02-05-2020

L’art. 572 del codice penale punisce chiunque “maltratta una persona della famiglia o comunque convivente” chiarendo quindi che, dal punto di vista del diritto penale, maltrattare un familiare costituisce una condotta rilevante; non sempre tuttavia l’assunzione di condotte violente o prevaricatorie in famiglia costituisce reato. Leggi per sapere quando si può essere assolti.

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MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: QUANDO SI PUÒ ESSERE ASSOLTI ?

Con un avvocato assoluzione maltrattamenti in famiglia, nel caso in cui ricorra una situazione di conflittualità reciproca tra familiari, avrai la possibilità di provare la tua innocenza in un procedimento penale e riabilitarti così agli occhi della società.

Lo abbiamo già fatto per un altro assistito che come te aveva lo stesso problema. E lo abbiamo risolto !!!

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Essere coinvolti in un processo per il delitto di maltrattamenti in famiglia può essere un qualcosa di catastrofico nella vita di un uomo dal momento che, da un momento all’altro, si perde il principale punto di riferimento nella vita di ciascuno di noi: la propria famiglia.

In questo caso essere spaesati, disorientati è assolutamente normale, ciò non significa tuttavia che bisogna rinunciare a difendersi ed anzi, occorre immediatamente rivolgersi ad un esperto avvocato assoluzione maltrattamenti in famiglia per poter dimostrare chiaramente e sin dal primo momento la propria innocenza.

QUANDO SI CONFIGURA IL DELITTO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA?

Con la previsione dell’art. 572 del codice penale il legislatore, nel punire chi “maltratta una persona della famiglia o comunque convivente”, ha lasciato in maniera del tutto voluta la formula della qualificazione giuridica del fatto/reato molto aperta, facendo esclusivo riferimento alla parola “maltratta” e non riportando quindi, in termini più specifici, quali siano le condotte mediante le quali si viene a configurare il delitto di maltrattamenti in famiglia.

La scelta legislativa, in questo caso, è stata assolutamente voluta e realizzata proprio al fine di non porre dei paletti eccessivamente stringenti agli interpreti del diritto, in questo caso i Giudici, nella valutazione delle varie condotte che possano costituire il delitto di maltrattamenti in famiglia.  

In primo luogo si evidenzia che il delitto di maltrattamenti in famiglia, così come si comprende chiaramente dalla norma, è un delitto abituale; questo significa che per la configurazione del reato è necessario che le diverse condotte poste in essere nei confronti del familiare o del convivente devono essere realizzate con più atti, posti in essere in momenti successivi, attraverso i quali si lede l’integrità fisica o morale del soggetto passivo attraverso l’inflizione abituale di sofferenze.

In questo caso, quindi, non tutte le condotte poste in essere nei confronti di un familiare configureranno il delitto di maltrattamenti in famiglia, essendo necessario che tali condotte siano abituali, ovvero poste in essere più volte nel tempo nell’ambito del contesto familiare.

Questo ci fa immediatamente comprendere, in secondo luogo, come nel caso in cui nel corso di uno sporadico litigio tra familiari uno di questi provochi delle lesioni all’altro, non dovrà rispondere del delitto di maltrattamenti in famiglia, bensì esclusivamente del delitto di lesioni personali, previsto dall’art. 582 c.p.

Allo stesso tempo, nel caso in cui uno dei familiari sporadicamente ponga in essere una condotta minacciosa nei confronti dell’altro familiare, ovvero lo offenda, non risponderà del delitto di maltrattamenti in famiglia, per essersi la minaccia o l’offesa realizzata nei confronti di un familiare, bensì risponderà esclusivamente per il delitto di minaccia, previsto dall’art. 612 c.p. ovvero eventualmente per il delitto di diffamazione, di cui all’art. 595 c.p. (qualora l’offesa nei confronti del familiare o del convivente sia realizzata in assenza dello stesso). 

E’ chiaro quindi che, qualora la condotta realizzata nei confronti del familiare sia sporadica, e non sia realizzata quindi al fine di sottoporre la vittima ad un costante regime di abituali sofferenze fisiche o psicologiche, si potrà ottenere l’assoluzione da tale reato mediante la precisa assistenza di un avvocato assoluzione maltrattamenti in famiglia.

Tuttavia quello sopra precisato, ovvero l’assenza di comportamenti abituali, non è l’unico caso in cui si potrà essere assolti dal delitto di maltrattamenti in famiglia; vediamo quindi nello specifico quando si potrà ottenere un’assoluzione da tale delitto e quali sono i casi in cui, mediante l’ausilio di un nostro avvocato assoluzione maltrattamenti in famiglia, i nostri assistiti hanno ottenuto un provvedimento favorevole. 

QUANDO SI PUO’ ESSERE ASSOLTI DAL DELITTO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA?

Come abbiamo anticipato non sempre le condotte violente o minacciose poste in essere nell’ambito del contesto familiare, anche se ripetute costantemente nel tempo, costituiranno il delitto di maltrattamenti in famiglia essendo escluse dalla punizione per questa fattispecie di reato tutte quelle condotte realizzate in un contesto familiare di reciproca conflittualità, in cui non vi è prevaricazione di un familiare nei confronti dell’altro.

In questo caso si evidenzia come la Corte di Cassazione, con la sentenza 9 febbraio 2016 n. 5258, abbia chiaramente precisato come per la configurazione del delitto di maltrattamenti in famiglia sia necessaria una specifica condotta mediante la quale si richiede l’attribuibilità al suo autore di una posizione di abituale e prevaricante supremazia nei confronti del familiare, alla quale la vittima soggiace.

Nel caso in cui, quindi, il familiare reagisca sempre alle intemperanze altrui, senza mai assumere un atteggiamento di soggezione passiva nei confronti del familiare o del convivente, potrà pacificamente parlarsi di una situazione di grave conflittualità familiare ma non, sicuramente, del delitto di maltrattamenti in famiglia.   

Si tratta in questo caso di una pronuncia affatto isolata, che ha trovato riscontri finanche in numerose sentenze della Corte di Cassazione precedenti, ove è stato pacificamente affermato che:

Ne deriva che in questa fattispecie si richiede che vi sia un soggetto che abitualmente infligge sofferenze fisiche o morali a un altro, il quale, specularmente, ne resta succube. Se le violenze, offese, umiliazioni sono reciproche, pur se di diverso peso e gravità, non può dirsi che vi sia un soggetto che maltratta e uno che è maltrattato»

(Cass. Sez. VI, 3 marzo 2009, n. 9531; Sez. VI, 2 luglio 2010, n. 25138)

La valutazione da compiere in questo caso deve essere formulata proprio sulla base della specifica analisi delle condotte poste in essere dai familiari: se uno dei familiari pone in essere unilateralmente condotte di violenza (fisica o psicologica) nei confronti dell’altro, che ne rimane vittima, potrà parlarsi di maltrattamenti in famiglia; nel caso in cui le offese o le umiliazioni siano reciproche, anche se di diverso peso e gravità, non potrà parlarsi invece di maltrattamenti in famiglia.

E’ proprio sulla base di questo elementare (ma significativo) principio di diritto che in vari casi lo studio legale AvvocatoPenalistaH24 ha ottenuto diversi provvedimenti di assoluzione, soprattutto in contesti familiari particolarmente difficili, ove la situazione di conflittualità era accentuata, riuscendo a dimostrare in giudizio, grazie a un esperto avvocato assoluzione maltrattamenti in famiglia, che la reciproca litigiosità tra familiari non potesse confermare la sussistenza della prevaricazione di un familiare nei confronti dell’altro e quindi configurare il delitto di maltrattamenti in famiglia.

Non credi a quanto detto? controlla tu stesso la sentenza di assoluzione per contestazioni gravissime di maltrattamenti in famiglia ottenuta dall’avv. Ismaele Brancaccio e dall’avv. Bernardo Brancaccio, partner dello studio AvvocatoPenalistaH24 !!

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PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN ESPERTO AVVOCATO ASSOLUZIONE MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA?

Come avrai potuto comprendere, quella dei delitti contro i familiari o conviventi è una materia particolarmente complessa, delicata, in cui si mettono in gioco dei valori che nella maggior parte dei casi vanno addirittura oltre il semplice procedimento penale, andando a coinvolgere gli aspetti emotivi più intimi della persona, la quale si trova nella difficile situazione di essere sottoposta a procedimento penale per aver posto in essere un reato proiprio contro un suo familiare.

Essere assolti nell’ambito di un procedimento penale per il delitto di maltrattamenti in famiglia, in molti casi, non significa esclusivamente non avere ulteriori problemi con la giustizia ma riabilitarsi agli occhi della società e dei propri familiari!!

Ecco perché è sempre consigliabile affidarsi ad un competente Avvocato assoluzione maltrattamenti in famiglia, specializzato in materia, che conosca bene la complesse tematiche giuridiche trattate, di modo che, sin da subito, possa essere garantita la migliore difesa dell’imputato in una materia particolarmente complessa.

Inoltre, contattando Avvocato assoluzione maltrattamenti in famiglia potrai:

1. ottenere un preventivo immediato senza sorprese future. Ogni scelta difensiva sarà preventivamente concordata con Te, non avrai brutte sorprese e non dovrai sostenere costi imprevisti. Sin dal principio saprai quali sono i costi che dovrai sostenere.;

2. essere sempre informato della nostra attività professionale svolta nel Tuo esclusivo interesse. Sarai aggiornato passo passo di cosa stiamo facendo e di cosa accadrà. Ti spiegheremo le cose in modo che tu possa capire il difficile linguaggio della legge.

3. Il nostro studio si chiama Avvocato Penalista H24 perché siamo sempre operativi 7 giorni su 7 24 ore al giorno. Siamo sempre al tuo fianco e potrai sempre contare su di noi. Tutti i giorni a qualsiasi ora del giorno e della notte.

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1. Maltrattamenti: Quando si configura il reato ?

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