Guida in stato di ebbrezza: assoluzione ottenuta

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Guida in stato di ebbrezza: assoluzione ottenuta

n questo articolo ti spiego come siamo riusciti ad ottenere l’assoluzione di un nostro assistito al quale veniva contestato il reato di guida in stato di ebbrezza con l’aggravante di aver provocato un sinistro stradale.

Nello specifico il nostro assistito si rivolgeva ai professionisti dello studio legale Avvocato Penalista H24 in quanto riteneva assolutamente ingiusta la sua sottoposizione a procedimento penale per i fatti che si erano verificati, volendo inoltre evitare di incorrere nella sanzione della revoca della patente di guida che, chiaramente, gli serviva per far fronte alle proprie esigenze di vita e familiari.

Il caso del nostro assistito e la contestazione mossa nei suoi confronti

  • Il nostro assistito, in seguito ad un incidente stradale con il proprio motoveicolo, veniva sottoposto a controllo alcolimetrico da parte dei Carabinieri i quali riscontravano un tasso alcolemico superiore ad 1,5 gr/l, tasso questo che veniva confermato finanche attraverso i controlli effettuati nel pronto soccorso.
  • Pertanto, alla luce dei fatti riscontrati, la Polizia Giudiziaria provvedeva ad inviare la comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per la contestazione del delitto di guida in stato di ebbrezza, con l’aggravante di aver cagionato un sinistro stradale, ai sensi dell’articolo 186 comma 2 lettera c) e comma 2 bis del Codice della Strada.

Questa è la contestazione che veniva formulata nei confronti del nostro assistito:

Chiaramente l’instaurazione di un procedimento penale aveva provocato un notevole sgomento per il nostro assistito il quale, oltre a temere per una eventuale condanna nel procedimento penale, era assolutamente terrorizzato al solo pensiero di potersi vedere revocata la patente di guida.

Infatti, l’articolo 186 del Codice della Strada prevede espressamente che: “Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/1), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida e’ sempre revocata”.

Così come ti dicevo in precedenza, nel caso del nostro assistito oltre al rischio di una condanna penale vi era il concreto rischio che il Giudice, congiuntamente alla condanna, potesse applicare la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida.

Lo studio del caso del nostro assistito e le soluzioni prospettate

  • Una volta constatata l’instaurazione di un procedimento penale e la disposizione della sospensione provvisoria della patente di guida da parte del Prefetto ci mettevamo immediatamente al lavoro per cercare di trovare una soluzione al caso del nostro assistito.

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Pertanto, dopo aver ascoltato con attenzione tutte le argomentazioni del nostro assistito, provvedevamo ad effettuare copia dell’intero fascicolo di indagini.

Inoltre, avendo il nostro assistito rappresentato la necessità di riottenere in breve tempo la propria patente di guida, in quanto gli era necessaria per esigenze lavorative, provvedevamo a formulare ricorso al Giudice di Pace con il quale richiedevamo l’annullamento del provvedimento prefettizio con il quale era stata disposta la sospensione provvisoria della patente di guida.

Il Giudice di Pace, così come potrai constatare da questo articolo, decideva di accogliere il nostro ricorso, restituendo quindi la patente di guida al nostro assistito in attesa degli esiti del procedimento penale.

Chiaramente, detto provvedimento già costituiva un punto di fondamentale importanza per il nostro assistito il quale, durante tutto il periodo di tempo necessario per l’instaurazione del procedimento penale ha comunque potuto beneficiare della propria patente di guida senza patire le conseguenze della sospensione provvisoria della stessa disposta dal Prefetto.

Il procedimento penale e la strategia difensiva utilizzata 

  • Come ti dicevo in precedenza, il nostro assistito veniva sottoposto a procedimento penale per il delitto di guida in stato di ebbrezza aggravata dall’aver provocato un incidente stradale, condotta questa per la quale il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Torre Annunziata, ritenendo assolutamente pacifica l’integrazione del reato, disponeva un decreto penale di condanna con il quale disponeva l’ammenda di euro 15.000,00.

Se vuoi sapere cosa fare in caso di notifica di un decreto penale di condanna e come presentare opposizione ti consiglio di leggere con attenzione questo articolo.

Chiaramente, in caso di mancata opposizione al decreto penale di condanna, in seguito all’esecutività della sentenza, il Giudice avrebbe dovuto disporre la revoca della patente di guida, così come disposto ai sensi dell’art. 186 comma 2 bis del Codice della Strada.

Pertanto, valutati tutti gli elementi del caso e credendo fortemente nell’innocenza del nostro assistito provvedevamo a formulare opposizione contro il decreto penale di condanna, richiedendo la definizione del procedimento nelle forme del giudizio immediato.

Con tale scelta di rito, infatti, avremmo potuto sentire gli operanti di Polizia Giudiziaria che avevano riscontrato la guida in stato di ebbrezza e farci chiarire, nel corso del dibattimento, tutte le circostanze in cui avevano rinvenuto il nostro assistito e gli elementi che avevano fatto desumere che lo stesso avesse provocato il sinistro automobilistico in conseguenza dello stato di ebbrezza.

Infatti, il reale limite dell’intera attività di indagine consisteva nel fatto che il nostro assistito non fosse stato fermato dai Carabinieri mentre era alla guida del proprio motoveicolo, bensì in una fase successiva, allorquando si trovava al suolo con il proprio motoveicolo al suo fianco, non avendo mai le Forze dell’Ordine potuto constatare che, effettivamente, lo stesso si fosse messo alla guida del motoveicolo in stato di ebbrezza.

Gli elementi di prova emersi nel corso del processo penale

  • In precedenza ti ho già accennato in grandi linee la nostra tesi difensiva, avendo ritenuto assolutamente ingiusta la sottoposizione del nostro assistito a procedimento penale senza che lo stesso fosse mai stato trovato alla guida del motoveicolo.
  • Nel corso del procedimento emergeva nitidamente il fatto che i Carabinieri non avessero mai sentito alcuna persona, nell’immediatezza dei fatti, che avrebbe potuto confermare il sinistro automobilistico, pertanto emergeva unicamente il fatto che il nostro assistito fosse ubriaco, senza tuttavia avere alcun tipo di riscontro dell’ulteriore circostanza necessaria per la contestazione del delitto di guida in stato di ebbrezza, ovvero il fatto che il medesimo si fosse posto alla guida del proprio motoveicolo in stato di alterazione psico-fisica.
  • Il rinvenimento del motoveicolo al suolo, infatti, non poteva essere considerata come una circostanza di per sè idonea alla individuazione della responsabilità penale del nostro assistito, né tantomeno dava conferma del fatto che si fosse verificato un sinistro automobilistico.
  • Pertanto, alla luce di dette circostanze, all’esito dell’istruttoria dibattimentale espletata chiedevamo l’assoluzione del nostro assistito ai sensi dell’articolo 530 del codice di procedura penale, perché il fatto non sussiste, richiedendo in subordine il proscioglimento del nostro assistito per speciale tenuità della condotta, ai sensi dell’articolo 131 bis del codice di procedura penale.
  • Infatti, anche in caso di guida in stato di ebbrezza può essere applicata la causa di esclusione della punibilità per speciale tenuità della condotta ai sensi dell’articolo 131 bis c.p.p.

Se vuoi approfondire questo tema ti consiglio di leggere con attenzione questo articolo in cui ti spiego nel dettaglio le ragioni che hanno indotto la Corte di Cassazione a confermare la possibilità di applicazione dell’articolo 131 bis c.p.p. anche in caso di guida in stato di ebbrezza.

La decisione del Giudice in merito al caso del nostro assistito

  • Il Giudice, all’esito di tutte le circostanze emerse nel corso del dibattimento decideva di disporre il proscioglimento del nostro assistito per speciale tenuità del fatto ai sensi dell’articolo 131 bis del codice di procedura penale, non disponendo nei suoi confronti neppure la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida.
  • Pertanto, avendo il nostro assistito già ottenuto la restituzione della patente di guida grazie al ricorso accolto dal Giudice di Pace in seguito all’emissione del provvedimento di sospensione provvisoria disposto dal Prefetto, il medesimo non ha patito alcuna conseguenza negativa derivante dal reato allo stesso contestato, essendo stato solo pochi giorni senza patente.
  • Non potete immaginare la gioia del nostro assistito quando gli abbiamo comunicato il provvedimento ottenuto, non credendo neppure lo stesso di essere finalmente uscito da quell’incubo che da anni ormai gli toglieva il sonno.

Perché affidarsi ad un avvocato esperto in caso di contestazione del delitto di guida in stato di ebbrezza ?

  • Come avrai potuto comprendere, quella trattata, è una materia complessa, delicata che richiede particolari e specifiche competenze professionali in ambito civile, penale ed amministrativo, che non tutti gli avvocati posseggono.
  • È sempre consigliabile, dunque, affidarsi ad un Avvocato competente in caso di contestazione del delitto di guida in stato di ebbrezza esperto in materia, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.

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