11-12-2021

Truffa contro una compagnia assicurativa: quando si configura il reato e come fare a difendersi?

L’articolo 642 del Codice Penale punisce con la pena della reclusione da 1 a 5 anni la condotta della persona che, al fine di trarre vantaggio da un contratto di assicurazione, o di ottenere un indennizzo per un sinistro, distrugge, disperde, deteriora o occulta beni di sua proprietà, ovvero falsifica o altera una polizza o la documentazione per la stipula di una polizza.

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Truffa contro una compagnia assicurativa: quando si configura il reato e come fare a difendersi?

Sei sottoposto ad un processo penale in cui ti accusano di aver truffato una compagnia assicurativa per un falso sinistro automobilistico? Ti viene contestato di aver ottenuto un indennizzo per un sinistro mai avvenuto e vuoi sapere come fare per difenderti e provare la tua innocenza in un processo penale? Hai bisogno di ricevere assistenza o consulenza legale da parte di un avvocato truffa assicurazione? Se la risposta a queste domande è affermativa ti consiglio di leggere questo articolo in cui Avvocato Penalista H24 ti spiega nel dettaglio quando si configura il reato di “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”, disciplinato dall’articolo 642 del codice penale, e come fare per difendersi in questi casi.

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Cosa prevede la Legge?

Il reato di frode assicurativa si configura quando una persona, in maniera fraudolenta, simula l’esistenza di un sinistro, oppure aggrava le conseguenze patite da un sinistro, al solo fine di ottenere l’indennizzo di una assicurazione o comunque sia un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, con conseguente ingiusto danno all’integrità patrimoniale della compagnia assicurativa.

Chiaramente, ciò che devi sapere, è che per commettere un reato del genere, si deve agire con quello che, in termini giuridici, viene definito “dolo specifico”, ovvero, si deve avere la piena consapevolezza e la volontà di procurarsi illegittimamente un vantaggio economico a scapito della compagnia assicurativa.

Ma vediamo cosa significa nel dettaglio.

Come ti dicevo, l’articolo 642 del codice penale punisce diverse condotte che integrano differenti ipotesi del reato di frode assicurativa.

Quali sono le condotte punite dalla Legge? 

Nel caso di “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati”, le condotte che potranno essere realizzate affinché si possa sussistere la truffa ai danni della compagnia assicurativa sono molteplici e nulla esclude che queste condotte possano concorrere fra loro. 

Sicuramente fra queste condotte vi rientra:

  • la distruzione, la dispersione, il deterioramento o l’occultamento di cose di sua proprietà;
  • la falsificazione o l’alterazione di una polizza o della documentazione richiesta per la stipula di un contratto di assicurazione;

Nello stesso reato, inoltre, rientra anche la condotta della persona che:

  • cagiona a sé stesso una lesione personale o aggrava le conseguenze della lesione prodotta da un infortunio;
  • denuncia un sinistro mai accaduto;
  • distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova falsi o documentazione relativi al sinistro.

Come avrai ben capito, quindi, diverse sono le condotte previste dalla Legge per la configurazione di questo reato, per questo, nel caso in cui ti venga contestata una di queste condotte, è sempre opportuno avvalerti sin dal primo momento dell’aiuto di un avvocato truffa assicurazione, con specifica competenza in questo settore.

Chi può commettere questo reato?

Il delitto punito dall’articolo 642 c.p. è un cd. “delitto proprio”, per cui può essere commesso solamente dal contraente di una polizza assicurativa.

Presupposto fondamentale, dunque, è che tra l’agente e la parte offesa (che nel caso di specie sarà la compagnia assicurativa) sussista un valido contratto di assicurazione di talché, l’azione delittuosa del primo, induca la compagnia assicurativa a risarcire il danno. 

Vi è però una sola eccezione, che si evince dallo stesso articolo 642 c.p. al comma 2 che, come abbiamo già visto, ricomprende fra le ipotesi di condotte delittuose, anche le falsificazioni o le alterazioni di polizze o documenti.  

Ti sarà capitato, infatti, di sentire che il medico o il carrozziere abbiano certificato una invalidità personale o un danno al veicolo di maggior gravità rispetto alla realtà dei fatti. 

Ecco, in caso di falsificazioni, alterazioni di polizze, di documenti, o di elementi di prova, il responsabile del reato può essere anche un soggetto diverso rispetto all’assicurato. 

Cosa si intende con il termine “sinistro”?

Prima di analizzare nel dettaglio tutte le differenti condotte sanzionate dall’articolo 642 del codice penale, devi sapere che con il termine “sinistro” va intesa una categoria più ampia di eventi (non solo, dunque, gli incidenti stradali in senso stretto) da cui scaturisca il diritto, per il contraente di una polizza assicurativa, di ottenere indennizzo o da cui ne consegua la “rivalsa”.  

Per farti capire al meglio questo concetto ti faccio l’esempio di una persona che, dopo aver stipulato un contratto di assicurazione per il furto della propria autovettura, aveva denunciato di aver subito la rapina della stessa, in realtà mai avvenuta!

Su questa fattispecie, non a caso, è intervenuta la Cassazione Sez. II che, con sentenza n. 21816 del 28 maggio 2014, ha chiarito in che accezione vada inteso il termine “sinistro” previsto dalla norma, stabilendo che: “ai fini della configurabilità del reato di frode in assicurazione, la nozione di sinistro prevista dal secondo comma art.642 c.p., non si riferisce solo all’ipotesi dell’incidente stradale ma a qualsiasi evento pregiudizievole attuato dal fruitore del contratto assicurativo che fa sorgere in capo a questi, il diritto di risarcimento o di rivalsa”.

Cosa si intende, invece, per fraudolento danneggiamento?

Abbiamo visto che, con riferimento al delitto di truffa in assicurazione, la condotta tipica può essere in primo luogo la distruzione, la dispersione o il deterioramento di cose di proprietà dello stesso soggetto agente e, dunque, è necessario che le cose su cui ricada il danneggiamento, siano oggetto del contratto di assicurazione. 

In questo caso, l’illecito è realizzato nell’esatto momento in cui si verifica una delle condotte citate e, quindi, a prescindere dall’avvenuta riscossione del premio. 

Ti starai chiedendo sicuramente perché. 

Devi sapere anzitutto che, con la previsione del reato di truffa all’assicurazione si mira a tutelare l’integrità patrimoniale delle compagnie assicurative (che altrimenti risulterebbe intaccata dalle continue richieste di indennizzo). 

Quindi, secondo il codice penale, quello di cui stiamo parlando è considerato un reato cd. “a consumazione anticipata”: si concretizza, cioè, nell’esatto momento in cui, colui il quale intenzionalmente vuole frodare l’assicurazione, metta in pericolo il patrimonio di quest’ultima, senza che, di fatto, si crei un danno economico a scapito della compagnia assicurativa stessa. 

Se, invece, il danno si materializza con l’effettiva riscossione da parte dell’assicurato del risarcimento del danno, ciò viene ritenuto dal Codice penale come una circostanza aggravante del reato, con conseguente aumento della pena prevista.

Cosa si intende per “mutilazione fraudolenta della propria persona”?

Si configura la “mutilazione fraudolenta” allorquando la persona vada ad aggravare le conseguenze di una lesione prodotta dall’infortunio o, addirittura, produca a sé stesso una lesione al solo fine di conseguire un ingiusto profitto. (“Fraudolenta esagerazione del danno” così definita dalla Cassazione penale, Sez II, nella sentenza n.1856 del 17 gennaio 2014).

Qui, il reato si ritiene perfezionato non appena il soggetto procuri a sé stesso tale lesione e ne informi, quindi, l’assicurazione. 

Reato procedibile a querela, cosa significa?

Affinché l’autorità giudiziaria possa iniziare una qualsiasi attività di indagine in relazione al delitto di frode in assicurazione è necessario che ci sia una querela da parte della Compagnia assicurativa.

Devi sapere, infatti, che, affinché venga punita la persona che ha realizzato una truffa ai danni dell’assicurazione è necessario che la compagnia proponga un atto formale di querela entro 90 giorni dal momento in cui è stato commesso il reato, ovvero dal momento in cui la compagnia ha avuto notizia del fatto costituente reato (art.124 c.p.). 

Si tratta, in questo caso, di una “condizione di procedibilità”, quindi, nel caso in cui non ci sia la querela, la stessa sia tardiva o sia stata presentata da un soggetto non legittimato, anche se fosse dimostrata la sussistenza della truffa ai danni dell’assicurazione, la persona che ha posto in essere la truffa non potrà essere punita.

È molto importante, nel caso in cui tu sia imputato o indagato per il delitto di frode in assicurazioni, che tu ti rivolga immediatamente ad un avvocato truffa assicurazione proprio perché, in questi casi, non avrai alcuna necessità di dimostrare la tua innocenza nel processo, dovendo dimostrare esclusivamente il vizio della querela.

Qual è la pena prevista dalla Legge per il delitto di frode in assicurazioni?

Come ti ho detto nella premessa, il soggetto responsabile della truffa ai danni di una compagnia assicurativa, ai sensi dell’art. 642 c.p., può essere punito con la pena della reclusione che varia da uno a cinque anni. 

La pena, però, può addirittura essere aumentata nel caso in cui, effettivamente, sia stato riscosso il risarcimento del danno da parte della compagnia assicurativa.

Come avrai capito si tratta di pene molto alte, per questo, come ti ho detto in precedenza, è sempre opportuno non trascurare questi tipi di procedimento e farsi assistere sin dal primo momento da un competente avvocato truffa assicurazione.

Cosa succede nel caso in cui il reato sia commesso all’estero?

Se il fatto delittuoso viene commesso all’estero, posso ritenermi fortunato senza che si configuri, quindi, il reato di frode in assicurazione? Sbagliato! 

Devi sapere, infatti, che, ai sensi del 3 comma dell’articolo 642 c.p., tutto quanto descritto fino ad ora in tema di condotte di truffa e relative pene, si applica anche quando l’illecito venga commesso all’estero a scapito di una compagnia assicurativa che abbia sede legale in Italia (e quindi operi su territorio italiano). 

Di conseguenza, quindi, il giudice competente sarà quello del luogo in cui tale parte offesa ha ricevuto la notizia di reato. 

Infatti, proprio la Cassazione ha stabilito (Cass. Pen. sentenza 25 novembre 2019, n. 48097) che “la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui la persona offesa (la compagnia assicurativa) viene a conoscenza della condotta illecita (richiesta di risarcimento fraudolento) quindi, nel luogo in cui ha sede legale la compagnia assicurativa stessa”.

Perché rivolgersi ad un avvocato esperto in truffa sull’assicurazione?

Come avrai potuto comprendere, la materia delle truffe ai danni delle assicurazioni è molto complessa e richiede delle competenze specifiche che non tutti gli avvocati hanno.

È molto importante, quindi, nel caso in cui tu sia vittima di una truffa, ovvero sia imputato per questo reato, di rivolgerti immediatamente ad un avvocato truffa assicurazioni.

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La nostra priorità è porre l’assistito al centro del nostro operato, assumerci le sue preoccupazioni ed i suoi timori. 

Avere dei problemi in materia penale e non riuscire a comprendere come risolverli è sicuramente frustrante e pertanto va affrontato con l’aiuto di un avvocato truffa assicurazione che possa indirizzarti al meglio sin dal primo momento.

Nel corso degli anni abbiamo ben compreso questa circostanza ed è dunque fondamentale, sin da subito, instaurare un rapporto di fiducia con l’assistito che si sostanzia in:    

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