La Polizia Postale da tempo stava coordinato l’indagine cd. Trust che ha portato alla notifica di provvedimenti di arresto e perquisizione domiciliare ed informatica nei confronti dei componenti di un’organizzazione criminale transnazionale specializzata in cd. cybercrime tra cui frodi informatiche e riciclaggio di criptovalute.
Fondamentale è stato l’apporto recato dagli operatori della Polizia Postale di Milano che, in collaborazione con la Polizia Judiciaria Portoghese e con l’Europol, ha consentito la riuscita dell’operazione investigativa “TRUST” ed il relativo sequestro di numerosi dispositivi elettronici e centinaia di migliaia di euro convertiti in cryptovaluta, proventi di attività di riciclaggio.
Indice dei contenuti
Cosa era successo?
Due giovani imprenditori Milanesi denunciavano alla Polizia Postale una truffa da loro patita attuata da alcuni criminali che, fingendosi rappresentati di un fondo di investimento internazionale, adescavano numerose vittime (tra cui imprenditori, amministratori di società ed altri rappresentanti di cariche di spicco) incentivandole ad investire in start-up da loro promosse.
Ovviamente, al fine di ottenere l’investimento, i truffatori proponevano fasulli accordi economici vantaggiosi e “coccolavano” le loro vittime organizzando incontri in ristoranti ed hotel di lusso, durante i quali le inducevano ad autorizzare i pagamenti a loro favore, previa conversione del denaro in cryptovalute.
Ovviamente tale escamotage era stato messo a punto dai truffatori al fine di non consentire la tracciabilità della valuta una volta convertita, appropriandosi così delle monete oramai digitali (es. Bitcoin, Ethereum, Dogecoin, Stellar Lumen ecc.).
Ebbene, una volta avviate le indagini sul caso, gli operatori di polizia investigativa hanno smascherato l’articolato schema di truffa seguito dai criminali e denominato “RIP DEAL” all’interno del quale erano state coinvolte vittime provenienti da tutta l’Europa.
Lo schema di truffa ricostruito dalle indagini della Polizia Postale
Tale schema si basava su un complesso raggiro tecnico-informatico che colpisce operazioni di scambio di valuta digitale e con il quale i truffatori riescono ad accedere ai wallets su cui sono allocate le valute virtuali, innescando una serie di transazioni a catena, rendendo difficoltosa la tracciabilità della moneta.
I truffatori, prima di avviare il ciclo di conversioni, si assicuravano che le vittime prese di mira disponessero di un fondo di garanzia “reale” così da avere maggiori certezze sulla riuscita del colpo.
Le povere vittime, dopo aver autorizzato l’investimento che credevano essere redditizio, scoprivano nel giro di pochi minuti che i loro wallets virtuali erano, in realtà, stati svuotati, comprendendo così di essere state raggirate truffate.
A tal punto, l’intervento della Polizia Postale si rendeva necessario.
L’intervento della Polizia Postale
Come anticipato, tali indagini sono state coordinate dalla Procura di Milano attraverso il lavoro di numerosi comparti di polizia giudiziaria e si sono svolte tra Milano, Monza, Lodi, Roma, Torino, Cagliari e Nuoro.
Encomiabile l’apporto dei Poliziotti Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Lombardia (Polizia Postale), della la Polizia Judiciaria Portoghese e dell’ Europol che hanno condotto le indagini per oltre un anno, riuscendo ad identificare i membri dell’organizzazione e a delineare l’organigramma individuando i ruoli e le mansioni di ciascun criminale.
In tal senso, si legge, il rapporto con le vittime era favorito da un primo contatto eseguito da un adescatore e le successive comunicazioni tenute da appositi interlocutori di cui, la maggior parte di loro, risulta essere originaria dei Balcani e per lo più residenti in Francia.
Quanto invece ai riciclatori di criptovaluta, ossia coloro che intervenivano solamente nel momento in cui la vittima aveva autorizzato il pagamento, questi risultano essere prevalentemente di origine asiatica e residenti sul suolo italiano.
Le povere vittime individuate provenivano da Austria, Portogallo, Romania, Spagna, Svizzera e Italia e ciò conferma il carattere transazionale della truffa e la enorme pericolosità delle cyber frodi che, sfruttando la potenzialità delle connessioni, consentono ai truffatori di interagire con un indeterminato numero di vittime, scavalcando completamente le barriere territoriali.
E’ possibile quindi recuperare i soldi dopo aver subito una truffa online?
Come avrai potuto comprendere l’instaurazione di procedimenti di polizia postale ed internazione per casi così complessi, congiuntamente all’intervento di Europol, dimostra la volontà in ambito mondiale di combattere in maniera molto seria il cybercrime, essendo del tutto evidente che costituisca un elemento di fondamentale importanza per riuscire a raggiungere questi risultati investigativi la cooperazione di polizia in ambito nazionale ed internazionale ed il sequestro dei fondi illecitamente sottratti alla persona offesa dal reato.
Sta di fatto che, quello che ti ho menzionato in precedenza, non è stato sicuramente l’unico caso di arresti in ambito nazionale ed internazionale relazionati con le truffe online, dato che ci sono stati diversi episodi in cui le forze dell’ordine (Polizia postale, ecc) sono riuscite -attraverso sequestri di centinaia di migliaia di euro- a recuperare i soldi che ignari piccoli risparmiatori pensavano di aver investito senza comprendere che, in realtà, erano semplicemente caduti nel tranello ordito nei loro confronti da spietati truffatori.
Leggi l’articolo su come è possibile recuperare i soldi da una truffa in crypto valuta e bitcoin.
Per comodità ti inserisco all’interno di quest’articolo alcuni casi di cronaca giudiziaria ove le indagini sono state effettuate proprio seguendo il capitale, così da arrivare persino all’arresto dei presunti truffatori.
Ecco a te i link:
- Cyber-enabled financial crime: USD 130 million intercepted in global INTERPOL police operation
- Maxi truffa da 5 milioni sul trading online, raggirate centinaia di persone
- Criptovalute, oltre cento truffati in Alto Adige e anche in Trentino: i fatti – Economia | l’Adige.it
- Frode trading on-line, sequestro deposito criptovalute a Catania | Sky TG24
- Smantellato giro internazionale di criptovalute: sequestrati oltre 3 milioni di euro
- AMP-Criptovalute, in Sicilia uno dei primi sequestri per frode con il falso trading on-line. Una truffa da 87 mila euro – MilanoFinanza News
- Albania: truffa con i call center, ricercati 9 italiani | ANSA.it
- Falso trading online, Polizie italiana e albanese sgominano banda di truffatori – Il Sole 24 ORE
- La truffa che ha portato al sequestro di 63 milioni in bitcoin: uno Schema Ponzi di criptovalute
Capisci bene, dunque, che fare le indagini nel modo corretto può portare al recupero del capitale e l’individuazione dei responsabili.
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- Truffe on line: cosa fare per recuperare i soldi
- Consulenza Truffa on line Crypto: assistenza recupero soldi
- Truffa Crypto Bitcoin: è possibile recuperare i soldi?
- Truffa on line, soldi recuperati: come abbiamo fatto?
- Indebito utilizzo Cripto Bitcoin Ethereum. Cosa si rischia?
- Sequestro probatorio bitcoin: quali sono i presupposti?
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