27-10-2020

La pendenza di una domanda di protezione internazionale non determina un automatico divieto di estradizione, bensì impedisce la concessione dell’estradizione fino a quando pende la domanda stessa.

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Estradizione e Protezione Internazionale | È possibile la consegna?

Avvocato Penalista H24 nel seguente articolo esaminerà la sentenza n. 11374 del 2020 pronunciata dalla VI sezione della Corte di Cassazione, in cui viene chiarito il rapporto tra il divieto di estradizione e la domanda di protezione internazionale.

È stata chiesta la tua estradizione o quella di un tuo conoscente e ti interessa sapere se puoi chiedere la protezione internazionale? Vuoi sapere in cosa consiste la protezione internazionale e se questa comporta un divieto assoluto di estradizione? Se la tua risposta è sì, allora leggi questo articolo.

Qualora sia stata emessa una richiesta di estradizione nei tuoi confronti ed hai già chiesto la protezione internazionale o vuoi chiedere protezione internazionale, puoi farti assistere da Avvocato Penalista H24 che si è già occupato di casi di casi di estradizione e di domanda di protezione internazionale. Leggi qui un grande successo del nostro studio: un caso in cui è stata negata l’estradizione di un cittadino filippino accusato di omicidio volontario.

La protezione internazionale vieta l’estradizione?

Il caso di estradizione oggetto della sentenza n. 11374/2020

La risposta al quesito è stata recentemente data dalla VI sezione della Corte di Cassazione nella sentenza numero 11374 del 2020. Qui è stato affrontato un ricorso avverso una sentenza della Corte di Appello che consentiva l’estradizione in Russia di un condannato per duplice omicidio.

Il ricorso

Tale decisione veniva censurata dal difensore perché violava il divieto di estradizione per le seguenti ragioni:

  • perché la condanna ha ad oggetto un reato punito con la pena di morte nel paese richiedente;
  • perché le condizioni delle strutture carcerarie avrebbero comportato il rischio di un trattamento disumano del detenuto;
  • quando pende una procedura per la protezione internazionale sussisterebbe un generico divieto di estradizione;
  • infine perché la protezione dell’unità familiare ostacolerebbe l’estradizione.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, dopo aver smentito tutte le censure, si sofferma sul rapporto tra la protezione internazionale e il divieto di estradizione. In particolare afferma che

“la legge non fa divieto della concessione della estradizione, ma impone soltanto alle autorità nazionali di non effettuare la consegna fintanto che sia pendente la domanda”.

Quali sono i rapporti tra divieto di estradizione e protezione internazionale?

I rapporti tra la procedura estradizionale e procedura in materia di protezione internazionale

Nella sentenza n. 11374 del 2020, secondo i giudici della Corte di Cassazione, la decisione contraria all’estradizione può essere adottata in presenza di un provvedimento della competente Commissione territoriale del Ministero degli interni, che abbia riconosciuto all’estradando lo “status” di protezione internazionale, per il pericolo di esposizione a trattamenti disumani e degradanti in caso di rientro nello Stato richiedente l’estradizione, ove quest’ultimo provvedimento sia riconosciuto dal giudice completo, certo ed affidabile.

La circostanza della sola pendenza del procedimento volto all’esame della richiesta di protezione internazionale non determina alcuna forma di pregiudizialità rispetto a quello estradizionale, in quanto la sospensione della consegna o l’eventuale successivo riconoscimento della protezione internazionale saranno valutati nell’ambito dei poteri demandati al Ministro della Giustizia ex articolo 708 codice procedura penale che disciplina la fase amministrativa del procedimento di estradizione.

L’articolo 7 d.lgs. 28 gennaio 2008, n. 25 riconosce l’autorizzazione al richiedente di una domanda di protezione internazionale a “rimanere nel territorio dello Stato” fino alla decisione della Commissione territoriale. Si escludono tutti quei casi in cui la domanda di protezione internazionale viene presentata per finalità dilatorie. Un esempio è quando colui che deve essere estradato verso un altro Stato ha presentato una prima domanda, reiterata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione di una decisione che ne comporterebbe l’imminente allontanamento dal territorio nazionale, oppure ha manifestato la volontà di presentare un’altra domanda, reiterata a seguito di una decisione definitiva che considera inammissibile una prima domanda reiterata, o dopo una decisione definitiva che respinge la prima domanda reiterata.

Cos’è la protezione internazionale?

Funzione

Tale istituto risponde ad un’esigenza umanitaria di protezione di ogni essere umano dalle persecuzioni che può subire in altri Paesi.

In Italia il diritto di asilo è garantito dall’articolo 10 comma 3 della Costituzione che recita:

“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

Le forme della protezione internazionale

L’istituto della protezione internazionale comprende due distinte categorie giuridiche:

I rifugiati

Il rifugiato è un cittadino straniero che, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese.

La protezione sussidiaria

Le persone ammissibili alla protezione sussidiaria sono quei cittadini stranieri che sono privi dei requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato. Rientrano in questo caso coloro che non sono in grado di dimostrare di essere oggetto di specifici atti di persecuzione, ma che tuttavia, se ritornassero nel Paese di origine, correrebbero il rischio effettivo di subire un grave danno e che non possono o (proprio a cagione di tale rischio) non vogliono avvalersi della protezione del Paese di origine.

I gravi danni che fondano la domanda di protezione sussidiaria

Sono considerati danni gravi:

  • La condanna a morte o all’esecuzione;
  • La tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo Paese di origine;
  • La minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale.

Perché rivolgersi ad un avvocato esperto nel divieto di estradizione e protezione internazionale?

La procedura estradizionale si articola in diverse fasi.

In alcune di esse è indispensabile la presenza di un avvocato esperto nell’estradizione che possa fornire la tutela dovuta all’estradando.

Se è stata emessa una richiesta di estradizione nei tuoi confronti ed hai già chiesto la protezione internazionale o vuoi chiedere protezione internazionale, puoi farti assistere da Avvocato Penalista H24.

Il nostro studio si è già occupato di casi di estradizione e di domanda di protezione internazionale.

Se hai bisogno di assistenza o consulenza legale in materia di estradizione e di protezione internazionale, puoi rivolgerti al team di Avvocato Penalista H24 che vanta avvocati esperti nel divieto di estradizione e in protezione internazionale.

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