31-03-2022

Intercettazione abusiva di comunicazioni: quando si configura il reato e cosa prevede la Legge?

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Intercettazione abusiva di comunicazioni: quando si configura il reato e cosa prevede la Legge?

Con la sempre maggiore diffusione degli strumenti informatici, si sono sviluppati nuovi mezzi di comunicazione alla portata di tutti che, per quanto possano essere utili nello scambio di informazioni, anche a notevole distanza, creano le condizioni ideali per facilitare attività di intercettazioni che possono essere tanto legali, e dunque svolte dalla polizia giudiziaria come mezzo di raccolta della prova in determinate situazioni, quanto, come molte volte accade, illecite e quindi svolte a nostra totale insaputa.

Ed è proprio in tali casi che bisogna tutelare la segretezza delle nostre informazioni, messaggi o conversazioni a prescindere dal contesto in cui avvengono, pubblico, privato o lavorativo che sia.

Se pensi di aver subito un accesso informatico abusivo alle tue comunicazioni o che le tue conversazioni siano state oggetto di interruzione o di pubblicazione fraudolenta, ovvero nel caso in cui tu sia imputato per il delitto previsto dall’articolo 617 quater del codice penale, ti invito a leggere attentamente questo articolo per capire quali sono i rimedi che prevede la Legge in tuo favore in caso di intercettazioni telematiche o informatiche abusive ma anche per capire meglio quando, invece, le intercettazioni sono consentite dalla legge.

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Ma procediamo con ordine e vediamo innanzitutto cos’è una intercettazione.

Cosa si intende per intercettazione?

Le intercettazioni sono tutte quelle operazioni realizzate da soggetti terzi al fine di acquisire informazioni scambiate nel corso di comunicazioni fra due o più persone a livello informatico o telematico senza che le persone intercettate abbiano, quindi, prestato il loro consenso alla captazione dei dati, avvenendo normalmente le stesse a totale insaputa delle persone che ne sono vittima. 

La Cassazione, infatti, ha chiarito che “le intercettazioni consistono nella captazione occulta e contestuale di una comunicazione o conversazione tra due o più soggetti che agiscano con l’intenzione di escludere altri, attuata da soggetto estraneo alla stessa mediante strumenti tecnici di percezione tali da vanificare le cautele ordinariamente poste a protezione del suo carattere riservato” (Cass. Sez. VI, n. 12189, 29 marzo 2005).

Come avrai capito, quindi, oggetto di intercettazione può essere qualsiasi dialogo o corrispondenza che due o più persone scambiano fra loro nella convinzione che tali informazioni restino private e non vengano quindi ascoltate o lette da altri.

Tali intromissioni a livello informatico o telematico, qualora non autorizzate per scopi investigativi o di polizia, vengono realizzate per finalità che possono essere definite illecite e, per questo, sono punite dalla Legge. 

Tuttavia, come ti indicherò in seguito, ci sono anche casi, tassativamente indicati dalla legge, in cui le intercettazioni sono lecite, anche se avvenute a tua insaputa e senza il tuo consenso. 

Qual è la normativa di riferimento?

Abbiamo visto che le intromissioni illecite nelle tue comunicazioni sono punite dalla legge proprio in considerazione del fatto che violano un principio fondamentale stabilito all’articolo 15 della Costituzione: norma, questa, posta a tutela della libertà e segretezza di ogni forma di comunicazione privata.

Chiaramente, chi effettua in maniera abusiva una attività di intercettazione lo fa per finalità illecite ed infatti potresti correre l’ulteriore rischio che, una volta intercettate, le tue comunicazioni possano essere finanche interrotte o, peggio ancora, diffuse al pubblico con qualsiasi mezzo di informazione.

Tutte queste condotte illecite avranno delle ovvie conseguenze dal punto di vista penale, essendo le stesse punite proprio dall’articolo 617 quater del codice penale. 

Vediamo assieme, nello specifico, di cosa si tratta e cosa prevede questa norma.

Quali sono i casi in cui si può essere puniti in caso di attività di intercettazione ?

Come ti dicevo prima, l’articolo 617 quater del codice penale indica tre casi in cui si può essere puniti:

a. Intercettazione illecita di una comunicazione su un sistema informatico o telematico;

b. Interruzione o impedimento fraudolento di tali comunicazioni;

c. Pubblicazione, con qualsiasi mezzo, del contenuto delle comunicazioni apprese in maniera fraudolenta.

Da un punto di vista pratico, la condotta criminosa cui fa riferimento tale articolo, consiste nell’estrapolare in maniera occulta e con strumenti idonei le informazioni e le comunicazioni che avvengono tra più persone in sistemi telematici o informatici, oppure nell’impedire o interrompere dette comunicazioni senza essere a ciò legittimati.

Come ti dicevo in precedenza, tuttavia, l’intercettazione per essere abusiva deve avvenire in maniera fraudolenta: la fraudolenza della condotta si rinviene nel fatto che vengono utilizzati mezzi e strumenti idonei a nascondere a te ed ai tuoi interlocutori, nel corso di una conversazione tenuta con strumenti telematici o informatici, l’abusivo accesso alla stessa da parte di chi, invece, sta effettuando tale intercettazione.

Invece, l’interruzione o l’impedimento delle comunicazioni consistono, rispettivamente, nel realizzare delle condotte che facciano cessare una comunicazione in corso o che impediscano che una nuova comunicazione venga avviata. 

Sia l’interruzione delle comunicazioni che l’impedimento delle stesse sono entrambi puniti dalla Legge in quanto, quella che si vuole tutelare, è sempre la libertà di comunicazione: non è necessario che vengano utilizzati, perciò, mezzi fraudolenti ma “si ravvisa tale comportamento illecito, tutte le volte che le comunicazioni sono impedite e interrotte direttamente o indirettamente e, dunque, non necessariamente con mezzi fraudolenti” (Cassazione penale, sez. V, 30/01/2015, n. 29091).

Cosa si rischia in caso di intercettazione, interruzione, impedimento delle comunicazioni?

Le condotte criminose descritte dalla prima parte dell’articolo 617 quater del codice penale sono punibili con una pena che va dai sei mesi ai quattro anni di reclusione.

In questo caso il reato sarà procedibile a querela della persona offesa dal reato.

La stessa pena viene applicata anche nel caso in cui, una volta estrapolate abusivamente tali comunicazioni, il contenuto delle stesse venga reso pubblico attraverso qualsiasi mezzo di informazione.

Dunque, se ritieni di essere vittima di tali reati, al fine di avviare un’azione giudiziaria dovrai necessariamente procedere alla formulazione di una denuncia/querela con la quale potrai chiedere la punizione del soggetto che ha posto in essere il reato nei tuoi confronti, dovendo tuttavia tenere sempre a mente che ci sono dei termini prestabiliti dalla legge, dal momento che la querela dovrà essere formulata entro 3 mesi dal giorno in cui ti accorgi di essere stato intercettato abusivamente.

Vista la particolare complessità della materia, nello specifico, è sempre consigliabile di farsi assistere da un Avvocato intercettazione abusiva comunicazioni.

Quali sono le circostanze aggravanti del reato?

Devi sapere che l’articolo 617 quater indica anche delle circostanze aggravanti del reato, ovvero dei fatti al cui verificarsi il reato viene considerato più grave e per le quali è prevista la procedibilità d’ufficio, potendosi quindi procedere anche in assenza di una tua querela.

In tali casi il responsabile rischierà una pena più severa, ovvero la pena della reclusione che va da uno a cinque anni.

Vediamo quindi subito quali sono dette condotte che aggravano il reato:

  • Aver effettuato una intercettazione in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato, da una pubblica amministrazione o da un’impresa esercente servizi pubblici;
  • Qualora l’intercettazione sia commessa da un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni, esercitando altresì un abuso dei propri poteri;
  • Qualora l’intercettazione sia effettuata da un investigatore privato, anche se svolge la sua attività in maniera abusiva. 

Ecco, in tutti questi casi, la pena che potrà essere applicata sarà sicuramente più grave e si procederà nei confronti della persona che ha posto in essere il reato anche in assenza di denuncia da parte tua. 

Una intercettazione è sempre illecita?

Ebbene, se ti aspetti una risposta affermativa a questo quesito, ti sbagli! 

Sicuramente sarai sorpreso da questa risposta in quanto avrai capito, sulla base di quello che ti ho detto in precedenza, che le intercettazioni sono attività svolte contro la tua volontà ed a tua insaputa, motivo per il quale violano la segretezza delle informazioni e delle comunicazioni che scambi con terze persone. 

Tuttavia, ci sono anche casi in cui a richiedere l’attività di intercettazione è la stessa legge, infatti, il codice di procedura penale, prevede in modo tassativo quali sono i casi che possono consentire l’attività di intercettazione da parte delle persone a ciò legittimate.

Quali sono i presupposti affinché una intercettazione sia legale?

Come avrai ben capito, per alcuni delitti ritenuti di particolare gravità dalla Legge, potrebbe esserci la necessità di raccogliere ulteriori e maggiori elementi di prova nel corso delle indagini da parte della Polizia giudiziaria.

A tal fine, infatti, l’intercettazione deve essere richiesta dal Pubblico Ministero, previa autorizzazione con decreto motivato da parte del giudice per le indagini preliminari (GIP) e, ove vi sia una particolare urgenza, potrà essere lo stesso Pubblico Ministero a disporre le intercettazioni direttamente ma, entro le successive 48 ore, sarà comunque il GIP a dover decidere se convalidare o meno il provvedimento che ha disposto l’intercettazione.

Questo rigore formale, richiesto ai fini dello svolgimento di una intercettazione, è voluto sempre in funzione di una maggiore tutela della tua sfera privata, trattandosi comunque di un’attività estremamente invasiva della tua sfera personale.

Devi sapere, infatti, che in caso di mancata autorizzazione da parte del GIP, l’attività di intercettazione non potrà proseguire né potranno essere utilizzati gli eventuali risultati acquisiti. 

In questo caso il ruolo di un Avvocato intercettazione abusiva comunicazioni nel procedimento penale è di fondamentale importanza, potendo il medesimo riscontrare la legittimità o meno dell’attività di intercettazione posta in essere nei tuoi confronti, con evidenti risvolti per l’esito del tuo procedimento penale. 

Quali sono, nel dettaglio, i casi in cui può essere autorizzata dal Giudice una intercettazione?

Lo strumento investigativo delle intercettazioni non può essere utilizzato per tutte le fattispecie delittuose ma, come ti ho già detto, ci sono dei casi specifici in cui le intercettazioni risultano un mezzo di ricerca della prova più utile ed efficace ed anzi, trovano una loro concreta disciplina in alcuni articoli del codice di procedura penale, in particolar modo nell’articolo 266.

Devi sapere, infatti, che le intercettazioni possono essere previste in riferimento a:

  • delitti non colposi puniti con la pena dell’ergastolo, ovvero con una pena superiore ai cinque anni di reclusione;
  • delitti concernenti sostanze stupefacenti, armi, sostanze esplosive;
  • reati di minaccia, usura o di abusiva attività finanziaria.

Considerata quindi la particolare invasività dell’intercettazione nella sfera della vita privata ma, allo stesso tempo, l’efficacia evidente dei risultati che con esse possono essere raggiunti nel corso delle indagini, i requisiti per ritenersi ammissibile l’attività di intercettazione devono essere sicuramente la sussistenza di gravi indizi di reato e, come detto, la necessità delle intercettazioni ai fini della prosecuzione delle indagini in corso.

Cosa fare nel caso in cui tu sia sottoposto ad intercettazioni in maniera abusiva?

Come ti ho detto in precedenza, qualora tu ritenga di essere vittima di una attività di intercettazione abusiva, ovvero nel caso in cui tu sia sottoposto a procedimento penale per il reato previsto dall’articolo 617 quater del codice penale, è sempre opportuno che tu ti rivolga immediatamente ad un Avvocato intercettazione abusiva comunicazioni.

Poniamo ad esempio l’ipotesi che tu sia stato intercettato da Tizio e che, magari, ti abbia anche impedito di proseguire le tue comunicazioni, interrompendole contro la tua volontà. 

Nel momento in cui verrai a conoscenza di detta condotta che ha violato la segretezza delle tue conversazioni e la tua libertà di comunicazione è sicuramente opportuno che ti rivolga ad un esperto Avvocato intercettazione abusiva comunicazioni che ti aiuterà nella redazione di una formale querela in cui dovrai spiegare, nella maniera più dettagliata possibile, i fatti che ti hanno portato alla denuncia, dovendo inoltre esprimere in maniera chiara la tua volontà che il colpevole di questa condotta venga punito. 

In mancanza della formulazione di un atto di denuncia/querela, quindi, il responsabile resterà impunito nonostante lo stesso abbia realmente effettuato un’attività di intercettazione abusiva contro la tua volontà. 

Infatti, hai un limite temporale di 3 mesi per presentare tale atto di querela. 

Qualora, invece, decidessi di tornare sui tuoi passi e di ritirare la querela, con l’aiuto di un Avvocato intercettazione abusiva comunicazioni, potrai rimetterla facendo cadere gli effetti della richiesta di punizione del colpevole: il soggetto imputato, in questo caso, qualora accettasse la remissione di querela, vedrà interrotto ogni procedimento penale nei suoi confronti.              

L’attività di intercettazione fatta da un investigatore privato è lecita?

Come ti ho detto in precedenza sicuramente no.

Ti faccio un esempio, al fine di rendere più chiaro il concetto: scopri che il tuo partner, spinto dalla volontà di procurarsi delle prove inconfutabili da far valere in tribunale, magari quelle della tua infedeltà coniugale ai fini dell’addebito della separazione, ha ingaggiato un investigatore privato che, nella sua attività di ricerca e spionaggio, intercetta le tue conversazioni telematiche o le tue chat in un qualsiasi social attraverso dei sistemi fraudolenti. 

Dal momento che l’investigatore privato potrebbe, appunto, utilizzare mezzi che nascondono questa sua attività di “ricezione della prova” nel corso delle tue conversazioni telematiche o informatiche, hai il diritto di sporgere denuncia alla Polizia Giudiziaria con l’ausilio di un esperto Avvocato intercettazione abusiva comunicazioni il quale potrà aiutarti nella redazione formale dell’atto di denuncia per la tutela della tua privacy e della tua sfera privata poiché, l’attività dell’investigatore non è sottoposta a nessuna preventiva autorizzazione che gli permetta di intercettare o spiare le tue conversazioni, sia telematiche che informatiche. 

Pertanto, è bene sapere che tali attività non potranno essere svolte a tua insaputa da un investigatore privato e che, in questi casi, la procedibilità per il reato sarà d’ufficio, trattandosi di gravissime interferenze illecite nella tua vita privata.

Perché rivolgersi ad un Avvocato esperto in intercettazione abusiva di comunicazioni?

Come avrai potuto comprendere, quella trattata, è una materia complessa, delicata che richiede particolari e specifiche competenze professionali che non tutti gli avvocati posseggono.

È sempre consigliabile, dunque, affidarsi ad un Avvocato competente in intercettazione abusiva comunicazioni, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.

Abbiamo già affrontato e risolto diversi processi con riferimento a questa materia.

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Nel corso degli anni abbiamo ben compreso questa circostanza ed è dunque fondamentale sin da subito instaurare un rapporto di fiducia con l’assistito che si sostanzia in:    

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