17-11-2021

Violenza Sessuale: accolta la tesi del nostro studio legale. Proscioglimento per il nostro assistito

Il nostro assistito era stato accusato di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Dopo l’incidente probatorio, tutte le accuse sono crollate. Per sapere come abbiamo fatto e quale è stata la nostra strategia di difesa, leggi quest’articolo.

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Violenza Sessuale: accolta la tesi del nostro studio legale. Proscioglimento per il nostro assistito

In questo articolo ti racconto di un caso molto delicato cha abbiamo affrontato e brillantemente risolto. Le accuse mosse nei confronti del nostro assistito erano di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia e all’orizzonte si prospettava una pesante condanna.

Grazie al lavoro del nostro team, siamo riusciti ad ottenere un provvedimento favorevole: tutte le accuse sono state archiviate con grandissimo grado di soddisfazione del nostro cliente.

Vuoi sapere come abbiamo fatto? leggi l’articolo, te lo spiego nel dettaglio. 

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L’antefatto

Come ti ho già spiegato, un nostro Assistito veniva indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravati nei confronti della compagna convivente, di nazionalità ucraina.

Pur non avendo sporto formale denuncia, la compagna dell’indagato veniva, con riferimento ai fatti che poi costituiranno le accuse mosse all’indagato, sentita dalla Polizia di Stato con l’ausilio di un mero cittadino connazionale reperito dal personale della Polizia Giudiziaria e deputato alla traduzione estemporanea delle dichiarazioni rese, anziché di un regolare interprete.

Da tali dichiarazioni, in quel frangente, emergevano gravi responsabilità in capo al nostro Assistito, al quale venivano mosse le accuse gravissime sopra indicate.

Accuse dell'indagato.

L’incidente probatorio e la figura dell’interprete

Il Codice di Procedura Penale prevede che, nel caso in cui si proceda (tra l’altro) per reati di violenza sessuale, la persona offesa, ritenuta particolarmente vulnerabile, possa essere riascoltata dall’Autorità Giudiziaria, ma, stavolta, con le garanzie di un contraddittorio pieno.

In altri termini, durante la fase di indagini, la persona offesa che si assume vittima del reato di violenza sessuale può essere chiamata a rendere le sue dichiarazioni, dopo averle rese alla Polizia Giudiziaria, anche innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari, in presenza del suo difensore, del Pubblico Ministero e del difensore dell’imputato.

Chiaramente, e proprio a garanzia sia della persona offesa medesima, che dell’imputato, laddove – come nel caso di specie – la dichiarante sia di nazionalità straniera, il Giudice nomina un suo ausiliare, deputato a tradurre simultaneamente le dichiarazioni rese, al fine di certificarne la corrispondenza al vero.

Come tutte le figure degli ausiliari del Giudice, anche l’interprete deve essere scelto e nominato tra gli elenchi appositamente redatti e a disposizione del Tribunale, il quale, prima di inserire i nominativi, deve verificarne i requisiti.

Le discrasie tra quanto dichiarato innanzi alla Polizia e quanto dichiarato in incidente probatorio

I Professionisti del nostro Studio, analizzata minuziosamente la vicenda, studiati i possibili rimedi e esaminata la posizione del proprio Assistito, preparavano il controesame nei confronti della persona offesa in sede di incidente probatorio, in maniera certosina.

Dal controesame, gli Avvocati del nostro Studio Legale facevano emergere un’amara verità: si verificava una sostanziale differenza tra quanto verbalizzato dagli operanti della Polizia Giudiziaria, con l’ausilio di un soggetto interprete non formalmente iscritto alle liste del tribunale, al momento dell’ascolto della persona offesa, e quanto dichiarato innanzi al GIP, con l’ausilio di un interprete titolato.

In particolare, emergeva che le dichiarazioni della persona offesa erano le stesse, ma verbalizzate in maniera erronea dal personale della Polizia Giudiziaria, guidata – maldestramente – da un traduttore estemporaneo e non titolato.

Lo strumento dell’incidente probatorio, e la preparazione dell’udienza da parte dei Professionisti dello Studio Legale, consentivano di far emergere tale discrasia, che laddove non fosse emersa, avrebbe comportato delle conseguenze devastanti per la vita del nostro Assistito.

Il rischio era di subire una pesante condanna per diversi anni di carcere.

La richiesta e il decreto di archiviazione

Emersa la discrasia di cui sopra in sede d’udienza e a seguito delle domande poste dagli Avvocati del nostro Studio Legale, il Pubblico Ministero chiedeva al GIP di archiviare il procedimento, avendo rilevato che le dichiarazioni rese dalla persona offesa, in realtà, integravano unicamente delle condotte biasimevoli, ma non integrando le condotte criminose inizialmente ipotizzate.

Il GIP in sede, condividendo pienamente le osservazioni rappresentate dalla Procura, che si richiamava all’autenticità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa, emetteva decreto di archiviazione.

Richiesta di archiviazione del GIP.

La nostra difesa

Il nostro lavoro è stato quello di capire che qualcosa non quadrasse negli atti cioè tra le prove raccolte dalla Polizia e le dichiarazioni della Persona offesa così come erano state tradotte dal cittadino ucraino.

Abbiamo così nominato un nostro consulente (un traduttore esperto) che ci ha aiutati a capire tutte quelle incongruenze nelle dichiarazioni della persona offesa che ci hanno permesso di smontare punto su punto le accuse mosse dalla Procura della Repubblica che – condividendo la nostra tesi – non ha potuto che chiedere l’archiviazione del procedimento con grandissimo grado di soddisfazione del nostro assistito che alla fine ha avuto solo un brutto spavento.

Ecco la sua immensa soddisfazione.

Messaggio whatsapp di soddisfazione da parte dell'assistito.

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Perché rivolgersi ad un avvocato esperto in casi di violenza sessuale?

Come avrai potuto comprendere, quella trattata è una materia complessa, delicata che richiede particolari e specifiche competenze professionali che non tutti gli avvocati posseggono.

È sempre consigliabile, dunque, affidarsi ad uno Avvocato competente in violenza sessuale, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.

Mettiti subito in contatto con uno dei nostri avvocati il quale ti spiegherà il nostro metodo che spesso ci porta ad avere grandi risultati con analogo grado di soddisfazione dei nostri assistiti.

Perché gli assistiti del nostro studio legale sono soddisfatti? Perché molti clienti hanno tanta riconoscenza nei nostri riguardi?

Il metodo di Avvocato Penalista H24. Perché scegliere il nostro studio legale?

La nostra priorità è porre l’assistito al centro del nostro operato, assumerci le sue preoccupazioni ed i suoi timori. Essere sottoposti ad un procedimento penale è una sciagura che coinvolge tutta la famiglia.

Nel corso degli anni abbiamo ben compreso questa circostanza ed è dunque fondamentale sin da subito instaurare un rapporto di fiducia con l’assistito che si sostanzia in:    

  • informazione costante sulla nostra attività professionale svolta nel Tuo esclusivo interesse. Sarai aggiornato passo passo di cosa stiamo facendo e di cosa accadrà. Ti spiegheremo le cose in modo che tu possa capire il difficile linguaggio della legge;
  • massima disponibilità e reperibilità: il nostro studio si chiama Avvocato Penalista H24 perché siamo sempre operativi 7 giorni su 7 24 ore al giorno. Siamo sempre al tuo fianco e potrai sempre contare su di noi. Tutti i giorni a qualsiasi ora del giorno e della notte.
  • formulazione di un preventivo immediato senza sorprese future. Ogni scelta difensiva sarà preventivamente concordata con Te, non avrai brutte sorprese e non dovrai sostenere costi imprevisti. Sin dal principio saprai quali sono i costi che dovrai sostenere.

Il rispetto di queste semplici regole e la nostra preparazione ci ha portati nel corso degli anni a regalare tante soddisfazioni ai nostri clienti. 

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