17-03-2019

La reputazione o diritto di critica ? Cosa fare in caso di procedimento penale per diffamazione

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AVVOVATO PER DIFFAMAZIONE: QUANDO SUSSISTE IL REATO ?

In questo articolo voglio spiegarti quando sussiste il reato di diffamazione e cosa fare in caso di processo. Se stai cercando un avvocato per diffamazione, sei nel posto giusto e non ti resta che leggere l’articolo oppure contattarci immediatamente. Potrai subito parlare con un esperto avvocato per diffamazione che potrà darti tutte le spiegazioni del caso.

Abbiamo già trattato casi di diffamazione di livello nazione e siamo dunque uno studio che può realmente aiutarti a risolvere il tuo problema relativamente ad un fatto di diffamazione (RollingStone, ComunicatiStampa, RaccontiDalVicinato, Notizie.it).

QUANDO SI CONFIGURA IL REATO DI DIFFAMAZIONE ?

La diffamazione, generalmente, si ha ogni qualvolta si offende la reputazione altrui davanti ad una molteplicità di persone ed in assenza del soggetto nei confronti del quale viene pronunciata l’espressione diffamatoria.

È un reato previsto dall’art. 595 del codice penale il quale prevede:

Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.

Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro.

Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.

Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

In tema di diffamazione, infatti, si è stabilito che la reputazione non si identifichi con la considerazione che ciascuno ha di sé o con il semplice amor proprio, ma con il senso della dignità personale in conformità all’opinione del gruppo sociale, secondo il particolare contesto storico.

Non costituiscono pertanto offesa alla reputazione le sconvenienze, l’infrazione alla suscettibilità o alla gelosa riservatezza.

Inoltre, le modalità espressive dispiegate devono essere proporzionate e funzionali alla comunicazione dell’informazione e non tradursi in espressioni  che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto criticato

Affinché sussista il delitto di diffamazione le espressioni espressioni utilizzate devono essere gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodare in una mera aggressione verbale del soggetto criticato.

La diffamazione, come puoi immaginare, può riguardare anche:

Per sapere quando si configura il reato ovvero se il tuo caso rientra nella fattispecie penale è opportuno contattare un esperto e competente avvocato per diffamazione.

IN COSA CONSISTE LA SCRIMINANTE DELL’ESERCIZIO DI UN DIRITTO O ADEMPIMENTO DI UN DOVERE?

La diffamazione è sempre punibile ? NO

Vediamo qual è – ad esempio – un caso in cui la diffamazione non è punibile perché si esercita il diritto di critica.

L’art. 51 c.p., infatti, al primo comma recita:

“l’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della Pubblica Autorità, esclude la punibilità”.

Tale disposizione disciplina la scriminante dell’ “Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere” ossia una causa di giustificazione in presenza della quale un determinato fatto, che normalmente costituirebbe reato, non è considerato tale perché compiuto nell’esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge o nell’adempimento di un dovere imposto da norme giuridiche o da un ordine dell’Autorità.

La scriminate dell’esercizio di un diritto ricorre soprattutto nell’ambito dell’attività giornalistica dove, diversamente, la pubblicazione di notizie darebbe luogo al reato di diffamazione di cui all’articolo 595 codice penale.

La legge italiana e quella europea (art. 10 CEDU) infatti tutela la libertà di espressione sempre che l’attacco non vada oltre quello che è il legittimo diritto di critica.

QUALI SONO I LIMITI DEL DIRITTO DI CRONACA E DEL DIRITTO DI CRITICA?

Nell’attività giornalistica è riconosciuta la scriminante del diritto di cronaca che nell’ipotesi di diffamazione commessa a mezzo stampa, può rilevare come causa di giustificazione quando vengono rispettati sia il requisito della

  • verità (cioè corrispondenza al vero della notizia riferita) sia quello della
  • continenza (vale a dire, uso di espressione appropriate e non intrinsecamente offensive, denigratorie ed ingiuriose), sia quello della
  • pertinenza (ossia della rilevanza sociale del fatto narrato).

CRITERIO DELLA VERITÀ

Quanto al primo requisito, qualora venga pubblicata su una testata giornalistica una notizia falsa o inattendibile, non necessariamente viene integrato il reato di diffamazione a mezzo stampa poiché l’inattendibilità dell’informazione, da sola, non costituisce un’offesa all’altrui reputazione; ma, affinché si configuri il reato di diffamazione, la notizia oltre ad essere infondata deve ledere le qualità morali, intellettuali e professionali di una persona.

Va, altresì, precisato, sempre sotto il profilo dell’infondatezza della notizia, che la scriminante dell’esercizio del diritto di cronaca è configurabile solo quando, pur non essendo obiettivamente vero il fatto riferito, il cronista abbia assolto all’onere di esaminare, controllare e verificare l’oggetto della sua narrativa, al fine di vincere ogni dubbio, in caso contrario si risponderà del delitto di diffamazione.

CRITERIO DELLA CONTINENZA

Per quanto concerne, invece, il criterio della continenza, il diritto di critica consente di utilizzare un linguaggio aspro e polemico senza incorrere nel reato di diffamazione.

Ma, qualora vengano utilizzate delle espressioni superfluamente diffamatorie e inutilmente aggressive, si supera il limite della continenza andando a ledere inopportunamente la reputazione e l’onore della persona offesa e andando ad integrare il reato di diffamazione.

La Corte di cassazione è intervenuta sul diritto di critica con la sentenza numero 839/2015 precisando che il diritto di critica politica è idoneo a legittimare l’attività di cronaca giornalistica, senza farla sfociare nell’ambito dell’illecito e della diffamazione, solo fino al punto in cui esso non trascenda in attacchi e aggressioni personali diretti a colpire la figura morale del soggetto “criticato”.

CRITERIO DELLA PERTINENZA

Per quanto riguarda il criterio della pertinenza il diritto di critica deve attenere il fatto oggetto della diffamazione. Bisogna raccontare la verità con riferimento a quel determinato fatto che si assume essere diffamatorio.

È NECESSARIO SPORGERE QUERELA?

In ogni caso, poiché la diffamazione, anche a mezzo stampa, è un reato procedibile a querela di parte, affinché siano condotte indagini e perché possa, poi, instaurarsi correttamente un procedimento penale è necessario redigere correttamente una querela mediante l’ausilio di un avvocato per diffamazione.

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN AVVOCATO COMPETENTE PER DIFFAMAZIONE ?

Il delitto di diffamazione è una fattispecie complessa ed in gioco c’è la reputazione del soggetto: essa va opportunamente tutelata in tutte le sedi.

Per questa ragione bisogna rivolgerti ad un esperto per la diffamazione affinché questi possa innanzitutto dirvi se sussiste il reato e come affrontare il processo penale nella maniera più opportuna per conseguire il risultato sperato.

Come sopra ti ho detto e dimostrato con articoli on line di testate giornalistiche (RollingStone, ComunicatiStampa, RaccontiDalVicinato, Notizie.it), abbiamo già trattato importanti casi di diffamazione che hanno avuto risonanza nazionale ed internazionale.

Il caso di Mirko Scarcella contro il noto programma televisivo ‘LeIene’ è un caso trattato dal nostro studio legale. Celebrità dello spettacolo hanno scelto il nostro studio proprio in virtù della esperienza e competenza in questa determinata e delicata materia.

Ed allora, se sei sottoposto ad un procedimento penale per il reato di diffamazione oppure ne sei stato vittima e vuoi tutelarti presentando una querela o chiedendo il risarcimento del danno, puoi scrivere qui ad Avvocato Penalista H24 esperto in materia di diffamazione oppure puoi contattarci tramite WhatsApp o Facebook.

Un esperto avvocato per diffamazione sarà subito pronto ad aiutarti.

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