14-04-2019

L'estradizione è un istituto di cooperazione giudiziaria, previsto dall'art. 697 c.p.p, che disciplina la consegna di un soggetto da parte dello Stato in cui si trova  a quello che ne fa richiesta, per procedere penalmente nei suoi confronti (estradizione processuale) o per dare esecuzione a una sentenza definitiva di condanna (estradizione esecutiva).

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Avvocato per estradizione e cooperazione giudiziaria

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CHE COS’È L’ESTRADIZIONE E QUALI SONO I PRINCIPI CHE LA REGOLANO?

L’estradizione può essere definita come la consegna di una persona da parte di uno Stato, nel cui territorio questa si trova, ad un altro Stato detto “richiedente” che ne abbia fatto domanda per sottoporla a giudizio o per dare esecuzione ad una sentenza di condanna o altro provvedimento restrittivo della libertà personale.

I principi che informano la disciplina codicistica e convenzionale dell’estradizione sono i seguenti:

  • il principio della doppia incriminabilità, l’estradizione non è ammessa se il fatto oggetto della domanda di estradizione non è preveduto come reato dalla legge italiana e dalla legge straniera;
  • il principio di specialità, lo Stato che ha ottenuto l’estradizione di un accusato o condannato non può procedere nei suoi confronti per fatti anteriori e diversi rispetto a quello per il quale l’estradizione è stata concessa;
  • il principio del “ne bis in idem”, chi è già stato giudicato in Italia non può essere estradato per essere nuovamente processato in un altro Paese per lo stesso fatto;
  • il principio di sussidiarietà, lo Stato richiesto non concede l’estradizione qualora l’interessato sia sottoposto a procedimento penale nel proprio territorio o vi debba scontare un pena.

Invero, il principio di sussidiarietà trova sempre maggiori deroghe soprattutto nelle convenzioni internazionali: infatti, oggi gli Stati possono scegliere se procedere all’estradizione ovvero trattenere la persona richiesta per giudicarla o punirla nel proprio territorio.

 

QUALI IPOTESI DI ESTRADIZIONE VENGONO DISCIPLINATE DALL’ORDINAMENTO ITALIANO?

L’ordinamento italiano prevede diverse forme di estradizione: l’estradizione per l’estero (passiva), nella quale è uno Stato estero a chiedere l’estradizione allo Stato italiano; l’estradizione dall’estero (attiva), nella quale è l’Italia a presentare domanda di estradizione di una persona da un altro Paese.

L’estradizione può essere di cognizione (o processuale), quando l’estradando è richiesto per essere sottoposto a processo; o esecutiva, se l’estradizione ha come fine quello di permettere l’esecuzione di una sentenza e quindi l’applicazione della relativa pena.

L’estradizione suppletiva, si ha quando lo Stato richiedente, che ha già ottenuto la consegna di una persona, voglia sottoporla a procedimento anche per un fatto anteriore e diverso da quello per il quale era stata concessa l’estradizione.

La riestradizione consiste nella richiesta di consenso rivolta allo Stato italiano da parte del Paese che ha ottenuto la consegna della persona affinché l’Italia acconsenta alla sua ulteriore estradizione verso un terzo Stato.

L’estradizione in transito si ha quando la persona estradata da uno Stato estero ad un altro deve passare attraverso il territorio italiano. Tale estradizione ovviamente non è richiesta se il transito avviene per via aerea senza alcuno scalo nel territorio italiano.

 

QUALI SONO I LIMITI ALL’ESTRADIZIONE PASSIVA?

Vi sono dei limiti sostanziali, in virtù dei quali l’estradizione per l’estero è vietata:

  1. se è richiesta per reati politici;
  2. se vi è ragione di credere che la persona richiesta verrà sottoposta ad atti persecutori o discriminatori, o trattamenti disumani o comunque ad atti che configurano la violazione di uno dei diritti fondamentali della persona;
  3. se, per il fatto per il quale è domandata l’estradizione, è prevista la pena di morte dalla legge dello Stato richiedente.

Vi sono poi vincoli formali all’estradizione per l’estero che consistono nella necessità di una domanda di estradizione da parte di uno Stato estero e nell’effettuazione dell’apposito procedimento di estradizione.

 

COME SI SVOLGE IL PROCEDIMENTO ESTRADIZIONALE?

Il procedimento per la concessione dell’estradizione ha carattere misto perché si compone delle seguenti fasi:

I° Fase amministrativa: lo Stato estero invia la domanda di estradizione al Ministro della Giustizia italiano. Questi può respingere la domanda di estradizione o trasmetterla al Procuratore Generale presso la Corte di Appello competente.

II ° Fase giurisdizionale: il Procuratore Generale dispone la comparizione dell’estradando con l’assistenza di un avvocato, per la sua identificazione e per la raccolta del suo eventuale consenso all’estradizione. Il consenso deve essere presentato alla presenza di un avvocato e determina la fine della procedura estradizionale.

Il Procuratore Generale procede ad altri accertamenti ed entro tre mesi dalla richiesta di estradizione deve presentare una requisitoria alla Corte di Appello, depositando tutti gli atti in cancelleria.

La Corte d’Appello, quindi, fissa un’udienza per la decisione e non può pronunciarsi prima di aver sentito il pubblico ministero e l’avvocato dell’estradando e, se presenti, la persona richiesta ed il rappresentante dello Stato estero.

La Corte può pronunciare sentenza favorevole all’estradizione o sfavorevole. In tale ultimo caso, lo Stato estero non potrà presentare nuova domanda di estradizione riguardante la medesima persona ed il medesimo fatto.

In ogni caso è possibile presentare ricorso per Cassazione contro la sentenza sull’estradizione, in tal caso la Cassazione deciderà anche nel merito, assumendo la funzione di giudice di secondo grado.

III° Fase amministrativa: con la sentenza favorevole all’estradizione si apre l’ultima fase del procedimento. Il ministro della  Giustizia con valutazione discrezionale decide entro 45 giorni se concedere o meno l’estradizione. Se non si pronuncia nel termine o rifiuta l’estradizione, la persona richiesta è rimessa in libertà; se, invece, decide favorevolmente all’estradizione comunica allo Stato richiedente il luogo e il giorno a partire dal quale è possibile consegnare l’estradando ed entro quindici giorni dalla data indicata – termine prorogabile di ulteriori 20 giorni – deve avvenire la consegna.

 

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN COMPETENTE AVVOCATO PER ESTRADIZIONE?

La procedura estradizionale si articola in diverse fasi ed in alcune di esse è indispensabile la presenza di un esperto avvocato per estradizione che possa fornire la tutela dovuta all’estradando.

Se hai bisogno di assistenza o consulenza legale in materia di estradizione, puoi rivolgerti qui al team di Avvocato Penalista H24 oppure scrivendo a info@avvocatopenalistah24.it, che vanta esperto avvocato per estradizione.