano stati esperiti tutti i gradi di giudizio in Italia

2) non siano trascorsi sei mesi dalla sentenza definitiva in Italia.

Prima ti ho parlato della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo che racchiude le diverse violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali che è possibile portare innanzi alla Corte Europea dei diritti. Ma cosa racchiude?

1.2. COS’È LA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO E COSA PREVEDE ?

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU PDF) è un trattato internazionale sottoscritto a Roma il 4 novembre 1950 dai paesi appartenenti al Consiglio d’Europa, con oggetto “la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”.  La CEDU mira a garantire il riconoscimento e l’applicazione di alcuni dei diritti e libertà fondamentali a livello Europeo.

La Convenzione, che istituisce la Corte Europea e ne regola il funzionamento, contiene un catalogo di diritti e libertà che gli Stati hanno assunto l’obbligo di rispettare e la cui violazione può essere fatta valere innanzi alla Corte internazionale dei diritti umani.

Ci sono vari diritti che lo Stato Italiano, per aver aderito alla CEDU UE, è tenuto a rispettare e non possono in alcun modo essere violati: i più importanti sono:

–> articolo 2 CEDU   – Che tutela il  diritto alla vita  della persona;

–> articolo 3 CEDU – Il divieto della Tortura e dei Trattamenti Inumani e Degradanti (leggi l’articolo completo su Diritti dei Detenuti, Divieto di Tortura);

–> articolo 5 CEDU – Diritto alla libertà ed alla sicurezza della persona;

–> articolo 6 CEDU – Diritto ad un Equo e Giusto Processo (leggi l’articolo completo sulla violazione del giusto processo – 6 CEDU);

–> articolo 7 CEDU – Principio del “Nessuna Pena Senza Legge” (leggi l’articolo  completo su Quando fare Ricorso alla CEDU);

–> articolo 8 CEDU – Diritto al Rispetto della vita Privata e Familiare;

–> articolo 9 CEDU  – Diritto alla libertà di pensiero, di coscienza  e di religione;

–> articolo 10 CEDU – Libertà di Espressione (leggi l’articolo  completo su quando sussiste la violazione CEDU).

–> articolo 14 CEDU – Divieto di discriminazione, che garantisce che i diritti e le libertà fondamentali  “Devono essere assicurate senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione”.

Questi sopra elencati sono solo alcuni dei motivi di ricorso CEDU più ricorrenti, ma ce ne sono numerosi altri, oltre quelli del protocollo addizionale CEDU, la cui violazione può essere fatta valere innanzi alla Corte Europea dei diritti dell Uomo.

Proprio in merito ai protocolli addizionali previsti dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, devi sapere che vanno a regolare aspetti molto importanti del funzionamento della Corte Europea e possono essere sempre fatti valere innanzi alla Corte dei diritti Europei.

Tra i principali protocolli ci sono:

–> Protocollo 11 CEDU – Attraverso il quale si è avuto come obiettivo quello di razionalizzare il meccanismo di applicazione dei diritti e delle libertà fondamentali garantiti dalla Convenzione Europea;

–> Protocollo 14 CEDU – Che ha modificato in maniera significativa l’accesso alla tutela della Corte Europea, cercando di renderne più efficace il funzionamento in considerazione dell’altissimo numero di ricorsi ricevuti ogni anno dalla CEDU sede di Strasburgo;

–> Protocollo 16 CEDU – Attraverso il quale si è estesa la competenza della Corte Europea per i diritti umani anche in materia di emissione di pareri consultivi da parte dei diversi Stati.

 1.3. CHI PUÒ RICORRERE ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO ?

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo prevede che la Corte Europea dei diritti dell Uomo possa decidere su due tipi di ricorsi:

1) i ricorsi interstatali: ogni Stato contraente può adire unilateralmente la Corte Europea al fine di accertare una inosservanza della Convenzione e dei protocolli commessa da un altro Stato membro. Le condizioni stabilite per proporre ricorso sono che entrambi gli Stati – ricorrente e convenuto – siano parti della Convenzione e che lo Stato ricorrente dimostri una violazione della convenzione o dei protocolli da parte del secondo Stato. ( CEDU ricorso interstatale – articolo 33 ).

2) i ricorsi individuali: qualora un individuo o un ente non governativo ritenga di essere stato vittima di una violazione di uno dei diritti e delle libertà fondamentali da parte di uno degli Stati aderenti alla Convenzione, può presentare ricorso alla Corte EDU. ( CEDU ricorso individuale – articolo 34 ).

Il ricorso alla Corte EDU può dunque essere presentato da una persona fisica o giuridica che sia stata parte (attrice, convenuta o imputata) in una controversia davanti ai Tribunali nazionali (civili, penali o amministrativi). Il ricorso contro un determinato Paese è accessibile a tutti, finanche a singoli individui di Stati non contraenti e perfino agli apolidi, essendo necessario esclusivamente che lo Stato contro cui si propone il ricorso faccia parte del sistema CEDU.

Le persone incapaci di intendere e di agire possono proporre ricorso alla Corte EDU senza il concorso della persona che li rappresenta, quindi il rappresentante può proporre ricorso direttamente senza dover allegare un mandato.

Possono inoltre proporre ricorso alla Corte Europea dei diritti dell Uomo tutte le formazioni sociali regolarmente costituite secondo il diritto interno e quindi, non solo le organizzazioni non governative e i gruppi privati ma anche le associazioni non riconosciute (i sindacati e i gruppi politici).

Analizzati quindi questi aspetti, del tutto preliminari in relazione alla CEDU e carta dei diritti fondamentali, andiamo quindi a vedere:

2] Le  modalità di proposizione del ricorso

Dopo aver compreso quali sono i diritti che possono essere fatti valere innanzi alla Corte Europea  è necessario comprendere le modalità di proposizione del ricorso, essendo questo un aspetto molto tecnico e particolarmente delicato, per il quale è sempre consigliabile l’assistenza di un avvocato specializzato in ricorsi alla CEDU.

Al riguardo, i principali quesiti sono:

2.1. Cosa si intende per vittima di una violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali ?

2.2. Come si presenta un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell Uomo ?

2.3. Dove deve essere presentato il ricorso ?

2.4. Come si compila il formulario di ricorso ?

2.1. COSA Si INTENDE PER VITTIMA DI UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI?

La persona legittimata a proporre ricorso individuale alla CEDU è il singolo individuo (o ente non governativo) che sostiene di aver subito una o più violazioni dei propri diritti e delle libertà fondamentali, sancite nella Convenzione e nei Protocolli.

In via generale, il ricorso alla Corte EDU può essere proposto dalla “persona direttamente interessata dall’atto o dall’omissione in contestazione”: in questo caso è la persona che deve dimostrare il proprio interesse diretto a denunciare la violazione dei diritti e delle libertà fondamentali da parte dello Stato, dovendo tale “status” di vittima della violazione perdurare per l’intera procedura affinché il ricorso presentato possa essere dichiarato ricevibile, pena il rigetto dell’istanza proposta.

Attraverso il ricorso alla Corte Europea diritti dell’Uomo il ricorrente che richiede oltre alla dichiarazione di colpevolezza dello Stato, anche una riparazione del danno subito deve chiaramente dimostrare di aver subito un danno.

Soltanto quando la Corte Europea qualifichi detto danno come rilevante (e in assenza di forme di rimozione delle conseguenze della violazione) la persona avrà diritto all’ottenimento di un’equa soddisfazione.

La Corte europea ha elaborato la teoria c.d. della vittima indiretta, in ragione della quale si stabilisce che sono legittimate a denunciare al tribunale Europeo diritti umani le violazioni anche le  persone che hanno un legame stretto e personale con colui che le ha subite.

Infine, il diritto di continuare la procedura dinanzi alla Corte Europea si trasmette agli eredi in caso di morte del ricorrente, dal momento che si tratta di una procedura di interesse generale, dovendosi far riconoscere alla Corte l’inosservanza da parte di uno Stato di un diritto garantito dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo.

2.2. COME SI PRESENTA UN RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO ?

Come abbiamo anticipato, attraverso il ricorso alla Corte Europea dei diritti dell Uomo si deferiscono uno o più Stati membri della Convenzione, rappresentando quindi il mancato rispetto da parte degli stessi della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.

Bisogna sempre ricordare di rispettare i termini previsti per la proposizione del ricorso ( ricorso CEDU termine 6 mesi dalla sentenza definitiva ) e tenere sempre bene a mente che gli atti contestati dal ricorrente devono necessariamente provenire da un’autorità pubblica di uno o più Stati membri; la Corte Europea, infatti, non può esaminare le doglianze dirette contro dei singoli o contro delle istituzioni di diritto privato, come le società commerciali.

Il ricorso alla Corte Europea dei diritti dell Uomo  deve essere inoltrato mediante una lettera indirizzata al Cancelliere della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (a mezzo di raccomandata internazionale), denunciando nel formulario di ricorso le violazioni che si ritengono subite.

La lettera può essere redatta personalmente dal cittadino, in lingua italiana, senza seguire particolari formalità anche se, vista la particolare complessità della materia è sempre consigliato farsi assistere da un avvocato specializzato in ricorsi alla CEDU.

All’interno della lettera va inserito non soltanto il formulario di ricorso, debitamente compilato in ogni punto, ma anche tutti gli allegati a sostegno del ricorso, compresa la sentenza definitiva per la quale si ritiene sussistente la violazione.

2.3. DOVE DEVE ESSERE PRESENTATO IL RICORSO ? 

Come abbiamo anticipato, sulla base delle indicazioni fornite dal sito CEDU,  il ricorso deve essere inviato direttamente alla Corte Europea sede di Strasburgo, al Cancelliere della Corte Europea dei diritti dell Uomo mediante lettera spedita al seguente indirizzo:

<<Monsieur Le Greffier de la Court Européenne des droits de l’homme, Conseil de L’Europe, 67075 Strasbourg Cedex – France.>>

Nella lettera che dà impulso al ricorso alla Corte EDU deve essere esposto sinteticamente l’oggetto delle doglianze attraverso il formulario ricorso CEDU, precisando quali siano i diritti garantiti dalla Convenzione che sono stati violati dallo Stato.

E’ inoltre essenziale che il singolo individuo riporti le decisioni adottate a suo danno dalla pubblica autorità, precisando per ognuna di queste la data e l’autorità che le ha emesse, accennando anche brevemente il contenuto delle decisioni.

La Corte EDU, nel rispondere al cittadino, trasmette anche un formulario del ricorso da redigere e da spedire in triplice copia entro sei settimane dal ricevimento della comunicazione. Nella missiva, inoltre, la Corte indicherà un numero di riferimento della pratica che deve essere riportato nelle comunicazioni successive.

2.4. COME SI COMPILA  IL FORMULARIO DI RICORSO ?

La compilazione del formulario CEDU è particolarmente complessa, soprattutto in considerazione del fatto che la mancanza di alcuni elementi nel ricorso potrebbe determinare l’inammissibilità dello stesso e pertanto, anche in caso di evidenti violazioni della Convenzione da parte dello Stato, la Corte Europea potrebbe dichiarare il ricorso inammissibile o irricevibile.

Allo stesso tempo, nella compilazione del formulario per il ricorso alla CEDU occorre procedere preliminarmente alla ricerca del formulario dal CEDU sito ufficiale con la massima cautela, prestando sempre la molta attenzione a scaricare il formulario di ricorso aggiornato dal momento che, nel caso in cui, ad esempio, si formuli un ricorso sulla base del formulario CEDU 2018 e ci sia già un formulario ricorso CEDU 2019 il ricorso verrà dichiarato irricevibile, non essendo il formulario ricorso CEDU 2018 l’ultimo formulario aggiornato disponibile sul sito ufficiale CEDU nella sezione ricorso CEDU formulario.

Per questa ragione, anche al fine di non imbattersi in evidenti errori nella compilazione del ricorso è sempre consigliabile farsi assistere da un esperto avvocato per ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo.

Per quanto riguarda la compilazione del formulario di ricorso alla Corte EDU, lo stesso si compone dei seguenti otto campi da compilare:

1. LE PARTI:

-) Occorre indicare nome, data di nascita, cittadinanza, sesso, professione, indirizzo e numero telefonico del ricorrente. Quando il ricorrente è rappresentato, le informazioni utili concernenti il rappresentante debbono essere fornite in questa rubrica e la Cancelleria corrisponderà unicamente con il rappresentante;

-) Occorre indicare lo Stato contraente contro cui viene proposto il ricorso.

2. ESPOSIZIONE DEI FATTI:

Le doglianze vanno descritte in modo chiaro, dettagliato, ma conciso, e gli avvenimenti riportati nell’ordine cronologico in cui si sono verificati, con la data esatta. 

3. ESPOSIZIONE DELLA VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE E DELLE RELATIVE ARGOMENTAZIONI:

Il ricorrente deve indicare in modo preciso ed esaustivo, le violazioni della Convenzione che si ritiene di aver subito ed indicare, inoltre, su quale disposizione della Convenzione esse si fondano.

4. ESPOSIZIONE DEI REQUISITI NECESSARI PER LA RICEVIBILITÀ DEL RICORSO:

Le condizioni da rispettare affinché il ricorso alla Corte EDU sia ricevibile sono le seguenti:

-) esaurimento delle vie di ricorso interne –  occorre dimostrare di avere esaurito tutte le vie di ricorso interne, prima che la Corte EDU esamini il loro caso. Ciò riflette il principio di sussidiarietà, in base al quale spetta in primis ai tribunali nazionali garantire e tutelare i diritti umani a livello nazionale;

-) il ricorso deve essere presentato, a pena di decadenza, entro 6 mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva (in generale il giudizio passato in giudicato pronunciato dall’istanza giurisdizionale più alta in grado);

-) non deve essere anonimo;

-) non deve essere identico ad uno precedentemente esaminato dalla Corte o già sottoposto ad un’altra istanza internazionale d’inchiesta o di risoluzione, salvo non contenga fatti nuovi;

-) il ricorso deve essere compatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi Protocolli, palesemente fondato o non abusivo.

5. ESPOSIZIONE RELATIVA ALL’OGGETTO DEL RICORSO:

Occorre descrivere quale risultato ci si aspetta dal ricorso instaurato dinanzi alla Corte EDU.

 6. ALTRE ISTANZE INTERNAZIONALI INVESTITE DELLA CAUSA:

In questa parte va menzionato se il ricorrente ha presentato le sue doglianze ad un’altra istanza internazionale d’inchiesta o di regolamento, relative al presente ricorso. In caso affermativo, va indicato il nome dell’organismo internazionale che è stato adito, lo svolgimento delle procedure, le decisioni prese in merito e la loro data ed, infine, allegare una copia delle decisioni e di ogni altro documento pertinente.

 7. DOCUMENTI ALLEGATI:

Devono essere prodotte le copie di tutti i documenti processuali pertinenti per l’esame dei fatti lamentati afferenti al ricorso (ad es. verbali d’udienza, dichiarazioni di testimoni, sentenze).

 8. DICHIARAZIONE E FIRMA:

In questo spazio il ricorrente appone la propria firma e dichiara che quanto riportato nel formulario corrisponde a verità.

Qualora il formulario di ricorso sia presentato da un’organizzazione non governativa o da un gruppo di privati, l’istanza va firmata dalle persone che ne hanno la rappresentanza, mentre nel caso in cui sia firmato dal suo rappresentante dovrà essere allegata una procura speciale.Se il ricorrente non vuole che sia rivelata la sua identità, deve precisarlo nel ricorso, fornendo una esposizione dettagliata delle ragioni che giustifichino la deroga.

3] Le  modalità di svolgimento della procedura

Quali sono le modalità di svolgimento della procedura, una volta inviato il ricorso alla Corte Europea?

In questo caso i principali quesiti che occorre formulare fanno riferimento a:

3.1. Come si svolge la procedura ?

3.2. Quali pronunce può adottare la Corte Europea ?

3.3. Per proporre ricorso alla Corte Europea è necessaria l’assistenza di un avvocato ?

3.1. COME SI SVOLGE LA PROCEDURA? 

La procedura innanzi alla Corte diritti Uomo è scritta, e pertanto ogni decisione adottata dalla Corte sarà comunicata per iscritto al ricorrente. La celebrazione alle udienze ha carattere soltanto eccezionale. Tutti i rapporti con la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo avvengono pertanto per via epistolare e la procedura è totalmente gratuita, anche in caso di rigetto del ricorso.

Proprio questo è un aspetto molto importante dal momento che, in caso di condanna in seguito ad un ricorso alla Corte di Giustizia Europea costi di procedimento non dovranno essere sostenuti dalla parte ricorrente.

Per quanto riguarda la procedura, la Corte è tenuta anzitutto a pronunciarsi sull’ammissibilità del ricorso: se i requisiti esposti precedentemente in merito al rispetto del protocollo non sono soddisfatti, il ricorso sarà dichiarato inammissibile con carattere definitivo ed irrevocabile.

Se invece il ricorso viene dichiarato ammissibile, la Corte incoraggia le parti a giungere ad un regolamento amichevole della controversia. In assenza di regolamento amichevole, la Corte procederà all’esame nel merito del ricorso, giudicando quindi se vi è stata o meno la violazione della Convenzione.

Taluni ricorsi possono essere qualificati come urgenti, e trattati in via prioritaria, specialmente nel caso in cui si ritiene sussistente un pericolo imminente che minaccia l’integrità fisica del ricorrente.

Nel caso di procedimenti o di questioni particolarmente complesse, dopo l’emissione della sentenza da parte della Camera, le parti possono richiedere il rinvio del caso alla Grande Camera CEDU.

Il  procedimento dinanzi alla Grande Camera CEDU può essere instaurato attraverso rinvio o con procedura di  rimessione, in casi eccezionali, come ad esempio nel caso in cui vengano sollevate questioni concernenti l’interpretazione della Convenzione Europea o nel caso in cui sussista il ruschio di contrasto con una precedente sentenza della Corte Eurpea dei diritti dell Uomo.

3.2. QUALI PRONUNCE PUÒ ADOTTARE LA CORTE EUROPEA ?

Se la Corte accerta una violazione della Convenzione, pronuncerà una sentenza di condanna e, in tal caso, oltre ad imporre allo Stato condannato l’eliminazione delle conseguenze della violazione, può riconoscere al ricorrente una “equa compensazione”, che consiste in un risarcimento economico dei pregiudizi sofferti nel caso in cui l’ordinamento dello Stato responsabile della violazione non consenta la rimozione integrale delle conseguenze dannose della stessa. 

La Corte può altresì esigere che lo Stato condannato proceda al rimborso delle spese anticipate dal ricorrente per far valere i suoi diritti (gli onorari dell’avvocato o le spese per la ricerca e la corrispondenza).

Se la Corte non constata alcuna violazione, pronuncerà una sentenza di assoluzione, in tal caso non è previsto alcun onere supplementare per quanto concerne le spese sostenute dal Governo convenuto.

Le sentenze della Corte sono sempre vincolanti per le parti in causa, essendo chiara la totale adesione unione europea alla CEDU. Attraverso le pronunce della Corte EDU si elabora una giurisprudenza internazionale che obbliga tutti gli Stati contraenti ad adeguare l’ordinamento giuridico interno nazionale.

3.3 PER PROPORRE RICORSO ALLA CORTE EUROPEA È NECESSARIA L’ASSISTENZA DI UN AVVOCATO ?

Nella prima fase della procedura, l’assistenza di un avvocato è facoltativa, anche se, vista la complessità della materia ed il notevole tecnicismo del ricorso alla Corte Europea è sempre consigliabile farsi assistere sin dal primo momento da un esperto avvocato per ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo.

Nella fase successiva, ovvero dopo la notificazione del ricorso alla Corte EDU, il ricorrente dovrà essere necessariamente rappresentato da un avvocato abilitato ad esercitare la professione in uno qualsiasi degli Stati contraenti e sul cui territorio sia residente.

È POSSIBILE ACCEDERE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO?

Dopo l’introduzione del ricorso alla Corte Europea, il ricorrente può richiedere di beneficiare del gratuito patrocinio.

Tale assistenza, tuttavia, non ha carattere automatico, potendo essere concessa esclusivamente in presenza di due condizioni:

-) che il patrocinio sia necessario alla buona conduzione del caso davanti la Camera;

-) che il ricorrente non disponga di mezzi finanziari sufficienti per far fronte in tutto o in parte alle spese che è indotto a sostenere.

Si rappresenta infine che la Corte Europea è competente anche a decidere in materia di risarcimento per riparazione ingiusta detenzione CEDU ( CEDU articoli 5 §§ 1 e 4  e  5 § 5) allorquando lo Stato si rifiuti di provvedere al risarcimento del danno per aver sottoposto la parte ad una detenzione illegittima.

Anche in questo caso, l’estremo tecnicismo e la complessità della materia, rendono sicuramente preferibile procedere con l’assistenza di un avvocato specializzato in ricorsi alla CEDU.

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN ESPERTO AVVOCATO PER RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO?

Come avrai potuto comprendere, quella dei ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell Uomo, è una materia particolarmente complessa, delicata, costituendo in molti casi l’ultima spiaggia per ottenere giustizia, e pertanto richiede particolari e specifiche competenze professionali che non tutti gli avvocati posseggono.

La particolare complessità e tecnicismo del ricorso alla Corte Europea rende pertanto sempre consigliabile affidarsi ad un competente Avvocato per ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, specializzato in materia, che conosca i temi del diritto Europeo ed internazionale di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.

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