03-03-2019

Dissequestro Autovettura Guida in Stato di Ebbrezza: illegittimità della confisca dell’autovettura condotta da soggetto in stato di ebbrezza quando l’auto risulta concessa in leasing e sia ancora di proprietà del concedente, estraneo al reato.

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Avvocato per dissequestro autovettura in caso di Guida in Stato di Ebbrezza

La confisca dell’autovettura può rivelarsi illegittima allorquando mancano i presupposti per l’applicazione o, pur essendo la confisca legittima, viene chiesta la conversione della pena nei lavori di pubblica utilità. In tali casi è opportuno rivolgersi ad un avvocato per ottenere il dissequestro dell’autovettura.

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Quando ci si pone alla guida con un tasso alcolemico che supera 1,5 grammi per litro g/l oltre alla sanzione penale si incorre in sanzioni accessorie ben più gravi quali la sospensione della patente di guida e la confisca dell’autovettura. In questi casi è opportuno rivolgersi ad un avvocato per il dissequestro dell’autovettura.

La confisca del veicolo rappresenta una grave sanzione perché diversamente dal sequestro amministrativo, in virtù del quale la proprietà del veicolo non è persa immediatamente dal conducente, con la confisca il mezzo è sottratto al proprietario in maniera definitiva e non gli verrà più restituito, passando nelle mani dello Stato.

Se la tua auto è stata confiscata o, comunque, è oggetto di sequestro, puoi rivolgerti ad Avvocato Penalista H24 che potrà fornirti l’assistenza necessaria per il dissequestro dell’ autovettura.

 

QUANDO È PREVISTA LA CONFISCA DELL’AUTOVETTURA?

L’art. 186 Codice della Strada rubricato “Guida sotto l’influenza dell’alcol” alla  lett. c) punisce con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno, chi guida in stato di ebbrezza alcolica qualora  sia  stato  accertato  un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro g/l .

In tal caso si applica anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida  da  uno a due anni (la durata della sospensione della patente è raddoppiata se il veicolo appartiene a persona estranea al reato).

Con la sentenza di condanna  ovvero  di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche  se  è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è  sempre  disposta  la  confisca  del veicolo con il quale è stato commesso  il  reato,  salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato.

Nel caso in cui per errore al momento dell’accertamento del tasso alcolemico sia stata disposta la confisca del veicolo appartenente ad un soggetto estraneo al reato, occorre chiedere il dissequestro dell’autovettura con l’ausilio di un avvocato competente per il dissequestro dell’autovettura.

 

COME SI INTERPRETA IL CONCETTO DI “APPARTENENZA DEL VEICOLO A PERSONA ESTRANEA AL REATO”?

Utile per rispondere a tale quesito è l’esame della sentenza n. 5053 del 2019 pronunciata dalla IV sezione della Corte di Cassazione.

Nel caso sottoposto all’esame della Corte di Cassazione veniva impugnata una sentenza di patteggiamento ex art. 444 c.p.p. per diversi motivi, e per quel che ci occupa, per la  confisca dell’autovettura rispetto alla quale si eccepiva che il veicolo era stato concesso il locazione finanziaria al ricorrente e che, pertanto, proprietaria dell’autovettura era la società concedente.

La Corte di Cassazione ha argomentato come segue:

L’art. 186 C.d.S. esclude la confiscabilità nel caso in cui il mezzo appartenga a persona estranea al reato: in siffatta ipotesi, però, viene raddoppiata per l’autore della contravvenzione la durata della sospensione della patente di guida.

La nozione di appartenenza non va intesa nel significato tecnico attribuitogli in sede civile; invero, l’orientamento giurisprudenziale consolidato in sede penale fa riferimento ad una nozione di appartenenza di più ampia portata rispetto al solo diritto di proprietà e che ricomprende i diritti reali di godimento e di garanzia che i terzi hanno sul bene.

Ovviamente, per escludere la confiscabilità del bene è necessaria l’estraneità al reato del soggetto cui appartiene il veicolo. Il terzo, innanzitutto, per considerarsi estraneo deve essere in buona fede e cioè non deve avere in alcun modo partecipato al reato, richiedendosi la mancanza di ogni collegamento diretto o indiretto con la consumazione del fatto reato. Né egli deve avere ricavato consapevolmente vantaggi e utilità dal reato, né avere avuto comportamenti negligenti che abbiano favorito l’uso indebito della cosa.

Per quanto concerne, nello specifico il caso di vettura oggetto di contratto di leasing, la Corte chiarisce che nelle due tipologie principali del contratto di leasing, cosiddetti finanziario e traslativo, il trasferimento della proprietà del bene dal concedente all’utilizzatore ha luogo con il pagamento dell’ultima rata e del residuo prezzo di acquisto.

Le caratteristiche speciali dell’istituto, con l’atipica connotazione delle posizioni del concedente e dell’utilizzatore in ordine alla circolazione del veicolo, non possono consentire alcuna deroga o una ridotta tutela del diritto di proprietà del concedente sul bene, in mancanza di un’espressa disposizione normativa in tal senso.

La Corte, poi, richiama  la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo la quale ha riconosciuto alla confisca, anche se di natura amministrativa, la qualifica di pena ai sensi dell’art. 7 CEDU, in quanto non tende alla riparazione pecuniaria di un danno, ma ad impedire la reiterazione dell’inosservanza di prescrizioni. Pertanto, tale misura è applicabile solo in presenza di un illecito penale previsto dalla legge nel rispetto dei principi generali. Ne consegue che l’art. 7 CEDU esige, per punire e cioè per l’irrogazione di una pena e quindi anche della misura della confisca, la ricorrenza di un legame di natura intellettuale (coscienza e volontà) che permetta di rilevare un elemento di responsabilità nella condotta del soggetto cui viene applicata una sanzione sostanzialmente penale.

Esaminando la fattispecie alla luce della giurisprudenza della Corte EDU, secondo i giudici della Cassazione va esclusa la legittimità della confisca dell’autovettura condotta da soggetto in stato di ebbrezza per uso di alcool se la stessa risulta concessa in leasing e quindi di proprietà del concedente nel corso del contratto stesso, qualora il concedente sia pure estraneo al reato.

Una diversa interpretazione della normativa interna, qualora pure prospettabile, comporterebbe la violazione dell’art. 7 CEDU.

In conclusione, le Sezioni Unite hanno affermato l’inapplicabilità di una sanzione penale, configurante una diminuzione patrimoniale del soggetto, che verrebbe privato di un suo bene al di fuori di una responsabilità penale ed altresì di una specifica previsione legislativa e delle relative condizioni con conseguente inapplicabilità della confisca del veicolo di proprietà del concedente nel contratto di leasing se estraneo al reato di guida in stato di ebbrezza commesso dall’utilizzatore, e correlativa applicazione all’indagato della previsione del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, ex art. 186, comma 2, C.d.S. (SS. UU. Sent. n. 14484 del 19/01/2012)

La Corte di Cassazione, nel caso che ci occupa, dopo aver affrontato la questione nel merito, ha comunque dichiarato inammissibile il ricorso per motivi formali, ovvero perché il ricorrente non essendo proprietario non aveva alcun interesse ad impugnare la confisca.

Si appalesa necessaria in tali ipotesi un’assistenza difensiva adeguata, puoi rivolgerti ad Avvocato Penalista H24 per presentare istanza di dissequestro dell’autovettura.

 

IN QUALE ALTRO MODO SI PUÒ OTTENERE IL DISSEQUESTRO DELL’AUTOVETTURA?

È possibile evitare la confisca dell’auto grazie alla conversione della pena (arresto e ammenda) in Lavori di Pubblica Utilità di cui al 9 bis dell’art. 186 C.d.S.

Nel caso di guida in stato di ebbrezza con alcolemia superiore ai 1,5 g/l che non abbia causato un incidente è possibile chiedere la suddetta conversione che consente di evitare la confisca chiedendo il dissequestro dell’autovettura con l’assistenza di un avvocato.

Il criterio di conversione è il seguente: ogni 250 euro di ammenda e ogni giorno di arresto corrispondono ad 1 giorno di lavoro di pubblica utilità, mentre un mese di lavoro corrisponde ad un mese di arresto.

All’esito del corretto svolgimento del progetto di Lavoro di Pubblica Utilità da parte del condannato, il Giudice, dando atto dell’avvenuta espiazione della pena, dichiarerà estinto il reato, dimezzato il periodo di sospensione della patente di guida e ordinerà la revoca della confisca del veicolo.

Se il tuo veicolo è stata sequestrato o confiscato ed hai bisogno di consulenza o assistenza legale, puoi rivolgerti ad Avvocato Penalista H24 esperto nel dissequestro dell’autovettura.

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